WALL STREET ESITA AD ESTENDERE IL RALLY

18 Settembre 2006, di Redazione Wall Street Italia

Avvio di settimana piatto per gli indici Usa, mentre gli operatori si riposano dopo il recente rally, innervositi da un episodio che ha portato la sede del Congresso americao ad essere chiusa. Il Dow Jones perde lo 0.06% a 11548, l’S&P500 lo 0.04% a 1319, il Nasdaq e’ invariato a quota 2234.

In mattinata, la polizia ha diffuso un comunicato secondo cui un sospetto e’ stato arrestato dopo aver oltrepassato le barriere di sicurezza di Capitol Hill in cui ha sede il Congresso Usa. Non sono ancora noti ulteriori dettagli sull’accaduto ma si sa per certo che l’edificio e’ stato temporaneamente chiuso per ragioni di sicurezza.

Per il resto, il rallentamento economico che sta gia’ caratterizzando l’economia americana, lascia qualche dubbio sullo sviluppo della maggiore potenza mondiale. Le stime di Merril Lynch sono per un ulteriore raffreddamento del settore immobiliare, il che gravera’ direttamente sul Pil del Paese. Le previsioni riportano di una crescita del Prodotto Interno Lordo nel secondo semestre di circa il 2%, in netto ribasso rispetto al 4.4% dei primi sei mesi dell’anno.

Il calendario giornaliero sara’ privo di importanti dati economici; dal punto di vista societario, ad occupare la scena sono le notizie di Megers & Acquisitions. Freescale Semiconductor ha acconsentito ad essere acquisita da un gruppo di investitori privati: il titolo e’ salito del 6%. Nel comparto telecom, Citizens Communications ha raggiunto un accordo per la rilevazione di Commonwealth Telephone Enterprises ad un prezzo di $41.72 per azione (totale $1.16 miliardi).

Nel comparto dell’auto, infine, stando ad una notizia apparsa su un giornale specializzato, i vertici di Ford e General Motors starebbero discutendo sulla possibile unione o alleanza tra i gruppi.

Commenti positivi sono stati espressi sul colosso dei cellulari Motorola, che hanno portato il titolo a salire in fase di apertura.

Nel comparto energetico, il greggio e’ in leggero progresso in mattinata, ma ancora sotto i $64 al barile. I contratti con scadenza ottobre segnano un rialzo di 22 centesimi a $63.55. Nelle ultime sei settimane il prezzo dell’oro nero ha subito un deprezzamento del 18% circa.

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Sugli altri mercati, sul valutario, l’euro e’ stabile nei confronti del dollaro a $1.2668. L’oro scende di $2.3 a $585.30 l’oncia. In ribassoi titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni si e’ portato al 4.84%.