WALL STREET FINISCE SOTTO PRESSIONE, NASDAQ -3,5%

14 Giugno 2001, di Redazione Wall Street Italia

Wall Street e’ scivolata su pesanti ondate di vendite. Oltre ai timori sull’economia, ha pesato l’incertezza della decisione della UE sulla fusione GE/Honeywell.

Il Nasdaq termina con una flessione di oltre il 3,5% mentre il Nyse ha mantenuto il blocco degli ordini automatici di vendita, una misura per prevenire l’eccesso di ribasso, fino alla chiusura. Il Dow chiude con una perdita di poco inferiore ai 200 punti.

Il Nasdaq ha chiuso a 2.044,07 (-3,66%), il Dow Jones a 10.690,13 (-1,67%), l’ S&P 500 a 1.219,87 (-1,75%) e il Russell 2000 a 495,38 (-1,93%).

Il trend e’ fortemente peggiorato nel primo pomeriggio, in seguito alle cattive notizie del settore high tech e all’incertezza che gravita attorno a General Electric (GE – Nyse) e Honeywell (HON – Nyse), dopo che alcune voci, non confermate da GE, davano per “morta” ogni trattativa con l’antitrust europea.

Il Dow Jones e’ stato cosi’ messo in ginocchio dalle affermazioni di General Electric, che non vede la possibilita’ di un esito positivo per quanto riguarda la decisione della Commissione europea sulla sua acquisizione di Honeywell.

“Qualora la Commissione europea rigettasse la proposta definitiva presentata da General Electric, allora l’acquisizione di Honeywell International potrebbe naufragare”, ha
dichiarato a Wall Street Italia Louise Binns, responsabile ufficio stampa di GE.

Stando alla portavoce della compagnia, il pacchetto di disinvestimenti inviato all’antiturst UE e’ definitivo, pertanto non verra’ seguito da controproposte.

Il volume di scambi di titoli Honeywell, oggi ha raggiunto il suo massimo storico giornaliero.

Le brutte notizie del comparto tecnologico sono state aggravate da un ‘profit warning’, di STMicroelectronics (STM – Nyse), che ha annunciato di aver rivisto in negativo le stime sul fatturato per il secondo trimestre dell’anno.

La societa’ italo-francese prevede infatti di chiudere il trimestre con vendite comprese tra $1,55 miliardi e $1,60 miliardi.

Nel settore ha avuto peso anche l’ondata di vendite che ha investito Lucent Technologies (LU Nyse), dopo il suo tentativo, fallito, di vendere due stabilimenti di produzione a Flextronics International (FLEX – Nasdaq) per un valore di $600-$900 milioni.

Difficile la situazione di Corning (GLW – Nyse) dopo che Steven Fox di Merrill Lynch ne ha tagliato il rating sul medio termine da “Accumulate” a “Neutral”.

A sostegno del mercato non e’ valsa neppure la comunicazione di Texas Instruments (TXN – Nyse), che ha dichiarato che riuscira’ a rispettare gli obiettivi previsti.

La societa’ non ha mutato le sue previsioni di un calo del 20% del fatturato nel secondo trimestre del 2001 andando di pari passo con le aspettative di 5 analisti interpellati da First Call/Thomson Financial secondo cui nella prossima trimestrale, la compagnia registrera’ ricavi per $2 miliardi (-2,1%).

Le notizie poco confortanti sono proseguite con un comunicato della Banca Centrale Europea che ha rivisto le sue previsioni sulla crescita economica del Vecchio Continente inquadrandola nella forchetta del 2.2%-2.8% da quella precedente di 2.6%-3.6%.

Segnaliamo anche HJ Heinz (HNZ – Nyse), nota compagnia alimentare, che nel quarto trimestre dell’anno fiscale 2001 ha riportato utili per $0,53 per azione, un centesimo sotto i profitti registrati nello stesso periodo dello scorso anno.

Il gruppo ha detto di attendersi per il primo trimestre dell’anno fiscale 2002 utili per azione compresi tra i $0.60 e i $0.62.

Sul fronte economico, l’indice dei prezzi alla produzione negli USA ha registrato una crescita dello 0,1% in maggio.

Il ‘core rate’, ovvero l’indice depurato dalle componenti piu’ volatili, quali il settore alimentare e quello energetico, e’ aumentato dello 0,2%.

Un sondaggio condotto dal canale televisivo CNBC insieme all’agenzia di stampa Dow Jones mostra che gli economisti intervistati si attendevano un rialzo dello 0,3% per l’indice e dello 0,2% per il ‘core rate’.

Il dato, attestatosi al di sotto delle stime di mercato, si deve principalmente al calo dei prezzi nel settore alimentare e automobilistico.

Buone notizie sono giunte dal fronte dei sussidi settimanali di disoccupazione che, nella settimana terminata il 9 giugno, sono diminuiti di 12.000 unita’ a 428.000. Gli analisti intervistati da CNBC/Dow Jones si attendevano un calo di 7.000 unita’.

A controbilanciare il tutto pero’ sono intervenute le scorte di magazzino che nel mese di aprile sono rimaste invariate.

Il dato e’ rimasto inalterato rispetto a un declino dello 0,4% in marzo (dato rivisto da una precedente stima di un calo pari allo 0,3%).

Tra i settori, le scorte di magazzino del comparto grande distribuzione in aprile sono scese dello 0,2%.

Il settore industriale ha riportato un incremento dello 0,1%, mentre le scorte in quello commerciale hanno registrato una crescita dello 0,3% su base annuale, con una diminuzione delle vendite dello 0,6%.

Sui listini in generale, stanno mostrando una tendenza al rialzo i settori gestione dei rifiuti urbani, oro, farmaceutico, bevande alcoliche.

In ribasso, invece, i settori infrastrutture per le tlc, chip, petrolio, grande distribuzione, bancario, brokeraggio, software, edilizio, cartario, chimico, trasporti, telecom, alluminio, acciaio.

Tra i titoli che oggi hanno strappato rialzi d’eccezione sulle borse americane:

1) century bancshares (CTRY – Nasdaq) +63,75%;
2) Horizon Health (HORC – Nasdaq) +48,89%;
3) CMI (CMI Nyse) – +34,35%;
4) Eclipse Surgical Technologies (ESTI – Nasdaq) +26,75%;
5) Appiant Technologies (APPS – Nasdaq) +24,37%.

I ribassi si sono invece particolarmente accaniti contro:

1) Micromuse (MUSE – Nasdaq) -31,74%;
2) Fundtech Ltd (FNDT – Nasdaq) -26,00%;
3) Pacific Gulf Propoerties Inc (PAG – Nyse) -18,98%;
4) B.V.R. Systems Ltd (BVRS – Nasdaq) -18,55%;
5) Infogrames Inc (IFGM – Nasdaq) -17,72%.

Tra i principali titoli in movimento a Wall Street:

Nel settore finanziario:

American Express Financial Advisors (AXP – Nyse) ha annunciato un taglio di 100 posti di lavoro, motivando la decisione con il rallentamento nell’investimento e una ridotta domanda. AXP cede oggi il 4,25%
(Vedi American Express taglia 100 posti di lavoro )

Nel settore media:

Sony (SNE – Nyse) sta per mettere sul mercato – partendo dal Giappone – il ‘tracking stock’ della divisione Internet. SNE nelle contrattazioni, ha perso oltre lo 0,5%
(Vedi Sony Internet: test mondiale per tracking stock )

Nel settore brokeraggio:

Charles Schwab (SCH – Nyse) ha detto che il volume medio giornaliero delle transazioni in un anno ha subito una flessione dell’11% a 219.000 trader al giorno. SCH ha conseguito un pesante ribasso di oltre il 7,5%.
(Vedi Charles Schwab: futuro nero )

Nel settore industriale:

Honeywell (HON – Nyse) e’ sotto pressione dopo che General Electric (GE – Nyse) ha dichiarato di non essere ottimista sull’eventuale nullaosta da parte della Commissione europea alla sua fusione con Honeywell. HON ha lasciato sul campo il 12,25%, GE guadagna invece piu’ del 2%.
(Vedi GE Non conferma no UE a fusione con Honeywell e GE: ultimo tentativo per un si’ dalla UE e Fusioni: GE “non ottimista su nullaosta UE)

Nel settore semiconduttori:

Il produttore italo-francese di semiconduttori STMicroelectronics (STM – Nyse) ha annunciato di aver rivisto in negativo le stime sul fatturato per il secondo trimestre dell’anno. STM cede oggi piu’ del 2,5%.
(Vedi Utili: STM, profit warning su 2° trimestre )

Nel settore infrastrutture per le tlc:

E’ sfumato il piano di Lucent Technologies (LU Nyse) di vendere due stabilimenti di produzione a Flextronics International (FLEX – Nasdaq) per un valore di $600-$900 milioni. Il titolo di Lucent e’ in discesa del 6,75%, FLEX perde il 9,25%.
(Vedi Lucent: fallito tentativo vendita impianti )

Corning (GLW – Nyse) e’ in calo del 7,5% dopo che Steven Fox di Merrill Lynch ne ha tagliato il rating sul medio termine da “Accumulate” a “Neutral”. (Vedi Preborsa: Corning -3,5% dopo downgrade Merrill )

Nel settore telecomunicazioni:

Il maggiore operatore giapponese di telefonia mobile, NTT DoCoMo, avrebbe pianificato la quotazione al New York Stock Exchange. La quotazione al Nyse contribuira’ a consolidare la presenza nel territorio statunitense della compagnia nipponica che attualmente possiede il 16% dell’operatore americano di telecomunicazioni AT&T.(T – Nyse). T chiude la seduta con una perdita di oltre l’1,5%.
(Vedi NNT DoCoMo in procinto di quotarsi al Nyse )