WALL STREET: DOW RIPIEGA IN ROSSO, NASDAQ +4%

17 Gennaio 2001, di Redazione Wall Street Italia

A circa due ore dalla chiusura delle contrattazioni a New York, l’indice delle Blue Chip ripiega in terriotorio negativo mentre il tabellone elettronico del Nasdaq riduce i guadagni al 4%, sopra quota 2.700 punti.

Verificare quotazioni indici aggiornate IN TEMPO REALE in prima pagina.

Il settore tecnologico beneficia del rinnovato ottimismo sugli utili aziendali dopo le performance positive di Intel Corp. (INTC – Nasdaq), Applied Micro Circuits (AMCC – Nasdaq) e Juniper Networks (JNPR – Nasdaq).

“Alcune societa’ hanno riportato utili oltremodo soddisfacenti – ha detto Bill Meehan, capo analista di Cantor Fitzgerald & Co. – I mercati sembrano aver superato la paura di risultati di bilancio negativi”.

L’immissione di ossigeno sui mercati – ricordano alcuni analisti – potrebbe essere di breve durata, in particolare nel comparto dei semiconduttori.

Gunnar Miller, analista di settore per Goldman Sachs & Co., sostiene infatti che il rialzo di oggi segue il solito copione.

“Non appena l’euforia iniziale si sgonfiera’ e la paura per utili societari inferiori alle attese ritornera’ a farla da padrone – dice Miller – I colossi dell’high tech, tra cui Intel, torneranno in ribasso”.

L’entusiasmo che prevale sui principali indici di borsa non e’ riuscito comunque a mantenere in positivo l’indice dei trenta principali titoli industriali, le cui perdite oggi sono per il 90% da attribuire a 3M (MMM – Nyse). Questa mattina infatti il gruppo industriale ha chiuso il quarto trimestre ben al di sotto delle attese di mercato.

Sul fronte macroeconomico, l’indice dei prezzi al consumo negli Stati Uniti e’ aumentato nello scorso mese di dicembre dello 0,2%; il ‘core index’, ovvero il dato depurato dalle componenti piu’ volatili, relative al comparto energetico e alimentare, e’ cresciuto dello 0,1%.

Il dato, comunicato questa mattina dal dipartimento del Lavoro Usa, e’ in linea con le aspettative degli analisti per quanto riguarda l’indice generale, mentre l’incremento del ‘core index’ e’ stato appena la meta’ rispetto allo 0,2% accreditato dalle stime.

I numeri indicano quindi un’inflazione sostanzialmente fredda e costituiscono un buon argomento per sperare che il comitato direttivo della Federal Reserve riduca i tassi d’interesse a breve durante la riunione in calendario per il prossimo 31 gennaio.

Intanto la produzione industriale degli Stati Uniti e’ diminuita in dicembre dello 0,6%, oltre le stime degli analisti, che avevano indicato una flessione dello 0,5%.

Sui listini in generale, mostrano una tendenza al rialzo il settore dei semiconduttori, Internet, software, intrattenimento, telecomunicazioni su lunga distanza.

Segno meno per petrolifero, sanita’, chimico, oro, farmaceutico, grande distribuzione.