WALL STREET: ECCO IL RIMBALZO, ALMENO IN APERTURA

12 Marzo 2004, di Redazione Wall Street Italia

Avvio di seduta positivo per i listini americani, che riprendono la via dei rialzi dopo il brusco scivolone di giovedi’. Il Dow Jones guadagna lo 0.36$ a 10165 e il Nasdaq l’1.02% a 1963.

Il venir meno dei sospetti sulle responsabilita’ di Al Qaeda nella strage di Madrid, che ieri hanno improvvisamente provocato un’ondata di vendite nel finale, hanno restituito fiducia agli operatori finanziari.

Al buonumore dei mercati hanno poi contribuito i giudizi positivi delle banche d’affari su importanti gruppi hi-tech, primi fra tutti Oracle (che giovedi’ ha pubblicato la trimestrale) e Intel.

Sul fronte economico, notizie tutto sommato incoraggianti. Le Scorte di Magazzino sono cresciute meno delle attese e, soprattutto, il Deficit delle Partite Correnti si e’ ridotto piu’ del previsto ($127.5 miliardi contro i $136 miliardi).

A marzo, il dato preliminare sull’indice della fiducia dei consumatori redatto dall’Universita’ del Michigan si e’ attestato a 94,1 punti conto i $94.4 di febbraio (consensus 95).

Sugli altri mercati, i titoli di Stato sono in rialzo. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ al 3.729% contro il 3.747% della chiusura di giovedi’.

Il dollaro sta guadagnando terreno nei confronti dell’euro, con il cambio a 1.2243. Favoriscono il biglietto verde le notizie dell’inaspettato calo della Produzione Industriale in Francia e la decisione di tre banche d’affari (Goldman Sachs, Morgan Stanley e ABN Amro) di tagliare l’outlook a tre mesi sul cambio Euro/Dollaro. Positivo, inoltre, il contributo del dato sul Deficit delle Partite Correnti Usa.

Sostanzialmente invariato il prezzo dell’oro, bene rifugio per eccellenza, che viene scambiato a $400.50 all’oncia. Gli speculatori continuano ad essere focalizzati sugli altri metalli, come il platino e l’argento, ai massimi di diversi anni.

Il petrolio, infine, prosegue la corsa al rialzo, con il prezzo salito a $ 37.05 all’oncia. Un rapporto pubblicato giovedi’ dall’International Energy Agency riferisce che il boom dell’economia cinese si tradurra’ presto in un sensibile aumento della domanda di greggio. Secondo alcuni rumor, inoltre, l’OPEC tagliera’ le quote di produzione in occasione del meeting del 31 marzo.