WALL STREET GIU’ CON AMAZON E BIO-FARMACEUTICI

22 Ottobre 2003, di Redazione Wall Street Italia

Giornata no a Wall Street con gli indici che accusano ribassi abbondantemente superiori al punto percentuale pagando le notizie poco incoraggianti sulle prospettive future.

Attorno alle 20.00 italiane, il Dow Jones perde l’ 1.69% a 9.583 punti; il Nasdaq Composite è in ribasso del 2,24% a 1.897 punti e lo S&P 500 cala dell’ 1,68% a 1.028 punti.

Le deludenti stime sui ricavi per il prossimo anno comunicate da Amazon.com, le difficoltà dei settori biotech e farmaceutico e lo scenario di tagli alla forza lavoro per far quadrare i conti aziendali, hanno appesantito i listini. A partire dal Nasdaq che segna le perdite maggiori fino a sfiorare i due punti percentuali, scontando le cattive previsioni delle internet company.

Già nell’ ultimo periodo, all’ ottimismo è subentrata una certa cautela alimentata dallo scetticismo sulla sostenibilità della ripresa alla luce della perdurante crisi occupazionale. Tanto che neanche le trimestrali risultate in alcuni casi più che positive hanno rasserenato il clima.

E’ il caso oggi di McDonald’s, che ha messo a segno utili record dopo la crisi di vendite vissuta in particolare negli Stati Uniti, o del colosso dei media Time Warner che ha comunicato utili netti nove volte superiori rispetto all’ esercizio precedente.

Il quadro però è tutt’ altro che rassicurante se si considera, ad esempio, che dietro al ritorno all’ utile del big della fibra ottica Lucent Technologies,dopo oltre tre anni, c’é soprattutto il massiccio taglio di posti di lavoro, mentre le vendite segnano il passo.

Anche tra le banche d’ affari, comparto che finora ha sempre brillato grazie al boom dei mutui e del credito al consumo, si segnalano cedimenti: J.P. Morgan Chase, pur avendo registrato un balzo degli utili, sconta una flessione del 40% nelle divisioni carte credito, mutui ipotecari e nolo auto.

Il titolo lascia così sul terreno 1,34 dollari a 35,33 dollari Previsioni negative appesantiscono biotech e farmaceutici. Primo fra tutti Merck, che perde 3,15 dollari, a 45,76 dollari per azione, dopo aver comunicato un calo di utili e vendite e che taglierà ben 4.400 posti di lavoro.

Stessa sorte per Pfizer che perde 45 cents a 31,05 dollari, a causa della contrazione degli utili dovuta ai costi dell’ acquisizione di Pharmacia, e per Schering Plough (-76 cents a 15,24 dollari). Giù anche Amgen (-3,04 dollari a 60,61 dollari) dopo aver registrato un calo degli utili e il colosso della chimica DuPont (-1,99 dollari, a 38,96 dollari).

Quanto ad Amazon.com, perde 3,51 dollari a 55,84 dollari, pagando come già accennato, le negative previsioni sui ricavi. Stessa sorte per Seagate Technology, leader dei drive disk per computer, che segna un calo di 6,19 dollari a 23,31 dollari, dopo che gli analisti hanno previsto un rallentamento delle vendite. Tra gli energetici, infine, Exxon Mobil perde 73 cents a 37,62 dollari dopo che J.P. Morgan ha declassato il titolo a “neutral” da “overweight”.