WALL STREET FRENATA DA HI-TECH E MOLTI DUBBI SUI TASSI

17 Gennaio 2007, di Redazione Wall Street Italia

Seduta negativa per gli indici americani, alle prese con i contrastati dati economici che hanno risollevato le paure su una possibile impennata dell’inflazione e con alcune deludenti notizie societarie che hanno pesato in particolar modo sul comparto tecnologico. Il Dow Jones ha ceduto lo 0.04% a 12577 dopo aver segnato un nuovo record intraday di 10614, l’S&P500 e’ sceso dello 0.09% a 1430, il Nasdaq, infine, ha ceduto lo 0.74% a 2479. Il greggio, inoltre, e’ tornato a guadagnare terreno dopo l’ondata di vendite che lo colpito nelle ultime settimane.

Nel mese di dicembre i prezzi alla produzione sono cresciuti dello 0.9%, in misura superiore rispetto a quella attesa dagli analisti, pari a +0.5%. Il dato “core”, che esclude le componenti piu’ volatili quali cibo ed energia, e’ salito dello 0.2% contro un consensus dello 0.1%, portando il tasso annuale sulla soglia del 2%, livello che non si vedeva dal settembre 2005. Il fatto ha sollevato alcune preoccupazioni sul corso dell’inflazione e sulle prospettive relative ai tassi d’interesse.

Incoraggiante, invece, il dato sulla produzione industriale dello scorso mese, avanzato dello 0.4%, contro le attese di una crescita piu’ contenuta pari a +0.2%: l’accelerazione dell’indicatore supporta la tesi del “soft landing” per l’economia Usa, che rasserena gli investitori circa una temuta brusca frenata.

Dal Beige Book della Federal Reserve e’ infine emerso che l’ economia statunitense sta attraversando una fase di modesta espansione, caratterizzata da una maggiore forza nel comparto del lavoro.

Passando al comparto societario, il comparto tecnologico, che ha guidato al rialzo i mercati fin dall’inizio dell’anno, ha proseguito sulla via dei ribassi, pressato dal deludente outlook emesso nell’after hour di martedi’ dal colosso dei chip Intel ([[INTC]]). La societa’ ha riportato numeri finanziari superiori alle attese, ma alcune preoccupazioni sull’espansione dei margini lordi e un inatteso incremento delle scorte di magazzino hanno lasciato gli investitori scettici sulle prospettive future del gruppo, causando un calo del 6.5% del titolo.

Tra le societa’ che hanno riportato i bilanci in mattinata, buoni i risultati di JPMorgan Chase ([[JPM]]) e State Street ([[STT]]) ; ha deluso, invece, Southwest Airlines ([[LUV]]). Dopo la chiusura la scena sara’ occupata dal colosso informatico Apple ([[AAPL]]), il cui titolo e’ sceso di circa un punto e mezzo percentuale, durante le contrattazioni, in vista deglla comunicazione degli utili.

Nel comparto aereo, Boeing ([[BA]]) ha guadagnato piu’ dell’1% dopo che Airbus ([[EAD]]) ha perso, per la prima volta in sei anni, la battaglia annuale sul numero di ordinativi totalizzando 790 ordini contro i 1044 della rivale americana.

Nel settore automobilistico, il CEO di General Motors ([[GM]]), Rick Wagoner, ha annunciato che un accordo con Delphi (ora in bancarotta) potrebbe essere possibile nel breve periodo.

A livello settoriale, i maggiori rialzi sono stati registrati dai comparti petrolifero e servizi petroliferi sulla scia del recupero del greggio, salito dopo aver registrato, nella giornata di martedi’, un nuovo minimo di 20 mesi.

I futures con scadenza febbraio hanno archiviato la seduta in rialzo di $1.03 a $52.24 al barile. A causa della festivita’ del Martin Luther King’s Day in avvio di settimana, la comunicazione dei dati sulle scorte di petrolio e’ slittata a giovedi’.

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Sugli altri mercati, sul valutario, l’euro ha recuperato terreno sul dollaro. Nel tardo pomeriggio di mercoledi’ a New York il cambio tra le due valute e’ a quota 1.2935. In progresso l’oro. I futures con scadenza febbraio hanno guadagnato $7.40 a $633.30 all’oncia. In calo i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ salito al 4.7870 dal 4.7510% di martedi’.