Wall Street: Dow, peggiore settimana da ottobre 2008

5 Agosto 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Ennesima chiusura in rosso per Wall Street. Il Nasdaq perde -0,94%, mentre l’indice allargato S&P500 con -0,06%, sotto quota 1200, pur avendo recuperato quasi per intero la forte perdita intraday, non e’ riuscito a mettere fine alla serie di sedute negative che si protrae da nove sessioni consecutive.

Il Dow Jones era arrivato a guadagnare ad un certo punto l’1,40%. Nonostante le notizie provenienti in serata dall’Europa sembravano avessero tranquillizzato gli investitori, in particolare dal fronte italiano, con il “commissariamento” del governo Berlusconi, l’anticipo della manovra al 2013, le consultazioni telefoniche e l’annuncio di un possibile G7 dei ministri delle Finanze europei, in chiusura il Dow Jones haperso l’abbrivio e ha ridotto il rialzo +0,54%.

Seduta tutta all’insegna della volatilita’ a New York, mercato schizofrenico fin dalla mattina, con gli indici che hanno oscillato tra il territorio negativo e positivo, con sbalzi mozzafiato. In una manciata di minuti dopo l’apertura si e’ spento l’entusiasmo successivo alla pubblicazione di dati macro migliori delle attese, che aveva permesso un avvio in rally dopo il tonfo di ieri.

Il Dow Jones ha bruciato 170 punti nella prima mezz’ora di scambi. Tra i massimi e i minimi di seduta c’e’ stata una differenza di oltre 200 punti. Al giro di boa lo S&P500 perdeva -2,5%, ma mezz’ora l’indice era tornato alla parita’, mantenuta poi ancher in chiusura. Con una perdita complessiva di -7,5% il DJIA archivia la peggiore settimana da ottobre 2008, quella che segno’ l’avvio della Grande Recessione e della crisi finanziaria mondiale. Dal 21 luglio il Dow Jones ha perso oltre 1.000 punti. Tra le blue chip schiacciate in fondo all’indice Microsoft e Bank of America. A livello settoriale tengono bene tlc e grandi magazzini.

Goldman Sachs ritiene che ci sia una possibilita’ su tre che gli Usa risprofondino in una nuova fase di recessione. A pesare sugli scambi sono state anche le indiscrezioni circa il fatto che i leader dell’area euro avrebbero escluso un incremento del volume dei fondi dell’EFSF, il fondo di emergenza salva stati. Circolano anche rumor di un downgrade del rating sul debito da parte di S&P. In un’intervista alla Cnbc Olli Rehn, commissario degli affari monetari ed economici, non ha voluto offrire informazioni in merito. Ovviamente si capisce il perche’: la Germania non e’ della partita.

La borsa Usa e’ ben impostata per estendere il trend negativo che ieri ha visto gli indici colpiti da un pesante sell off: vendite che hanno portato il Dow Jones a cancellare i guadagni di quest’anno con un tonfo del 4,3%. Il Nasdaq ha perso oltre cinque punti percentuali.

L’azionario Usa e’ entrato ieri in una fase di correzione, con quella che sta per partire che sara’ una giornata chiave per evitare di registrare un record poco invidiabile: l’ottava seduta in ribasso di fila. Sarebbe la striscia negativa piu’ lunga da gennaio dell’anno scorso. I peggiori titoli in settimana sono AK Steel, Consol Energy, Metro Pcs e Alpha Natural. Rappresentati i settori minerario, energia e tlc.

I timori circa uno stallo della ripresa dell’economia americana, la maggiore al mondo, hanno spinto in calo anche le materie prime nelle ultime sedute. Il petrolio ha bruciato il 13% del suo valore nell’ultima settimana. L’indice VStoxx che misura la volatilita’ in Europa sta testando i massimi da maggio 2010. Vanificato il tentativo di recupero dell’indice mondiale delle 24 principali commodities, S&P GSC.

Oggi i mercati americani – e anche mondiali – erano chiamati alla prova di un importante dato proveniente dal mercato del lavoro degli Stati Uniti: quello del report sull’occupazione. Gli Usa hanno creato piu’ posti del previsto in luglio e il tasso di disoccupazione e’ sceso al 9,1% dal 9,2%. I numeri non possono essere considerati eccezionali, ma in un contesto di nervosismo come quello delle ultime sedute, sono stati accolti con favore dal mercato.

Altrove, in Europa, si stringe a 385 punti base il differenziale di rendimento tra Btp e Bund a 10 anni, in calo di 10 punti base rispetto ai livelli di apertura del mercato, su voci di acquisti da parte della Bce.

“C’è stato un po’ di recupero, in parallelo con l’azionario, su voci di acquisti di governativi italiani e spagnoli da parte della Bce, ma la situazione resta allarmante” dice a Reuters un trader di uno dei maggiori istituti di credito italiani. Un altro ha citato le stesse voci.

Nei mercati energetici, i futures sul petrolio rimbalzano delll 0,24% a $86,14 il barile, mentre le quotazioni dell’oro, che sono arrivate a testare il record a $1668,60 l’oncia, scendono dello 0,1% a 1.654,5.

Sul fronte valutario l’euro sale dello 0,77% sul dollaro a 1,4258, crescendo anche sul franco svizzero. Il biglietto verde cede ai minimi record sul franco svizzero. Quanto ai Treasuries, i rendimenti sul benchmark decennale arretra al 2,47%. Prima del report occupazionale si aggirava intorno al 2,43%. I titoli di stato americani hanno proseguito la giornata in forte calo, dopo che il rapporto sull’occupazione per il mese di luglio ha riportato un aumento dei posti di lavoro superiore alle stime.