WALL STREET: ENNESIMA ONDATA DI VENDITE

22 Ottobre 2008, di Redazione Wall Street Italia

Altra ondata di vendite a livello mondiale sui mercati finanziari. Le deboli previsioni aziendali e i deludenti dati macroeconomici continuano ad alimentare le tensioni sulla fase di recessione globale. A Wall Street il Dow Jones ha ceduto il 5.69% a 8519 dopo essere arrivato a segnare una perdita massima giornaliera di 698 punti, l’S&P500 il 6.08% a 896 (minimo da aprile 2003), il Nasdaq e’ arretrato del 4.77% a 1615. In Asia gli indici di riferimento hanno segnato cali superiori al 6%, pesanti vendite anche sulle piazze europee e in America Latina, dove il Bovespa (Brasile) e’ arretrato del 9% ed il Merval (Argentina) ha registrato un tonfo del 10,11% con un minimo intraday di -17.97% seguito a un calo di -11.0% martedi’ (il peggiore crollo di due giorni consecutivi dal 1990). Motivo: il governo ha annunciato la nazionalizzazione dei fondi pensione privati, per cui si riparla di default.

La situazione resta estremamente tesa a causa delle cattive prospettive economiche. Gli Stati Uniti, gia’ in recessione, continuano a soffrire gli effetti della crisi del credito, ora maggiormente evidenti nelle trimestrali societarie e nelle brutte stime di crescita degli utili. In Inghilterra, il capo della Banca Centrale King, ha annunciato che la crisi bancaria (la peggiore dalla Prima Guerra Mondiale), spingera’ con molte probabilita’ l’economia in recessione.

Il fatto ha spinto al ribasso la sterlina inglese, ai peggiori livelli degli ultimi 5 anni a $1.61. Il rafforzamento del dollaro, volato anche ai massimi di due anni nei confronti dell’euro (1.2853 con bottom intraday di 1.2740) ha avuto l’effetto di innescare un sell-off sull’intero comparto delle commodities, con l’oro scivolato ai minimi di un anno a $735.20 l’oncia (-$32.80). “Continuiamo ad assistere ad un rallentamento nell’economia e negli utili, e siamo ancora all’inizio” hanno affermato diversi trader.

“I fondamentali restano un problema, soprattutto riguardo alle prospettive societarie e alla spesa dei consumatori” affermano gli analisti di UBS che raccomandano di rimanere sulla difensiva e continuare a preferire l’azionario americano a quello europeo. “Fino ad ora i profitti globali sono risultati in ribasso del 15% dai picchi, nei precedenti cicli sono arrivati a segnare cali del 30-40%”. Le stime sugli utili per le societa’ facenti parte dell’S&P500 sono per una contrazione del 5% per l’intero 2008. Il benchmark dell’azionario statunitense e’ in calo del 42% dai picchi dello scorso ottobre.

Non forniscono alcun sollievo agli operatori neanche i segnali incoraggianti che continuano ad arrivare dal mercato del credito, con il Libor (il tasso di riferimento applicato nei prestiti interbancari) sceso per l’ottavo giorno consecutivo ai minimi di 4 anni, in risposta alle ultime manovre di politica monetaria.

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A livello societario, tutti i titoli del Dow Jones hanno chiuso in rosso. Perfino McDonald’s ha chiuso in rosso nonostante la trimestrale migliore delle attese. Tra gli altri componenti che hanno diffuso i risultati trimestrali in giornata si distinguono in negativo Merck (che ha anche annunciato un taglio della forza lavoro), Boeing ed AT&T, tutti in ribasso del 7% circa.

A muoversi in controtendenza sono stati Apple e Yahoo!. L’azienda di Cupertino ha riportato un incremento dei profitti migliore delle attese grazie alle forti vendite del nuovo modello di iPhone (3G). L’outlook emesso dall’azienda e’ risultato particolarmente debole, ma gli investitori non hanno sovrappesato il fatto, considerando l’atteggiamento spesso conservativo dell’azienda nelle previsioni. Il gruppo media online ha invece riportato risultati peggiori del consensus ma l’annuncio di un nuovo taglio di posti di lavoro sta aiutando il titolo a spingersi al rialzo. Dopo la chiusura delle borse sara’ il gruppo retail attivo sul Web, Amazon.com, a comunicare gli utili.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico nuovo tonfo del petrolio. I futures con consegna dicembre, da oggi contratti di riferimento, hanno ceduto il 7.5% a $66.75 al barile. In progresso i Titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 3.6180% dal 3.7030% di martedi’.

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