WALL STREET: GIORNATA NO, INDICI GIU’ IN PICCHIATA

20 Gennaio 2006, di Redazione Wall Street Italia

BORSA: NEW YORK; GIORNATA NO, INDICI PERDONO OLTRE 1%/ANSA

Chi aveva salutato l’ inizio dell’ anno nuovo come quello della possibile svolta per il mercato azionario statunitense, dopo la deludente performance del 2005, alla luce di quanto sta accadendo oggi in Borsa a New York dovrà con ogni probabilità ricredersi, perché tutti e tre gli indici di riferimento si stanno in pratica rimangiando i progressi accumulati da tre settimane a questa parte.

Le perdite sono abbondantemente superiori all’ 1% per Dow Jones, Nasdaq composite e S&P 500, al punto che in particolare il primo ha azzerato i guadagni di inizio anno. Il tutto in una giornata che ha registrato ancora una volta la delusione degli operatori per i conti trimestrali presentati dalle aziende, fra l’ altro tutti nomi di primo piano, cioé General Electric, Citigroup e Motorola. Già in settimana su questo versante non erano arrivate buone notizie, al punto che Intel e Yahoo! in particolare, ma anche Apple Computer, erano scesi in picchiata, pesando sul listino tecnologico nel suo complesso.

Citigroup cede 1,33 dollari, a 46,61 dollari, in quanto pur avendo fatto segnare una crescita sostenuta dell’ utile complessivo, il colosso dei servizi finanziari al netto di alcune voci non ricorrenti (come la vendita di una consociata operativa nel’ asset management) ha ottenuto profitti per 4,97 miliardi di dollari contro i 5,05 miliardi ipotizzati dagli analisti di Thomson Financial.

Motorola da parte sua perde il 6% a 22,9 dollari, in quanto le vendite si sono attestate su 10,4 miliardi di dollari contro i 10,6 miliardi messi in conto sempre dagli analisti. Quanto a General Electric, la flessione è di 89 cents, a 33,79 dollari, dovuta a sua volta al fatto che l’ utile nel quarto trimestre, pure in crescita a 55 cents, è stato il più modesto da un anno a questa parte.

Oltre a questo, le vendite sono aumentate del 2,6% a 40,7 miliardi di dollari, al di sotto delle aspettative. Lo scenario relativo alle trimestrali secondo le stime degli analisti dovrebbe in ogni caso registrare per il quarto trimestre un incremento dell’ utile medio delle società comprese nello S&P 500 dell’ 11,9% e si tratterebbe del decimo trimestre di fila in cui la crescita dei profitti è superiore al 10%. A questo punto, c’é chi mette in conto un inevitabile rallentamento e proprio di questa prospettiva fa le spese la Borsa. A tutto ciò si aggiunge il fatto che il prezzo del petrolio é ormai ad un passo dai record assoluti, avendo toccato i 68 dollari al barile.

Questo ha consentito peraltro ad alcuni titoli del settore di andare in decisa controtendenza rispetto al resto del listino, come è il caso di Schlumberger, numero 1 mondiale nei servizi petroliferi. Il titolo si apprezza infatti di 4,23 dollari, a 119,1 sulla scia di un utile trimestrale sopra le previsioni, a 1,08 dollari per azione.

Per il resto, brilla BlackRock, +8,36 dollari, a 127,71 dollari, in quanto secondo indiscrezioni il money-manager dovrebbe essere acquisito da Morgan Stanley per circa otto miliardi di dollari. Nella distribuzione commerciale avanza invece Albertson, +33 cents a 24,2 dollari, dopo che il gruppo ha ricevuto una nuova offerta di acquisto da parte di un gruppo che vede come capofila SuperValu e CVS. Del tutto ininfluente – come è giusto peraltro che sia, vista la sua scarsa attendibilità – l’ indice Michigan sulla fiducia dei consumatori, in salita a gennaio oltre le attese.

Attorno alle 18.30 ora italiana l’ indice Dow Jones perde l’ 1,11% a 10.760,25 punti, il Nasdaq composite l’ 1,35% a 2.270,81 e lo S&P 500 l’ 1,03% a 1.271,79.