Wall Street: i Buy proseguono, rally a Madrid

1 Dicembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Dopo due ore e mezzo di contrattazioni Wall Street continua a viaggiare con il turbo con incrementi che, per quanto sostenuti, sono lontani da quanto messo a segno dalle borse in Europa capitanate da Madrid. L’Ibex e’ rimbalzato del 4.35%, il Dax a Francoforte del 2.55%, il Ftse/Mib a Milano del 2.38%, su del 2.22% il Ftse 100 a Londra mentre il Cac a Parigi ha chiuso in rialzo dell’1.65%.

A mettere il turbo la possibilita’ che la Banca centrale europea segua la Federal Reserve preparandosi a un secondo round di quantitative easing. L’iniezione di liquidita’ sarebbe una scelta obbligata ma fatta contro la volonta’ di Trichet, tra i critici delle politiche di allentamento monetario della Fed. Con questa prospettiva si sono ristretti i differenziali dei rendimenti dei titoli di stato dei periferici rispetto al Bund tedesco. Finora pero’ Trichet non si è sbilanciato troppo sull’ ipotesi di emissioni di eurobond .

Sembrano essere cosi’ passate in secondo piano le tensioni che ancora ieri avevano condizionato i listini per colpa della crisi del debito sovrano in Europa e che avevano parlato di una Spagna, insieme a Portogallo e Italia, pronte a capitolare dopo Irlanda e Grecia. Anche se non mancano nuovi allarmi: sui mercati sono circolate indiscrezioni secondo le quali l’agenzia di rating S&P potrebbe tagliare l’outlook della Francia.

A Madrid poderoso rimbalzo delle banche come BBVA (+7%) e Banco Santander (+6.8%). Oliver Russ, gestore di fondi in Europa per Argonaut Capital Partners ha ricordato a MarketWatch che nei giorni scorsi il settore finanziario era stato “venduto in modo massiccio ed eccessivo” proprio su timori che non si arresteranno.

Entusiasmo odierno a parte, gli analisti restano tuttavia cauti, convinti che nuovi pressioni possano presto tornare soprattutto se i differenziali dei rendimenti dei titoli di stato periferici cominceranno ad ampliarsi nuovamente o se le rispettive asta andranno male.

“C’e’ veramente bisogno di azioni aggressive da parte delle autorita’ europee per cercare di calmare i nervi di tutti. E’ questo il punto cruciale in questa fase”, ha spiegato a Reuters Greg Gibbs, analista di RBS.

“E’ in atto un rimbalzo tecnico. Una serie di indicatori mostra che gli indici si trovano in territorio di ipercomprato” e qualche investitore sta cercando opportunita’ a prezzi stracciati. Ma teniamo gli occhi puntati sugli spread dei rendimenti per capire se il rambalzo azionario sia o meno sostenibile”, ha aggiunto Harry Sebag di Saxo Banque.

Rassicurazioni sono arrivate intanto da Bankitalia: “per quanto riguarda gli spread sui titoli del debito pubblico oggi sta andando meglio, le cose si sono tranquillizzate”. Lo ha detto il vice direttore generale di Palazzo Koch Ignazio Visco. “C’erano forti esagerazioni nelle reazioni dei mercati, una forte tendenza all’overshooting”, ha aggiunto Visco, sottolineando che “l’uscita da questa crisi vuol dire contenere il debito pubblico e soprattutto crescere”.

Dal ministero dell’Economia arrivano smentite su presunte frasi pronunciate dal ministro Giulio Tremonti che, stando a fonti interne a via XX Settembre, avrebbe detto che la situazione dei mercati finanziari è “indecifrabile” ed è quindi difficile fare previsioni sull’andamento nei prossimi giorni motivo per cui potrebbe esserci un fine settimana imprevedibile perché “la situazione è indecifrabile”. La nota del ministero recita “le frasi attribuite al Ministro Tremonti nel corso della riunione con i rappresentanti delle Regioni sono totalmente prive di ogni fondamento”.

Detto questo, proprio oggi un articolo del Financial Times ha affermato che l’Italia è sempre più vicina al vortice che ha inghiottito la Grecia e l’Irlanda . Da sottolineare che si sono ridotti gli spread tra il Bund tedesco e il Btp decennale italiano, che ieri avevano toccato il livello record dall’entrata dell’euro a 213 punti base.

Negli Stati Uniti i dati macroeconomici nel frattempo hanno soddisfatto il mercato. Buone notizie dal mercato del lavoro: a novembre sono stati creati 93 mila posti nel settore privato, piu’ dei 58 mila attesi dagli analisti. E’ cresciuta del 2.3% produttivita’ del terzo trimestre contro attese per un +2.4% ma meglio del dato preliminare.

La spesa per le costruzioni a ottobre e’ salita piu’ del previsto, dello 0.7%. L’Ism manifatturiero di novembre ha invece centrato le attese pur essendo sceso a 56.6.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico, ifutures sul petrolio con consegna gennaio sono in rialzo dell’1.66% a quota $85.51 il barile. Oggi e’ stato pubblicato il dato delle scorte settimanali, cresciute a sorpresa. Il derivato con scadenza gennaio dell’oro segna +0.12% a $1387.80 l’oncia.

Sul fronte valutario l’euro e’ in rialzo dello 0.65% a quota $1.3068. L’euro, insieme all’azionario, è tornato a salire oggi per la prima volta in quattro giorni. Rimane comunque molta volatilità sul mercato dei cambi e bisogna fare attenzione, riguardo al rapporto euro/dollaro, a importanti supporti.

Quanto ai Treasury, il rendimento del decennale vale 2.92% contro il 2.797% di ieri sera.