WALL STREET: I DATI MACRO NON INFIAMMANO I LISTINI

2 Gennaio 2004, di Redazione Wall Street Italia

Dopo una partenza molto incoraggiante, favorita dalla publicazione dei nuovi dati macro, a Wall Street sono presto scattate le prese di beneficio e i listini hanno chiuso la seduta contrastati. Il Dow Jones ha ceduto lo 0.42% a 10409, l’S&P500 lo 0.31% a 1108 e il Nasdaq, l’inico in progresso, ha guadagnato lo 0.17% a 2006.

Nonostante il debole andamento delle borse, dall’economia reale continuano ad arrivare segnali rassicuranti. Nel mese di dicembre l’indice ISM del comparto manifatturiero e’ salito a quota 66.2, ben al di sopra delle aspettative del mercato di 61 punti.

E’ il livello di crescita piu’ sostenuto degli ultimi 20 anni. Ricordiamo che un valore superiore ai 50 punti indica espansione dell’attivita’ manifatturiera, mentre un valore inferiore indica contrazione.

L’economia Usa, quindi, continua a correre e i progressi dovrebbero presto farsi evidenti nel mercato del lavoro. Secondo un’indagine condotta tra 54 economisti dal Wall Street Journal, entro i prossimi 12 mesi il numero di nuovi occupati aumenterà di 1,5 milioni di unità, e il tasso di disoccupazione scenderà al 5,5%.

Ma paradossalmente e’ proprio l’ottimo stato di salute dell’azienda America che in questo momento solleva alcune preoccupazioni nella comunita’ finanziariaria. In particolare, secondo gli operatori, la crescita dell’economia non tardera’ a tradursi in un aumento dei tassi d’interesse, un elemento sfavorevole ai mercati azionari.

Sul fronte societario, 12 dei trenta titoli componenti il Dow Jones hanno chiuso la giornata in territorio positivo. Tra i maggiori rialzi da segnalare l’incremento del 2.8% di AT&T, favorito da un articolo di Usa Today. Secondo il quotidiano, il colosso telecom presto alzera’ le tariffe sulla lunga distanza.

In buon progresso anche Citigroup (+0.95%), che nell’intraday ha raggiunto i massimi di 52 settimane. La societa’ ha annunciato di essere una delle due prime banche a cui sara’ consentita l’emissione di carte di credito in territorio cinese.

I nuovi dati economici Usa hanno consentito al dollaro di prendere una boccata d’ossigeno. Nel tardo pomeriggio di venerdi’ a New York il cambio con l’euro e’ a quota 1.2591. Il biglietto verde nell’ultimo anno si e’ svalutato di circa il 20% nei confronti della divisa comunitaria.

Sugli altri mercati, hanno chiuso in netto ribasso i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni, benchmark della categoria, e’ salito al 4.373% dal 4.257% della chiusura di mercoledi’.

Oggi sono rimasti chiusi i mercati dei future su oro e petrolio.