WALL STREET: I FINANZIARI PIEGANO I LISTINI

20 Aprile 2009, di Redazione Wall Street Italia

Dopo sei settimane positive, l’azionario cade sotto i colpi dei timori legati alle crescenti perdite creditizie delle banche, a cui si uniscono i cali dei prezzi delle materie prime, principale causa della debolezza del comparto delle commodity ed energitico. Il Dow Jones cede il 3.56% a 7841, l’S&P 500 il 4.28% a 832, mentre il Nasdaq lascia sul campo il 3.88% a 1608. Il mercato, che ha esteso le perdite nella seconda parte di mattinata dopo il rilascio del Superindice, contrattosi piu’ delle attese nel mese scorso, e’ tornato cosi’ sui livelli di inizio marzo.

Bank of America, l’istituto finanziario americano che ha perso tre quarti del suo valore nel 2008, ha ceduto il 23%, con l’annuncio di un incremento degli accontanamenti per le perdite sui prestiti per un valore complessivo pari a $13.4 miliardi, che ha oscurato gli utili migliori delle attese. Su Citigroup si e’ abbattuta la scure di Goldman Sachs, secondo cui le perdite sul credito della travagliata banca stanno crescendo ad un “ritmo sostenuto”. I titoli cedono oltre il 22%. Malissimo anche AIG (-20%). Il benchmark settoriale XLF segna -11.6% alla fine delle contrattazioni.

Tra i peggiori titoli figurano anche energetici e azioni legate alle materie prime, come Alcoa (-9.7%). Particolarmente pesanti U.S. Steel e Exxon Mobil, penalizzate dal calo del petrolio e dei prezzi dei metalli industriali. “Sembra che il mercato voglia seguire la direzione dei finanziari, in un senso o nell’altro”, dice Keith Wirtz, che gestisce 20 miliardi in qualita’ di chief investment officer di Fifth Third Asset Management. “Sicuramente verranno annunciate altre svalutazioni e altri problemi per i portafogli dei prestiti, in particolare sul fronte dei consumatori”.

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I listini vengono dalla migliore performance nell’arco di un mese e mezzo dal 1938, un rally alimentato dal ritorno alla redditivita’ di Goldman Sachs e JP Morgan Chase e il conseguente rimbalzo delle banche. Ma, come segnalato nei giorni scorsi da alcuni analisti, il prolungarsi della recessione potrebbe finire per compromettere il rally.

Le uniche notizie positive della giornata giungono dal fronte M&A. Oracle ha annunciato l’acquisto della casa di software Sun Microsystems (+37%) per $7.4 miliardi, mentre con $6 miliardi PepsiCo (-4%) conta di rilevare le quote restanti delle sue due principali societa’ di imbottigliamento PepsiAmericas e Pepsi Bottling.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico i futures con consegna maggio hanno ceduto $4.45, pari ad un calo dell’8.8%, attestandosi a quota $45.88 dollari il barile. Si tratta del peggiore risultato giornaliero in sette settimane. Sul valutario,
si indebolisce ancora l’euro nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di lunedi’ a New York il cambio tra le due valute e’ di 1.2931. In forte rialzo l’oro: i futures con consegna giugno sul metallo prezioso hanno guadagnato $19.60 a $887.50 l’oncia. Avanzano, infine, i Titoli di Stato Usa. Il rendimento sul benchmark decennale a 10 anni e’ sceso al 2.8430% dal 2.9300% di venerdi’.