WALL STREET: DOW JONES SEMPRE PIU’ FORTE

27 Marzo 2001, di Redazione Wall Street Italia

Alla soglia di meta’ giornata sulle borse USA tutti gli indici appaiono stabili in forte guadagno, spinti dalla fiducia in una rapida ripresa economica nata tra gli investitori, dopo il dato sulla ‘consumer confidence’ in marzo.

I mercati hanno accolto molto positivamente il dato sulle fiducia dei consumatori relativo al mese di febbraio, nettamente superiore alle attese degli analisti.

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L’indice che misura la fiducia dei consumatori americani e’ salito in marzo a quota 117 punti; lo ha comunicato questa mattina il Conference Board, una societa’ privata di ricerca di New York.

I principali economisti di Wall Street si attendevano un ennesimo ribasso dovuto principalmente alla difficile situazione in cui si trovano i mercati azionari USA.

Alcuni investitori speravano in notizie negative da parte del Conference Board, nella speranza che una bassa fiducia dei consumatori potesse spingere la Federal Reserve Bank ad un taglio dei tassi d’interesse USA in anticipo rispetto alla riunione di maggio del Federal Open Market Committee, l’organo della Fed responsabile della politica monetaria.

In mattinata pero’ un discorso del presidente della Fed Alan Greenspan, all’interno di una conferenza organizzata a Washington D.C dalla National Association for Business Economics, non aveva dato alcun segnale di un intervento d’urgenza sui tassi.

Greenspan ha evitato l’argomento monetario, ribadendo la tesi gia’ nota secondo cui vi e’ bisogno di ulteriori analisi sullo stato dell’economia USA prima di ulteriori interventi sui tassi.

Questo dato rida’ fiducia agli investitori, facendogli intravedere la fine del piu’ lungo periodo di utili societari negativi che si ricordi.

Secondo Ian Shepherdon, chief U.S. economist per High Frequency Economics, “se il dato rappresenta veramente un fondo nella fiducia dei consumatori, allora possiamo dimenticarci tutti i discorsi relativi alla recesione e ai tassi d’interesse al 4%”.

Attenzione pero’, aggiunge Shepherdon. “Negli ultimi due anni, durante i quali l’andamento dei titoli azionari e’ diventato il principale elemento di influenza sulla fiducia dei consumatori, c’e’ stato un chiaro differenziale di circa due mesi tra i movimenti dei mercati azionari e la risposta dei consumatori.

Shepherdon aggiunge che questa dinamica fornisce una nuova chiave di lettura del dato di marzo. “Il dato di marzo potrebbe essere una semplice conseguenza dei ‘rally’ borsistici di gennaio, durante i quali il Nasdaq aveva recuperato il 12%. Da allora ha perso il 15%, e cio’ potrebbe riportare in basso la fiducia dei consumatori”.

Per adesso i mercati festeggiano la ritrovata fiducia dei consumatori in marzo, e passano sopra alla seconda giornata di notizie negative provenienti dal settore semiconduttori.

Dopo i ‘profit warning’ di ieri da parte di PMC Sierra e Conexant e i ‘downgrade’ fioccati sui titoli del comparto, questa mattina e’ toccato a Vitesse e TransWitch rivedere al ribasso le proprie stime.

Nonostante cio’ il Philadelphia Semiconductor Index, l’indice piu’ importante del settore, guadagna quasi il 2,25%.

Sul Nasdaq tutti gli indici si presentano con segno piu’, tranne quelli dei settori bancari e finanzari, ovverosia i comparti che piu’ beneficierebbero di un taglio a breve dei tassi d’interesse.

Sui listini in generale stanno mostrando una tendenza al rialzo il settore chip, componenti per chip, archiviazione dati, servizi di telecomunicazioni, infrastrutture di telecomunicazione, personal computer, software.

In calo invece il settore auto, brokeraggio, bancario, grande distribuzione, infrastrutture per le comunicazioni, servizi petroliferi, macchinari, tabacco.

Tra i principali titoli in movimento quest’oggi a Wall Street:

Nel settore delle telefonia:

Continua il periodo negativo per i produttori di telefoni cellulari. Dopo l’americana Motorola (MOT – Nyse), anche la finlandese Nokia (NOK – Nyse) e la svedese Ericsson (ERICY – Nasdaq) hanno annunciato tagli alla forza lavoro, rispettivamente per 400 e 3.300 unita’. Il titolo Ericsson e’ in rialzo dell’ 11%, il titolo Nokia e’ in ribasso di oltre lo 0,5%, mentre il titolo Motorola e’ in rialzo di quasi il 2%.
(Vedi Tlc: Ericsson e Nokia annunciano licenziamenti)

Il titolo AT&T (T – Nyse) guadagna quasi il 3%. Secondo il Wall Street Journal il gigante delle tlc USA sarebbe in trattativa con British Telecom per una fusione delle ripettive divisioni operanti nei servizi per la clientela business.

Nel settore delle infrastrutture per le telecomunicazioni

Il titolo Cisco Systems (CSCO – Nasdaq) e’ in rialzo di oltre l’ 1%. Ieri le azioni del gigante delle infrastrutture per le telecomunicazioni hanno toccato il nuovo minimo sui 12 mesi, finendo la seduta a quota $17,6.

Il titolo Lucent Technologies (LU – Nyse) perde oltre l’ 1,5%. L’agenzia di rating Standard & Poor’s ha annunciato che considerera’ le emissioni obligazionarie della societa’ alla stregua di “junk bond”, fino a quando Morgan Stanley, la banca d’affari che assiste Lucent, non sottoscrivera’ almeno $1,6 miliardi del debito della societa’. Lo scrive il Financial Times.

Nel settore industriale:

Il titolo General Electric (GE – Nyse) e’ in rialzo di oltre il 3%. Secondo il Wall Street Journal, la societa’ lussemburghese Societe Europeene des Satellites (SES) sarebbe vicina all’acquisizione delle divisione di GE operante nella realizzazione di satelliti geostazionari. L’operazione avrebbe un controvalore di $5 miliardi.

Nel settore dei semiconduttori:

Il titolo Vitesse (VTSS – Nasdaq) e’ in ribasso di oltre il 12,5%. Questa mattina la societa’ ha annunciato un ‘profit warning’ relativo al secondo trimestre dell’anno. La societa’ si attende adesso un utile per azione compreso tra i 10 e gli 11 centesimi, contro la precedente stima degli analisti di Wall Street pari a 20 centesimi per azione.

Nel settore dei beni di largo consumo:

Johnson & Johnson (JNJ – Nyse) ha annunciato ufficialmente l’acquisizione della societa’ farmaceutica Alza (AZA – Nyse) per un controvalore complessivo di $10,5 miliardi. L’operazione avverra’ tramite scambio azionario. Johnson & Johnson offrira’ 0,49 azioni proprie ogni azione di Alza. Il titolo JNJ perde oltre il 4%, mentre il titolo Alza e’ in flessione di quasi l’ 1%