Wall Street guarda all’ondata di scioperi anti-austerita’ in Europa

29 Settembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Dopo due ore di contrattazione i listini americani continuano a viaggiare in territorio negativo.

Il Dow segna -0.25% a 10831.04 (_27.10 punti), il Nasdaq registra -0.18% a 2375.26 (-4.33 punti), l’S&P 500 cala dello 0.29% a 1144.36 (-3.34 punti).

A livello settoriale, sul fondo banche e health care (-0.7% circa), giu’ anche le risorse di base (-0.6%), utilities (-0.38%) e tech (-0.2%). Il rialzo gli energetici (+0.34%).

La performance odierna non sembra destinata a intaccare l’ottimo bilancio di settembre dei listini: per il Dow potrebbe essere il migliore mese dal 1939 con guadagni intorno all’8.1% contro un +3.8% da inizio anno. Il tutto all’indomani di una seduta nervosa che ha visto alla fine gli indici chiudere in territorio positivo nonostante un dato, quello sulla fiducia dei consumatori, sceso ai minimi dello scorso febbraio.

In una giornata macro scarsa (le richieste di mutui ipotecari hanno segnato un -0.8% la scorsa settimana mentre le scorte di petrolio sono calate meno delle attese) gli operatori guardano con attenzione alle proteste anti-austerity in corso in gran parte d’Europa. Sembrano pero’ scarse le possibilità che i governi Ue abbandonino la strada di riforme strutturali per ridurre deficit e debito.

Proprio per risolvere la situazione, il presidente della Commissione Ue, Jose’ Manuel Barroso, ha presentato la riforma del patto di stabilita’ e di crescita adottata oggi dall’esecutivo europeo definendo “antisociali” i debiti pubblici eccessivamente elevati. Serve il via libera dei singoli paesi e del Parlamento Ue. La Commissione ha proposto una sanzione pari allo 0.2% del Prodotto interno lordo ai paesi che spendono troppo nel medio termine e una di pari importo per quelli il cui deficit supera il limite del 3% del Pil. Una multa pari allo 0.1% del Pil è stata invece proposta per quei paesi che non sono stati in grado di ovviare ai propri squilibri macroeconomici.

Le preoccupazioni sullo stato di salute dei conti pubblici dei paesi europei sono evidenti nel caso di Spagna e Irlanda dove e’ stato registrato un nuovo allargamento del differenziale del rendimento dei titoli di stato emessi da Madrid e Dublino rispetto al Bund tedesco. Domani l’Irlanda comunichera’ il costo per salvare Anglo Irish Bank. Secondo la stampa locale, nel peggiore dei casi serviranno oltre 30 miliardi di euro, nel migliore 28-29 miliardi.

Negli Stati Uniti ci si interroga nel frettempo sui possibili interventi straordinari da parte della Fed per sostenere l’economia americana.

Sul fronte societario, si mette in luce HP (+1.75%) all’indomani del rialzo delle proprie stime sui ricavi del 2011, attesi in un intervallo compreso tra $131.5 miliardi e $133.5 miliardi.

Si guarda anche al deprezzamento del dollaro, non solo verso l’euro, ma anche nei confronti delle principali valute tanto che il Dollar Index si trova ai minimi di otto mesi.

I volumi sono per ora sopra la media (NYSE 380 milioni; NASDAQ 930 milioni) con i titoli in rialzo che sono in numero maggiore rispetto a quelli in ribasso (sul NYSE il rapporto e’ 1724/1144, sul NASDAQ e’ di 1392/1080) e con i nuovi massimi che si confrontano con i nuovi minimi in rapporto di 146 a 6 sul NYSE e a 112 contro 7 sul NASDAQ.

Tra i settori, si distinguono in rialzo: Solar-TAN +3.5%, Oil Services-OIH +2.2%, Crude Oil-USO +2.1%, Oil & Gas E&P-XOP +2.1%, Gasoline-UGA +2.1%, Clean Energy-PBW +2.1%. Al ribasso invece: Cotton-BAL -4.4%, Coffee-JO -2.1%, Sugar-SGG -1.7%, Livestock-COW -1.5%, Natural Gas-UNG -1.2%.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico i futures sul petrolio con consegna ottobre salgono dello 0.07% $76.23 il barile. Il derivato con scadenza dicembre dell’oro segna +0.21% a $1311.10 l’oncia. Sul fronte valutario l’euro recupera quota $1.36 segnando +0.26% a $1.3620. Quanto ai Treasury, il rendimento sul decennale si attestandosi al 2.4780% dal 2.4560% della chiusura di ieri.