WALL STREET: I COMPRATORI SI ORIENTANO SULL’HI-TECH

13 Maggio 2005, di Redazione Wall Street Italia

La seduta di borsa di Wall Street si e’ chiusa con gli indici azionari contrastati. Il Dow Jones ha ceduto lo 0.48% a 10.140, l’S&P500 lo 0.46% a 1.054, il Nasdaq ha guadagnato lo 0.66% a 1976. Sui mercati hanno pesato i dati macroeconomici, risultati peggiori delle attese, e l’aumento del prezzo del greggio.

In assenza di segnali coerenti sullo stato di salute della Corporate America i mercati faticano a trovare una direzione precisa. Nonostante alcuni spunti positivi giunti in settimana dal settore societario, sui mercati Usa continuano a pesare le preoccupazioni legate al coinvolgimento di grossi hedge fund sul debito di General Motors e Ford, la debolezza di importanti blue chip e le forti passivita’ pensionistiche dei settori auto e delle compagnie aeree. Per quanto riguarda l’economia, il calo della domanda delle commodities, la debolezza di settori chiave come acciaio e petrolio alimentano le preoccupazioni su un rallentamento a livello globale. Contemporaneamente, si fanno sentire i timori di una ripresa dell’inflazione.

Oggi dagli indicatori macro sono arrivate altre notizie poco incoraggianti. Nel mese di maggio il dato preliminare sull’indice della fiducia dei consumatori
redatto dall’Universita’ del Michigan si e’ attestato a 85.3 punti, il livello piu’ basso dal marzo 2003. L’indicatore e’ risultato sia inferiore alle attese degli analisti (88.3), sia al valore registrato nel mese precedente (87.7).

Peggiore delle aspettative anche il dato relativo ai prezzi import. Ad aprile, sono saliti dello 0.8%, guidati soprattutto dall’aumento di petrolio, metalli e prodotti chimici. Le stime del mercato erano per un incremento molto piu’ contenuto (0.4%).

Una nota positiva e’ arrivata dal Dipartimento del Commercio che ha comunicato il dato sulle scorte di magazzino
, in rialzo dello 0.4% contro il consensus dello 0.6%.

Oggi ha condizionato gli indici anche l’andamento volatile del petrolio. Dopo essersi portato al di sotto dei $48 al barile, il contratto future con scadenza giugno ha terminato la sessione in rialzo di 13 centesimi, a quota 48.67. Pesante, comunque, la performance settimanale dell’oro nero, arretrato di circa il 4.5%.

Passando all’andamento dei singoli titoli, va segnalata la brillante performance di Dell. Il numero 1 al mondo per la vendita di Personal Computer ha riportato una crescita del 28% sugli utili netti, guidati dalle massicce vendite in Europa e Asia. Gli utili per azione hanno rispettato le previsioni degli analisti, mentre i ricavi sono risultati leggermente al di sotto. Nonostante cio’, la societa’ ha ricevuto commenti positivi dalle principali banche d’affari e il titolo e’ avanzato di circa il 7%.

Molto bene anche Nvidia. Il titolo della societa’ produttrice di chip grafici ha guadagnato oltre il 10%, dopo che il gruppo ha riportato buoni risultati di bilancio e ha rivisto al rialzo le stime sulle vendite del secondo trimestre.

A livello settoriale, particolarmene positiva la performance di semiconduttori (SOX +2.60%), Internet (HHH +1.07%) e Hardware (GHA +2.08%). Male invece il settore delle utilities e dei servizi petroliferi.

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Tra i titoli del Dow Jones, hanno riportato i maggiori rialzi Hewlett-Packard, trainata al rialzo da Dell e Nvidia e dalla notizia che il miliardario Carl Icahan ha acquistato azioni del gruppo. Bene anche Intel, Microsoft e General Motors. In rosso Alcoa, ai minimi di due anni, Boeing, Procter & Gamble ed Exxon Mobil.

Sugli altri mercati, l’euro, e’ in netto ribasso nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di venerdi’ a New York il cambio tra le due valute e’ $1.2662. In calo anche l’oro. Il future con scadenza giugno ha ceduto $1.90 a $420.50 all’oncia. In rialzo, infine, i titoli di Stato. Dopo essere sceso al 4.11%, livello piu’ basso da meta’ febbraio, il rendimento sul Treasury a 10 anni si e’ attestato al 4.13% dal 4.27% di giovedi’.