WALL STREET: DOW JONES -700, SOTTO I 10000 PUNTI

6 Ottobre 2008, di Redazione Wall Street Italia

Si appesantisce Wall Street. Le vendite continuano a spingere al ribasso i listini: a circa un’ora e mezza dalla chiusura il Dow Jones e’ giu’ -641 punti, al di sotto della soglia psicologica dei 10000 punti per la prima volta dal 2004. Nessun titolo dell’indice industriale tratta in territorio positivo. Il listino tecnologico Nasdaq segna una perdita vicina all’8%, scivolato al peggior livello dal 6 settembre 2004, mentre l’S&P500, al momento in ribasso -7.32%, e’ scivolato ad un minimo che non si vedeva dal 21 novembre 2003. A preoccupare gli investitori e’ l’estensione della crisi del credito a livello globale, le piazze di tutto il mondo sono in ginocchio.

E’ ormai evidente che il piano di salvataggio firmato da Bush la scorsa settimana non e’ sufficiente a contenere gli effetti della crisi a livello mondiale. L’indice della volatilita’ (il VIX), un valido indicatore del sentiment degli investitori, ha superato la barriera dei 50 punti, raggiungendo i massimi livelli dal 16 ottobre 1989, a conferma della forte incertezza e della paura sui mercati.

La crisi del credito sta investendo gli istitui finanziari su larga scala, forti perdite sono state riportate dai listini asiatici ed europei. Tokyo ha chiuso con un ribasso giornaliero del 4.5%, Londra -7.85%, Parigi -9.04%, Francoforte -9.14%, precipita anche Mosca, dove le contrattazioni sono state nuovamente sospese per eccesso di ribasso con il Micex arrivato a segnare una perdita del 19%. Il ribasso e’ pari al 10% in Brasile, anche in questo caso il trading ha subito ben due sospensioni di 30 minuti per il forte calo. In Italia l’S&P/Mib ha chiuso con una perdita dell’8.24%, ai minimi assoluti.

In Europa, dopo essere fallito il tentativo di accordo su un piano di salvataggio simile a quello americano, la Germania ha sentito la necessita’ di garantire i depositi, seguita dall’Irlanda e dalla Grecia. Il Belgio e il Lussemburgo hanno supportato l’operazione di vendita di una parte di Fortis, mentre un pacchetto di finanziamento da 50 miliardi di euro e’ stato concesso ad Hypo Re. Anche Danimarca, Austria e Svezia hanno incrementato le misure di protezione dei risparmatori in riferimento ai depositi bancari.

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Negli Usa, la Federal Reserve ha annunciato che portera’ a $900 miliardi (da $450 mld) l’importo da assegnare all banche commerciali nell’ ambito delle operazioni di TAF (Term Auction Facility), e che iniziera’ a pagare degli interessi sulle riserve bancarie. La Banca Centrale si e’ inoltre impegnata direttamente a risolvere la disputa creatasi tra Wachovia e Citigroup sull’operazione di merger, in seguito all’offerta di Wells Fargo.

Bank of America ha raggiunto un accordo di modifica di alcuni suoi asset (un’operazione da $8.4 miliardi) con alcuni Stati nel tentativo di permettere ai clienti Countrywide (rilevata all’inizio dell’anno) di mantenere le proprie abitazioni. L’azione perde il 5.16%. Pesanti vendite si sono scagliate su Citigroup (-9.10%) e Morgan Stanley (-11.6%), -26% per la banca regionale National City, nei giorni scorsi piu’ volte indicata come il prossimo gruppo a dover fallire.

Sugli altri mercati, e’ in calo il petrolio: i futures con consegna novembre segnano un ribasso di $4.32 a $89.56 al barile. Sul valutario, l’euro cede terreno nei confronti del dollaro a quota 1.3514. In progresso l’oro a $871.90 l’oncia (+$38.70). Avanzano infine i Titoli di Stato Usa: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 3.4700%.

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