Wall Street estende il rally

10 Settembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Nonostante le parole tutt’altro che confortanti di Obama sulla situazione economica, continua il momento positivo per l’azionario Usa, seppur con rialzi modesti e con uno sbandamento temporaneo a meta’ seduta da parte del Nasdaq. Il Dow ha guadagnato lo 0.46% a 10462.77 punti, il Nasdaq lo 0.28% in area 2242.48, mentre l’S&P 500 ha chiuso in progresso dello 0.49% a quota 1109.55.

Sul mercato e’ tornata la tendenza al “less-bad trade”, quando sono sufficienti notizie meno brutte del previsto per vedere dei rialzi. Sino a una settimana fa tutto sembrava perduto. Ma a livello macro non e’ cambiato molto. Tanto che lo stesso presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha ammesso in una lunga conferenza stampa – la prima da maggio – che la ripresa e’ ancora “penosamente lenta”.

Wall Street ha dovuto fare a meno del supporto dei listini europei. I timori circa la liquidita’ di Deutsche Bank hanno compromesso la prova delle Borse del Vecchio Continente, mentre in Usa Wall Street resiste all’assalto dei ribassisti, che negli ultimi scambi hanno preso di mira il settore dei semiconduttori.

Si segnala una carenza di volumi da qualche seduta a questa parte, anche per effetto della settimana corta. I catalizzatori che solitamente attirano i trader, inoltre, ultimamente scarseggiano.

Il mercato riesce dunque ad allungare i guadagni visti nelle ultime sette sedute, fatta eccezione per martedi’, e chiude la settimana in positivo. L’unico appuntamento in calendario della giornata ha riguardato le scorte di magazzino all’ingrosso di luglio: la crescita e’ stata nettamente superiore alle attese e fa ben sperare per il PIL del terzo trimestre.

Ma i problemi che coinvolgono Deutsche Bank stanno mettendo alla prova l’azionario europeo e minacciano di compromettere l’andamento anche dall’altra parte dell’oceano nei prossimi giorni. Secondo quanto riportato dai media, la banca tedesca potrebbe aver bisogno di varare un aumento di capitale di sino a 9 miliardi di euro ($11.4 miliardi), soldi che otterrebbe emettendo titoli nuovi sul mercato.

Nel frattempo Nouriel Roubini ha ribadito giovedi’ sera la sua opinione secondo cui la crescita dell’America si fermera’ nella seconda parte dell’anno. Per il noto economista si rischia un ritorno della recessione.

In ambito societario, riflettori puntati su Texas Instruments con i trader impegnati a digerire la trimestrale e l’outlook sulle vendite 2010 annunciati ieri alla chiusura dei mercati. HP perde piu’ dell’1% dopo che la Sec ha avviato delle indagini su presunte tangenti da $11 milioni.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico i futures sul petrolio con consegna ottobre guadagnano il 2.5% a $76.45 il barile. Il derivato con scadenza settembre dell’oro segna -0.2% a $1248 l’oncia. Sul fronte valutario l’euro avanza dello 0.15% a quota $1.2712. Quanto ai Treasury, prezzi in ribasso con il rendimento del decennale che si attesta al 2.795% (+3.4 punti base).