WALL STREET: DOW JONES PROTAGONISTA DELLA SEDUTA

16 Gennaio 2001, di Redazione Wall Street Italia

A circa due ore dalla chiusura delle contrattazioni sulle borse newyorkesi, l’indice delle Blue Chip accentua i guadagni della mattinata mentre il tabellone elettronico del Nasdaq continua a oscillare intorno all’importante soglia psicologica dei 2.600 punti.

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La settimana di contrattazioni – iniziata oggi poiche’ ieri i mercati erano chiusi in occasione delle celebrazioni del Martin Luter King’s Day – si preannuncia densa di annunci per quanto riguarda gli utili aziendali: ben 720 societa’ infatti presenteranno i propri dati di bilancio entro venerdi’ prossimo e le aspettative non sono positive.

“C’e’ ancora molto pessimismo sui mercati – ha detto Ken Sheinberg, capo del tarding sul Nyse per S.G. Cowen Securities Corp. – Gli investitori tengono gli occhi puntati sui big”.

Dopo la raffica di utili per il settore finanziario, a tenere il fiato sospeso sono i produttori di chip che attendono i dati di bilancio del colosso Intel Corp. (INTC – Nasdaq), questa sera alla chiusura delle contrattazioni.

Alcuni analisti hanno infatti previsto che la prima societa’ di semiconduttori al mondo, anche se per breve misura, non sara’ in grado di rispettare le aspettative di mercato sugli utili relativi all’ultimo trimestre dell’anno. Le attese sono per un utile di 37 centesimi per azione.

Quest’oggi, il Philadelphia Semiconductor Index (SOX), uno dei principali indicatori per valutare l’andamento del settore dei chip, perde quasi il 5%.

Sul fronte macroeconomico, il dipartimento del Commercio Usa ha comunicato questa mattina che le scorte di magazzino negli Stati Uniti sono aumentate nello scorso novembre dello 0,5%; le aspettative di mercato erano attestate su un valore compreso tra lo 0,4% e lo 0,6%.

L’andamento delle scorte di magazzino si presta a interpretazioni contraddittorie: l’incremento potrebbe essere infatti voluto dal sistema distributivo per tenere il passo con la domanda o potrebbe essere l’effetto indesiderato di un calo delle vendite.

A ritenere problematica l’interpretazione del dato, e’ stato lo stesso vice presidente della Federal Reserve, Roger Ferguson. Venerdi’ scorso – intervenendo a una conferenza economica in California – Ferguson ha detto: “chiaramente la domanda si e’ contratta oltre le previsioni di molte aziende e in alcuni settori le scorte di magazzino sono cresciute a livelli problematici. Le aziende tuttavia stanno adeguando rapidamente la produzione”.

Sui listini in generale mostrano una tendenza al rialzo il settore dell’hardware, alimentare, prodotti per la casa, assicurativo, media, bancario, brokeraggio, automobilistico, farmaceutico e trasporti.

Segno meno per il settore dell’edilizia, attrezzature per le telecomunicazioni, attrezzature per semiconduttori, oro, giocattoli, utility e aerospaziale.