WALL STREET: DOW JONES SEMPRE PIU’ VICINO AI 12000

16 Ottobre 2006, di Redazione Wall Street Italia

Avvio di settimana in leggero rialzo per gli indici americani, con gli acquisti concentrati maggiormente sul comparto tecnologico. Ad impedire all’indice industriale di tentare l’entrata nell’area superiore ai 12 mila punti, ancora una volta le deludenti prove di General Electric e Home Depot. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0.17% a 11980, l’S&P500 lo 0.25% a 1369, infine il Nasdaq e’ avanzato dello 0.28% a 2363.

La scena continua ad essere occupata dagli utili societari, che si stanno dimostrando migliori delle attese nonostante il rallentamento economico e gli elevati prezzi energetici. Delle aziende facenti parte dell’S&P500 che hanno riportato i risultati fino ad oggi, ben il 75% ha battuto le attese degli economisti.

In settimana sono attesi i risultati di importanti societa’ tra cui Intel ([[INTC]]), Apple ([[AAPL]]), Citigroup ([[C]]) e Motorola ([[MOT]]). In giornata, il famoso produttore di giocattoli Mattel ([[MAT]]) ha riportato risultati migliori delle stime.

A mettere un freno all’avanzamento del Dow Jones sono stati i cali registrati da General Electric ([[GE]]) e da Home Depot ([[HD]]), entrambe danneggiate da un downgrade. Merrill Lynch ha rivisto al ribasso il proprio giudizio sulla conglomerata industriale citando considerazioni sull’attuale valutazione del titolo, Goldman Sachs, invece, ha tagliato il rating sul colosso delle forniture per la casa a causa dei cambiamenti al vertice del gruppo. Migliorato, pero’, il giudizio sulla rivale Lowe’s ([[LOW]]), avanzata dello 0.90% circa.

In rialzo anche il comparto delle costruzioni, grazie ai commenti positivi emessi su Beazer Homes Usa, Lennar, Centex e Toll Brothers. A giudizio degli analisti, il settore ha toccato un punto di “bottom”.

Nel comparto della telefonia mobile, commenti incoraggianti sono stati emessi su Motorola ([[MOT]]), mentre alcune pressioni, nel breve termine, potrebbero colpire il colosso finlandese Nokia ([[NOK]]) a causa della riduzione dei prezzi.

Tra le altre notizie societarie, UnitedHealth Group ([[UNH]]), una delle piu’ larghe compagnie assicuratrici americane, ha annunciato la partenza del CEO del gruppo, William McGuire, a causa dello scandalo legato al processo di assegnazione delle stock option. Il titolo ha ceduto il 2.5%.

L’atteso intervento del presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, non ha influito particolarmente sui mercati, poiche’ nel suo intervento sul comparto bancario non ha fornito alcuni indizi circa il futuro dei tassi d’interesse.

Nel comparto enetgetico, in forte recupero il petrolio, avanzato sull’annunciato meeting d’emergenza convocato dall’OPEC per il prossimo 19 ottobre in cui sara’ discusso un taglio della produzione giornaliera. I futures con scadenza novembre hanno archiviato la seduta in progresso di $1.37 (+2.3%) a $59.94 al barile, massimo di una settimana.

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Sugli altri mercati, sul valutario, in lieve rialzo l’euro nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di lunedi’ a New York il cambio tra le due valute e’ di $1.2530. Estende i guadagni l’oro. I futures con scadenza dicembre sul metallo prezioso sono avanzati di $5.80 a $598.50 all’oncia. In rialzo anche i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 4.7880% dal 4.8060% di venerdi’.