WALL STREET: FUTURE IN ROSSO, PESA DISOCCUPAZIONE

6 Aprile 2001, di Redazione Wall Street Italia

A mezz’ora dall’apertura delle contrattazioni a New York, i future sugli indici consolidano le forti perdite registrate dopo la diffusione del dato relativo al tasso di disoccupazione USA, salito al 4,3%.

Nonostante l’indicatore sia in linea con le attese di mercato, gli operatori sembrano aver focalizzato la propria attenzione sul dato relativo alle paghe medie orarie, cresciute in marzo a $14,17, e quello del numero di posti di lavoro persi.

Mentre gli economisti si attendevano una crescita dei posti di lavoro di 60.000 unita’, il dato ha registrato un calo di ben 86.000 unita’.

“Il rapporto sul mercato del lavoro conferma che l’economia americana si trova in recessione – sostiene Jack Bouroudjian di Commerz Futures – Questo potrebbe avere un impatto sulla Federal Reserve, che e’ possibile che riduca i tassi d’interesse anche prima del meeting di maggio”.

Bouroudjian sostiene che i tassi d’interesse si trovano un punto al di sopra di quanto l’economia e i mercato avrebbero bisogno per iniziare la vera e propria ripresa.

Alle 15:00 (le 9:00 ora di New York) il contratto futures sull’indice S&P 500 e’ in calo di 7,30 punto (-0,63%).

Il contratto sull’indice Nasdaq e’ in ribasso di 20,50 punti (-1,35%).

Il contratto sull’indice Dow Jones e’ in discesa di 105 punti (-1,05%).

Sul mercato obbligazionario, l’ultima emissione del titolo del Tesoro USA a 10 anni fa registrare prezzi a $1004,1 e rendimenti al 4,95%.

Oltre ai dati sul mercato del Lavoro USA, sulle borse pesano ancora una volta le notizie negative provenienti dal settore high tech.

Questa mattina, infatti, la Commissione Europea ha confermato di aver avviato alcune indagini sulle pratiche di marketing del colosso americano Intel (INTC – Nasdaq), sospettato di aver limitato la vendita di microchip a produttori di personal computer che utilizzano anche prodotti della concorrenza e di aver negato dati sui design dei propri chip.

Sotto pressione anche il comparto delle telecomunicazioni dopo che Credit Suisse First Boston ha pubblicato alcuni commenti negativi sul gigante wireless Motorola (MOT – Nyse). La banca d’affari sostiene infatti di non prevedere alcun elemento catalizzatore almeno fino alla seconda meta’ dell’anno.