WALL STREET GIU’, SCOSSA DAL TONFO DELLA FIDUCIA

23 Febbraio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Chiusura di seduta negativa a New York, la seconda consecutiva, con gli investitori che sono sempre piu’ preoccupati circa la fragilita’ della ripresa economica. Dow ha perso lo 0.97% a quota 10282.41, il Nasdaq l’1.28% in area 2213.44, mentre l’S&P 500 l’1.21% a 1094.60 punti.

In febbraio la fiducia dei consumatori e’ inaspettatamente scesa, mostrando quanto la ripresa dell’economia poggi su fondamenta fragili. Il calo e’ dovuto in particolare al fatto che gli americani restino pessimisti circa le prospettive lavorative.

Sul Dow, in calo di circa 100 punti, si fanno sentire i ribassi di Alcoa (-2.36%) e Caterpillar (-2.02%). In controtendenza invece Home Depot e Macy’s, sostenuti dalle cifre trimestrali migliori del previsto.

Tutti e 10 i settori principali dell’S&P hanno chiuso in ribasso. Tra questi materiali di base, IT e energetici. Anche i finanziari, che erano partiti bene, ma che poi sono virati in rosso ricalcando l’andamento generale della Borsa.

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Nel frattempo sugli altri mercati i tassi di interesse cedono terreno, con gli investitori che hanno spostato gli investimenti dai rischiosi titoli azionari alla sicurezza garantita dai Titoli di Stato. Sul valutario il biglietto verde ha ottenuto un buon supporto e guadagna circa lo 0.4% contro le principali valute rivali, raggiungendo i massimi di otto mesi.

Questo ha contribuito a deprimere il morale degli investiori, che hanno reagito in maniera fredda ad una serie di trimestrali positive nel settore retail: Home Depot, Macy’s, Target e Sears Holdings hanno tutte battuto le attese. Deludono invece le cifre pubblicate da Nordstrom. A mercati chiusi tocchera’ a Autodesk riportare i conti fiscali.

Sul fronte macro, il Conference Board ha reso noto che l’indice della fiducia dei consumatori e’ calato a 46 punti dai 56.5 del mese passato. Gli economisti interpellati prevedevano in media una lettura di 55. I consumi contano per circa due terzi delle attivita’ economiche americane.

Mezz’ora prima del suono della campanella, l’indice S&P/Case Shiller dei prezzi immobiliari ha mostrato un nuovo miglioramento rispetto al mese precedente, anche se su anno il valore delle proprieta’ immobiliari delle 20 piu’ importanti aree urbane degli Stati Uniti e’ diminuito del 3.08% (risultando sostanzialmente in linea con le previsioni). Sempre in calendario macro, piu’ tardi alle 19 italiane e’ attesa inoltre la presentazione dei risultati dell’Asta del Tesoro di Titoli a due anni.

Nel frattempo gli investitori continuano a interrogarsi sulle prossime mosse della Fed a livello di strategia monetaria, mentre cresce l’attesa per le testimonianze, previste per mercoledi’ e giovedi’, del numero uno della Banca Centrale, Ben Bernanke in materia di exit strategy e tassi davanti a Camera e Senato.

L’ex collega di Bernanke al MIT, il governatore della Banca d’Inghilterra Mervyn King, ha detto che la ripresa dell’economia mondiale e’ fragile e che la zona euro e’ in una fase di stallo. Nel frattempo Atene sta valutando quale tipo di nuove misure avviare per risanare il debito.

Nel comparto energetico, in calo le quotazioni del greggio. I futures con consegna marzo arretrano di $1.02 attestandosi a quota $79.29 al barile. Sul valutario la moneta unica scivola a quota $1.3521. L’oro perde $9.90 a quota $1103.20 l’oncia. In netto progresso i prezzi dei Titoli di Stato, con il rendimento sul benchmark decennale che si attesta al 3.6910% (-108 punti base).