WALL STREET: DOW RECUPERA, NASDAQ +1,4%

7 Giugno 2001, di Redazione Wall Street Italia

Tutta in rialzo Wall Street nelle battute pomeridiane, con il Dow Jones in recupero dopo la frenata per le perdite del settore finanziario.

Si distanzia invece il Nasdaq, mantenendosi positivo grazie al comparto semiconduttori, incurante delle cattive notizie provenienti da Broadcom (BRCM – Nasdaq).

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Dopo un avvio negativo seguito alla notizia di un risarcimento record deciso da una giuria di Los Angeles ai danni di Philip Morris (MO), il listino dei titoli industriali sembra non scontare piu’ il commento negativo di Morgan Stanley su J.P. Morgan Chase(JPM – Nyse).

La banca d’affari ha infatti espresso perplessita’ circa gli utili per azione di fine anno della concorrente, riducendoli da $3.15 a $3.00.

Philip Morris continua la sua discesa col mercato indifferente alla sua dichiarazione di un ricorso in appello.

La sentenza, che impone il piu’ grande risarcimento da parte di una societa’ di tabacco in seguito a una causa legale avviata da una singola persona, andra’ a favore di Richard Boeken, 56enne che ha accusato la societa’ di non averlo adeguatamente messo in guardia sui danni provocati dal fumo.

“Nonostante siamo sorpresi dell’entita’ del risarcimento, la decisione della giuria non altera la nostra considerazione sui titoli tabacco”, ha commentato Goldman Sachs, che trova altamente probabile una drastica riduzione della richiesta di risarcimento.

Il broker ha aggiunto di prevedere che, anche se le notizie relative a Philip Morris potrebbero ostacolare il settore nel breve termine, la risoluzione delle principali cause legali fara’ salire la valutazione dei titoli del comparto nei prossimi 12-15 mesi.

Si segnala tuttavia la ripresa di Hewlett-Packard (HWP – Nyse) dopo la flessione di mercoledi’, causata dai commenti espressi dallo stesso produttore di PC riguardo al rallentamento generale che grava sul settore.

Sul fronte rialzista, il tabellone elettronico, che beneficia del positivo andamento di Broadcom, in salita del 10%, e di tutto il settore chip in generale.

La societa’ californiana, specializzata nei circuiti integrati, prevede di chiudere il trimestre in corso con vendite del 32%-35% inferiori ai $318 milioni registrati nei primi tre mesi del 2001.

Le vendite sono quindi attese tra $207 milioni e $216 milioni, ben al di sotto del consensus (First Call/Thomson Financial) di $254,7 milioni.

Ma su Broadcom sembrano giovare gli imminenti tagli ai posti di lavoro, il consolidamento di alcune attivita’ e l’approvazione di ulteriori misure di riduzione dei costi.

Si mantiene positivo anche Intel (INTC – Nasdaq) in attesa dell’incontro con gli analisti, oggi a mercati chiusi, sull’andamento di meta’ trimestre.

Alcuni analisti a Wall Street hanno gia’ espresso preoccupazioni su quello che il primo produttore di semiconduttori al mondo potrebbe riferire, in particolare riguardo agli utili previsti per fine trimestre.

Il trend rialzista del comparto high tech trae le sue ragioni dai dati diffusi nella serata di mercoledi’ dalla Semiconductor Industry Association.

Secondo le stime dell’associazione, la vendita di semiconduttori dovrebbe registrare nella seconda meta’ dell’anno un netto miglioramento.

A dare conforto agli investitori sono le ipotesi per il prossimo anno durante il quale si assistera’ a una crescita del 20% della vendita di semiconduttori.

“Malgrado la battuta d’arresto dettata da un eccesso di scorte per quest’anno, il mercato e’ in procinto di crescere dai $149 miliardi nel 1999, ai $283 miliardi nel 2004, con un incremento medio annuale del 14%, ha sottolineato Kirk Pond, Ceo dell’associazione.

I dati diffusi dalla Semiconductor Industry Association si contrappongono alle affermazioni di Laurence Meyers, membro del Federal Open Market Committee (FOMC), l’organo della banca centrale responsabile della politica monetaria USA, secondo cui l’economia americana si dovrebbe mantenere debole almeno fino a settembre prima che una ripresa possa avere inizio.

L’economista ha ribadito che i rischi legati all’inflazione rimangono alti, soprattutto se la Fed continuera’ nella sua politica di forti tagli ai tassi – dall’inizio dell’anno la banca centrale USA ha gia’ ridotto il costo del denaro di 250 punti base.

“Sebbene sia ragionevole attendersi una crescita in linea con le stime degli analisti (a un tasso aunnuale di almeno il 3%, NDR) – ha detto Meyers -credo che i rischi siano ancora presenti”.

Contribuisce al ripristino di un’atmosfera positiva la previsione di Stephen Roach, capo economista di Morgan Stanley, sulla crescita economica USA.

Stando all’economista, nel quarto trimestre dell’anno gli Stati Uniti raggiungeranno un incremento del 2,5% Roach ha aggiunto di aver alzato le previsioni sull’ultimo trimestre dell’anno da una precedente stima di rialzo dell’1,5% per rispecchiare gli aggressivi tagli ai tassi di interesse operati dalla Federal Reserve, e una riduzione delle tasse che dovrebbe farsi sentire per la fine dell’anno.

La folata di ottimismo sembra almeno per il momento reggere l’urto del numero di nuove domande di sussidi di disoccupazione cresciuto al piu’ alto livello in otto anni e mezzo.

Il dato si e’ attestato, nella settimana terminata il 2 giugno, a 432.000 unita’, dai 419.000 della settimana precedente.

Un livello del genere non veniva raggiunto dal 19 settembre 1992.