Wall Street estende i guadagni, Bernanke apre a nuovi stimoli

13 Luglio 2011, di Redazione Wall Street Italia

new York – Prosegue in rialzo la giornata per il mercato americano, che viene da tre sedute negative di fila. A favorire gli acquisti sono le parole pronunciate da Ben Bernanke e i dati relativi al Pil cinese, che con una crescita su base annua pari al 9,5%, nel periodo compreso tra i mesi di aprile e di giugno, hanno confermato la solidità della congiuntura del paese. I numeri sono superiori alle previsioni.

Per l’S&P 500 i rialzi sono pari allo 0,31%, il Dow Jones guadagna invece lo 0,36% e il Nasdaq e’ in progresso dello 0,54%.

Il mercato ha accolto con favore il contenuto del discorso che Bernanke ha appena proferito di fronte alla Commissione servizi della Camera. Sopratutto tenuto conto delle ultime minutes della Fed, gli investitori volevano ricevere dettagli sulle prossime mosse di politica monetaria. E Bernanke li ha accontentati. “E’ possibile – ha spiegato il numero uno dell’istituto centrale – che il recente indebolimento economico persista piu’ del previsto e che i rischi deflattivi riemergano, il che implichera’ la necessita’ di ulteriori stimoli”.

La banca centrale non fara’ nulla sul breve, ma ha lasciato la porta aperta a iniziative di allentamento che vanno oltre i tassi vicini allo zero. “L’economia ha continuato a crescere, ma il ritmo per ora e’ stato modesto”. Il Pil e’ cresciuto a un tasso del 2% nel primo trimestre e i dati usciti ultimamente suggeriscono che quel passo della ripresa e’ rimasto fiacco nel secondo trimestre.

“Allo stesso tempo – sottolinea Bernanke – il tasso di disoccupazione e’ tornato sopra il 9%”. Siccome anche “l’inflazione dovrebbe rimanere sotto controllo, cio’ permettera’ al board del FOMC di mantenere una politica monetaria molto accomodante”. “Non appena gli schock temporanei che hanno rallentato la ripresa se ne andranno, ecco che si torneranno a vedere gli effetti di tali politiche accomodanti”.

Le dichiarazioni non si discostano molto dalle minute pubblicate ieri, nemmeno per quanto riguarda la parte riguardante l’exit strategy: “Tuttavia date le incertezze sul fronte della ripresa e sulle prospettive inflative piu’ a medio termine, la Fed resta pronta a rispondere se i prossimi sviluppi economici dovessero spingere a un cambiamento delle misure di politica monetaria”. Ma da un altro punto di vista l’economia potrebbe procedere in un modo tale da qui in avanti da garantire un’azione verso misure meno accomodanti di politica monetaria” e una exit strategy graduale.

Oggi Deutsche Bank in una nota scrive che “La barra per un terzo round di quantitative easing e’ ancora alta a questo punto delle cose sotto il profilo del profilo dell’inflazione, ancora incerto, ma il comunicato ufficiale della Fed di ieri ha lasciato la porta piu’ aperta di quanto si pensasse prima e ha mostrato una certa divergenza di opinioni all’interno del comitato di politica monetaria della banca centrale Usa”.

Sul fronte macro, i prezzi import sono inaspettatamente cresciuti in giugno.Per sette mesi di fila, fino a maggio, i dati sono aumentati di piu’ dell’1%. Poi si sono placati. Depurate della componente petrolifera, le cifre evidenziano un calo dello 0,1%.

In Europa le piazze finanziarie oscillano tra i rialzi e i ribassi, con Piazza Affari che si distingue come una delle migliori borse della regione, forte di un progresso superiore al punto percentuale.

Nei mercati delle commodities, nuovo record dell’oro, mentre i futures sul petrolio chiusono in rialzo dello 0,6% sui massimi di seduta a quota $98,05 al barile dopo che sono state pubblicate le scorte settimanali, risultate piu’ basse del previsto. Le quotazioni dell’oro avanzano dello 0,57% circa a $1.570,78 l’oncia dopo aver toccato i massimi di sempre sopra $1.580. Nella mattinata asiatica toccato $1.586,7.

Sul fronte valutario l’euro continua a salire e si attesta in rialzo dell’0,21% contro il dollaro a quota $1,4213, incrementando i guadagni. Quanto ai Treasuries i prezzi sono in calo mentre i rendimenti sul decennale salgono di 3,3 punti base al 2,941%.