WALL STREET: E’ ANCORA PAURA DA CRISI DEI MUTUI

14 Luglio 2008, di Redazione Wall Street Italia

Dopo aver iniziato la seduta in buon progresso, spinti dal piano d’emergenza varato dalla Casa Bianca nel weekend per il salvataggio delle due agenzie di mutui ipotecari Fannie Mae (FNM) e Freddie Mac (FRE), i listini americani hanno invertito rotta, chiudendo la giornata in rosso. Il Dow Jones ha perso lo 0.42% a 11054, l’S&P500 lo 0.91% a 1228, il Nasdaq e’ arretrato dell’1.17% a 2212. All’entusiasmo iniziale degli operatori sono subentrate alcune prese di beneficio, ma soprattutto la consapevolezza del fatto che la situazione per l’economia americana resta ancora critica.

A guidare al ribasso gli indici (nei minuti iniziali in progresso di oltre un punto percentuale), e’ stata ancora una volta la debolezza del comparto finanziario: dopo il collasso di IndyMac, si teme un effetto domino che possa colpire le piccole banche regionali, eliminandole definitivamente dal sistema bancario.

“Le news del weekend su Fannie e Freddie sono positive da un lato ma preoccupanti dall’altro in quanto confermano i timori del mercato montati negli ultimi mesi” ha dichiarato Peter Cardillo, chief market di Avalon Partners. Per permettere alle due societa’ semigovernative di continuare ad operare, la Federal Reserve concedera’ dei prestiti d’emergenza mentre il Tesoro cerchera’ l’approvazione del Congresso per rilevare una parte del capitale sociale dei due gruppi. L’operazione, effettuata dopo numerose voci e smentite, ha evitato ai due giganti Usa, cui fanno capo circa la meta’ dei mutui americani, la sorte della rivale IndyMac (IMB), le cui operazioni sono ora in mano della Federal Deposit Insurance in seguito al collasso originato dalla crisi di liquidita’.

Scoppiata nell’estate dello scorso anno, la crisi subprime continua a tenere alta la tensione sui mercati a causa delle difficolta’ che le istituzioni finanziarie stanno riscontrando in merito alle ingenti perdite e svalutazioni. Si teme infatti che alcune banche regionali possano annunciare da un giorno all’altro la bancarotta. Tali paure hanno trascinato al ribasso titoli come National City (NCC) e Washington Mutual, il primo in calo del 18%, l’altro in ribasso di oltre il 30%. Lehman Brothers (LEH), sul cui conto sono circolati spesso in passato rumors di problemi di liquidita’, e’ arrivato a perdere oltre il 10% durante le contrattazioni.

I prossimi giorni saranno particolarmente importanti in quanto saranno comunicati i risultati trimestrali di molte aziende del settore.”L’impressione e’ ancora una volta che gli investitori si siano resi conti dell’alto grado di rischio creatosi all’interno del mercato” ha affermato Jack Ablin, chief investment officer di Harris Private Bank a Chicago. “Il governo non puo’ trarre in salvo l’intera industria.”

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Tra le altre notizie societarie, in evidenza le operazioni di mergers & acquisitions. La nota societa’ produttrice di birra Anheuser-Busch (BUD) ha avanzato un’offerta di $52 milioni sulla rivale InBev ($70 per azione) che potrebbe dare origine alla piu’ grossa azienda mondiale del settore. Stando ad un articolo apparso sul Financial Times, il corriere internazionale FedEx (FDX) sarebbe in trattative per acquistare la rivale europea TNT. Waste Management (WMI) ha proposto di rilevare Republic Services (RSG) attraverso un’operazione valutata $34 per azione da pagarsi interamente in cash.

Nel settore tecnologico, il portale Internet Yahoo! (YHOO) ha rifiutato nuovamente l’offerta di acquisto avanzata da Microsoft (MSFT) perche’ non adeguata all’effettivo valore dell’azienda. In discreto rialzo Apple (AAPL) dopo aver annunciato che l’iPhone 3G ha totalizzato oltre un milione di vendite solo nel weekend del lancio internazionale.

Il colosso europeo degli elettrodomestici Philips ha registrato un calo del 54% dei profitti nel secondo trimestre, a livelli comunque migliori delle attese. Il gruppo farmaceutico GlaxoSmithKline (GSK) paghera’ un corrispettivo di $3 miliardi per beneficiare del brevetto sul farmaco contro i disordini del sonno sviluppato dalla svizzera Actelion.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico ha chiuso in lieve rialzo il petrolio. Sulle contrattazioni non hanno avuto particolare effetto ne’ lo sciopero negli impianti brasiliani tanto meno la comunicazione della revoca del divieto di trivellazione offshore da parte di Bush. I futures con consegna agosto hanno guadagnato 10 centesimi a $145.18 al barile.

Sul valutario, euro in lieve flessione nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di lunedi’ a New York il cambio tra le due valute e’ di 1.5910. Ancora in buon rialzo l’oro. I futures con consegna agosto sul metallo prezioso hanno guadagnato $13.10 a $973.70 l’oncia. Seduta in progresso infine per i Titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 3.88% dal 3.94% di venerdi’.

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