WALL STREET: DOW OSCILLA INTORNO A QUOTA 10.000

14 Marzo 2001, di Redazione Wall Street Italia

Dopo mezz’ora dall’inizio delle contrattazioni sulle borse USA, l’indice Dow Jones recupera leggermente dopo essere sceso sotto la soglia psicologica dei 10.000 punti. Nasdaq giu’ di quasi il 2%.

Era dall’ottobre 2000 che il Dow non scendeva sotto questa quota. Sul Nyse e’ scattato il blocco degli ordini automatici di vendita, una misura preventiva per frenare l’eccessivo ribasso.

Verificare aggiornamento indici in tempo reale in prima pagina.

Decisiva l’attitudine degli investitori di realizzare immediatamente in guadagni messi a segno martedi’ quando tutti gli indici avevano chiuso in positivo, soprattutto il Nasdaq (+4%).

Nella seduta di martedi’ si e’ avuto di un semplice rimbalzo tecnico dovuto all’ipervenduto delle tre sessioni precedenti, che non ha modificato l’umore decisamente negativo dei mercati.

Con notizie dal fronte degli utili costantemente negative e nessun segnale all’orizzonte che faccia intravedere un cambio di marcia dell’economia USA, gli investitori non hanno speranze in un vicino trend rialzista di lungo termine dei mercati.

A complicare ulteriormente la giornata di scambi il ‘profit warning’ poco prima dell’apertura dal gigante della ristorazione McDonald’s.

La revisione delle previsioni da parte della prima catena di fast food del mondo ha riguardato sia il primo trimestre che l’intero anno fiscale 2001, ed era ampiamente attesa dagli analisti di Wall Street, visti i problemi di competitivita’ della societa’ sul mercato USA e quelli legati al morbo della mucca pazza sui mercati europei.

Negativa anche la notizia che la societa’ di investimenti Fitch ha abbassato il proprio rating su 19 banche giapponesi, in base a preoccupazioni sulla caduta dei loro titoli azionari e sui bilanci finanziari.

C’e’ il timore che un’eventuale crisi delle banche giapponesi avrebbe effetti sugli istituti bancari americani e europei.

A nulla sono servite le buone notizie sul fronte macroeconomico. Le scorte di magazzino negli Stati Uniti sono aumentate nello scorso gennaio dello 0,4%; lo ha comunicato questa mattina il dipartimento del Commercio Usa.

Il dato rappresenta un forte rialzo rispetto alla variazione rivista in dicembre pari al 0%, ed e’ in linea con le previsioni degli analisti.

Tra i principali titoli in movimento quest’oggi a Wall Street:

Nel settore Internet:

Il titolo Yahoo (YHOO – Nasdaq) e’ in ribasso del 3,5%. Il primo portale Internet al mondo ha fatto sapere che Anil Singh, responsabile vendite e marketing, abbandonera’ la societa’ in maggio.

Il titolo CMGI (CMGI – Nasdaq) perde oltre il 13,5%, dopo che la societa’ ha annunciato nella tarda serata di martedi’ di aver chiuso il suo secondo trimestre fiscale con una perdita netta superiore alle aspettative. CMGI, che controlla l’80% del motore di ricerca Altavista, ha chiuso il trimestre novembre 2000 – gennaio 2001 con una perdita netta pari a $7,86 per azione, superiore alla perdita di 74 centesimi per azione dello stesso periodo dello scorso anno fiscale.

Nel settore delle infrastrutture per le telecomunicazioni:

Il titolo Lucent Technologies (LU – Nyse) e’ in ribasso di oltre il 2%. La societa’ ha reso noto di avere allo studio diversi piani per la propria unita’ attiva nel campo delle reti in fibre ottiche. Tra le prospettive al vaglio del management di Lucent ci sono la realizzazione di una joint-venture, ma anche la vendita dell’intero ramo d’azienda.

Nel settore dei personal computer:

Il titolo Compaq Computer Corp. (CPQ – Nyse) e’ sostanzialmente invariato.Gli analisti di Wall Street hanno rivisto al ribasso le proprie stime di crescita sulla societa’ per il primo trimestre. Secondo un sondaggio condotto da First Call/Thomson Financial il mercato si aspetta che Compaq chiudera’ il trimestre in corso un utile per azione pari a 17 centesimi, contro una stima precedente di 20 centesimi per azione.

Nel settore alimentare

Il titolo McDonald’s Corp. (MCD – Nyse) e’ sostanzialmente invariato. Questa mattina la societa’ ha annunciato di non essere in grado di raggiungere le stime sugli utili per azione relativi all’intero anno 2001, a cusa dei problemi registrati principalmente in Europa. La piu’ grande catena di ristoranti al mondo prevede infatti utili per azione di 4-5 centesimi inferiori a quanto precedentemente anticipato, ossia $1,46 per azione.
(Vedi Utili: McDonald’s lancia ‘profit warning’)