WALL STREET: DOW E NASDAQ INTORNO ALLA PARITA’

21 Giugno 2001, di Redazione Wall Street Italia

Il Dow Jones, dopo un recupero innescato dai guadagni di General Electric(GE – Nyse), oscilla intorno alla parita’ insieme al Nasdaq.

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Il mercato ha registrato una battuta d’arresto nelle prime contrattazioni dopo le cattive notizie portate dagli allarmi utili di Sanmina Corp. (SANM – Nasdaq) e Transmeta (TMTA – Nasdaq), che non riusciranno a raggiungere gli obiettivi di bilancio precedentemente stimati.

A dare un po’ di conforto sono pero’ sopraggiunti i dati economici.

Le richieste settimanali dei sussidi di disoccupazione sono scese di 34.000 a 400.000 nella settimana al 16 giugno, sorprendendo il mercato, che si aspettava un aumento delle richieste per 2.000 unita’.

Il dato non ha pero’ scosso fortemente gli investitori, che hanno in parte ignorato anche il deficit della bilancia commerciale degli Stati Uniti, sceso in marzo a quota $32,17 miliardi; lo ha comunicato questa mattina il dipartimento del Commercio USA.

Un sondaggio condotto dall’agenzia di stampa Dow Jones insieme alla rete televisiva CNBC tra 18 economisti di Wall Street indicava per aprile un deficit contenuto a $31 miliardi.

Il dato di marzo, precedentemente comunicato a $31,17 miliardi, e’ stato rivisto al rialzo a $33,08 miliardi.

Nel mese di aprile le importazioni sono calate del 2,2% a quota $119,09 miliardi, un’indicazione che i consumatori americani stanno dimostrando un interesse ridotto per prodotti stranieri.

Le importazioni di beni come semiconduttori, aerei e infrastrutture per le telecomunicazioni sono scese al livello piu’ basso dal novembre 1999, in calo di $2,76 miliardi a $25,98 miliardi.

Le esportazioni hanno registrato una flessione del 2% portandosi a quota $86,92 miliardi, il livello piu’ basso degli ultimi 12 mesi.

Il deficit con i principali partner commerciali degli Stati Uniti appare per la maggior parte in rialzo nel mese di aprile. Il piu’ grande deficit e’ con il Giappone, in rialzo da $6,23 miliardi a quota $6,43 miliardi.

In crescita anche il deficit commerciale con la Cina, salito da $5,74 miliardi a $6,29 miliardi.

Per quanto riguarda il deficit con i Paesi NAFTA, quello con il Messico e’ sceso a $2,24 miliardi, mentre quello con il Canada e’ salito a $4,59 miliardi.

Maggior peso hanno avuto le notizie sconfortanti relative al settore hi tech dopo una nuova serie di allarmi utili.

La societa’ produttrice di chip Transmeta ha infatti annunciato che le vendite per il secondo trimestre dell’anno scenderanno probabilmente del 40%-45% rispetto al trimestre precedente.

Sullo stato di salute del settore high tech non sono stati risparmiati i commenti.

“La bufera sul settore tecnologico non e’ ancora passata – ha dichiarato Dan Veru di Palisade Capital Management – Tutti pensano che peggio di cosi’ non possa andare, invece non e’ cosi'”.

Diversa invece l’opinione di Mark Beale di New Star Asset Management, che vede opportunita’ di acquisti grazie a “titoli high tech che ora si possono comprare perche’ il loro prezzo e’ attraente, come ad esempio alcune societa’ del settore PC”.

Charles Boucher di Bear Stearns prevede che le societa’ del settore semiconduttori con significativa esposizione al mercato dei PC e dei consumatori si indirizzeranno verso una modesta crescita nel terzo trimestre, mentre quelle legate ai mercati delle infrastrutture e delle telecomunicazioni registreranno ulteriori perdite.

L’analista ha ridotto le proprie stime su Conexant Systems (CNXT – Nasdaq), Linear Technology (LLTC – Nasdaq), LSI Logic (LSI – Nyse) e PMC-Sierra (PMCS – Nasdaq), anticipando la possibilita’ di ‘warning’ sugli utili per il trimestre di giugno e per quello di settembre.

Il colosso informatico International Buisness Machines (IBM – Nyse) contribuisce a frenare il mercato dopo una nota di Prudential Securities, secondo cui il gruppo sara’ costretto ad abbassare le proprie stime di bilancio per il secondo semestre dell’anno.

Neppure Microsoft (MSFT – Nasdaq), che ha dichiarato di aspettarsi per la fine dell’anno un aumento delle vendite nell’Est europeo superiore al 30% registrato l’anno scorso, sembra incidere in maniera particolare sugli acquisti.

Buone notizie arrivano invece dal settore finanziario, dopo che la nota banca d’affari Morgan Stanley (MWD – Nyse) nel primo trimestre dell’anno, il suo secondo fiscale, ha riportato utili in crescita per $930 milioni, pari a $0.82 per azione.