WALL STREET: FUTURES CONTRASTATI, S&P INVARIATO

2 Febbraio 2001, di Redazione Wall Street Italia

A circa un quarto d’ora dall’apertura delle borse di New York i futures su Nasdaq e Dow Jones in territorio negativo dopo il rialzo seguito alla diffusione del dato sulla disoccupazione in gennaio, che si e’ attestato al 4,2%. Invariato il contratto sullo S&P.

Il contratto sull’indice Dow Jones e’ stato penalizzato dai dati negativi delle vendite resi noti dalle grande case automobilistiche. Ford (-11%), Chrysler (-16%) e General Motors (-5%) hanno tutte visto diminuire le vendite nel mese di gennaio 2001.

I mercati avevano reagito positivamente dopo la diffusione della notizia sulla disoccupazione, ma in pochi minuti hanno cambiato rotta, ritornando alle lievi perdite di inizio mattina.

Il dato ha importanti ripercussioni sul tasso di inflazione e dunque sui tassi di interesse, cio’ che interessa d piu’ ai mercati.

Alle 15:15 (le 9:15 ora di New York) il contratto futures sull’indice S&P 500 e’ invariato.

Il contratto sull’indice Nasdaq e’ in ribasso di 8,50 punti (-0,32%).

Il contratto sull’indice Dow Jones e’ in ribasso di 35 punti (-0,32%).

Sul mercato obbligazionario, l’ultima emissione del titolo del Tesoro USA a 10 anni fa registrare prezzi a $1047,6 e rendimenti al 5,13%

Molto volatile il contratto future sul Nasdaq, dopo la caduta di inizio mattina sui ‘profit warning’ di due produttori di semiconduttori, e il rialzo seguito alle ottimistiche previsioni di Dell Computer (DELL) per il trimestre in corso e le indiscrezioni che vogliono Amazon.com (AMZN) pronta a bloccare la vendita dei prodotti rivelatisi incapaci di generare utili.

I mercati hanno reagito bene all’annuncio che la disoccupazione in gennaio e’ stata del 4,2%, smaltendo pero’ in fretta la notizia.
Wall Street si attendeva un tasso attorno al 4,1%, dal 4% di dicembre.

A rassicurare le imprese anche il dato sul salario medio orario, stabile sui valori di dicembre.

L’attenzione ora si sposta sul dato della fiducia dei consumatori rilevato dall’universita’ del Michigan, il cosiddetto ‘Michigan sentiment’, che verra’ reso noto alle 16 (le 10 ora di New York).
Il dato a dicembre si era attestato a quota 93,6.

Il dato acquista ulteriore importanza in quanto arriva a soli quattro giorni dall’analoga rilevazione diffusa dal Conference Board di New York, e in quanto interessa l’area a piu’ alta industrializzazione degli Stati Uniti.