WALL STREET: I MERCATI RIACQUISTANO TONICITA’

14 Ottobre 2005, di Redazione Wall Street Italia

Dopo il selloff delle ultime giornate, i listini americani hanno messo a segno il primo convincente rialzo della settimana, spinti dal ritracciamento del petrolio e dall’attenuazione sulle paure inflazionistiche. Proprio queste, fin dall’inizio del mese, avevano portato alcuni esponenti della Fed ad annunciare una politica monetaria piu’ aggressiva, nel caso di un’eventuale accelerazione dell’inflazione. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0.69% a 10.287, l’S&P500 lo 0.83% a 1.186, il Nasdaq, infine, e’ avanzato dello 0.86% a 2.064.

I numerosi dati economici oggi in calendario hanno offerto segnali contrastanti sull’economia Usa che, tuttavia, sembra essere in condizioni generalmente positive. In particolare, nel mese di settembre l’indice dei prezzi al consumo negli Stati Uniti e’ salito dell’1.2%, segnando il maggiore incremento degli ultimi 25 anni. L’indice “core” (che esclude le componenti volatili quali cibo ed energia) e’ salito pero’ solo dello 0.1%, attenuando i timori di una crescita sostenuta dell’inflazione. Il consensus degli analisti era per un aumento dello 0.2%.

Migliori delle attese anche i dati sulle vendite al dettaglio (esclusa la componente auto): a settembre sono salite dell’1.1% (consensus +0.8%). Hanno invece deluso le previsioni gli ultimi numeri sulla produzione industriale, scesa piu’ delle attese (-1.3% contro un calo dello 0.4%) e i dati sulla fiducia dei consumatori, rivelatisi inferiori sia al mese precedente che alle stime degli analisti.

Per molti analisti il recente calo dei listini aveva creato le condizioni ottimali per un rimbalzo di fine settimana, ed a contribuire al recupero degli indici e’ subentrato il calo dei prezzi nel comparto energetico, con il petrolio che e’ sceso sotto i $63. Il contratto future con scadenza novembre ha ceduto 45 centesimi a quota $62.63 al barile. La performance settimanale resta tuttavia positiva (+1.3%): le analisi effettuate di recente hanno indicato una futura crescita della domanda mentre ci inoltriamo nella stagione invernale.

Per quanto riguarda il fronte societario, l’attenzione degli operatori continua a concentrarsi sulla stagione degli utili e, in particolare, sulle previsioni delle societa’ per i prossimi trimestri alla luce del caro petrolio e degli uragani che hanno colpito gli Stati Uniti. Le cifre finora pubblicate sono state incoraggianti ma non particolarmente brillanti.

Tra le societa’ che hanno comunicato le trimestrali in mattinata, si e’ distinta in positivo Gerneral Electric. La conglomerata industriale,considerata un barometro dell’economia americana, ha riportato risultati in linea con le attese e ha espresso ottimismo per il futuro. Il titolo e’ avanzato di quasi l’1%.

Tra gli altri titoli, e’ avanzato anche Boeing, dopo che la banca d’affari Prudential ne ha iniziato la copertura con rating Overweight, General Motors, che sembra vicina ad un accordo per un taglio delle spese mediche dei propri lavoratori e United Tech. Le blue chip che invece sono avanzate maggiormente in territorio negativo sono Du Pont, American Express e Pfizer.

In ambito di mergers & acquisitions, la catena alberghiera Hilton ha annunciato che acquistera’ gli hotel della sua omonima britannica per $3.6 miliardi in cash. L’operazione riunirebbe il marchio Hilton dopo piu’ di 40 anni.
Nel settore enegetico, Vintage Petroleum ha accettato l’oferta di takeover avanzata da Occidental Petroleum. L’affare si aggira intorno ai $3.8 milardi da pagarsi in cash e azioni.

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Sugli altri mercati, l’euro ha recuperato sul dollaro. Nel tardo pomeriggio di venerdi’ a New York il cambio tra le due valute e’ $1.2091. In ribasso l’oro, che nelle ultime sessioni si e’ allontanato dai massimi di 18 anni (oltre quota $482). Il future con scadenza dicembre ha chiuso in calo di $2.00 a quota $471.80 all’oncia. In ribasso, infine, anche i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ salito al 4.49%, dal 4.47% di giovedi’.