WALL STREET: DOW CHIUDE SOTTO QUOTA 10.000 PUNTI

14 Marzo 2001, di Redazione Wall Street Italia

Al termine della giornata di contrattazioni sulle borse di New York l’indice Dow Jones chiude sotto quota 10.000, il valore piu’ basso degli ultimi 5 mesi, lasciando sul terreno circa il 3%. Male anche il Nasdaq, che perde oltre il 2%.

Il Dow e’ sceso sotto la quota psicologica di 10.000 punti sin da inizio seduta, proseguendo un trend che lo ha visto perdere quasi 900 punti nelle ultime 5 giornate borsistiche.

L’indice delle blue chip americane ha poi oscillato per tutta la seduta attorno ai 10.000 punti, in una giornata caratterizzata dalla forte volatilita’.

Il Nasdaq ha chiuso a 1.972,10 (-2,12%), il Dow Jones ha chiuso a 9.973,46 (-3,08%), l’S&P 500 a 1.166,71 (-2,58%) e il Russell 2000 a 453,69 (-1,85%).

A trascinare al ribasso gli indici la combinazione di due elementi: le preoccupazioni sulla salute del sistema bancario mondiale e il clima di sfiducia che domina tra gli investitori.

Questa mattina l’agenzia di ‘rating’ con sede a New York, Fitch Inc., ha abbassato il proprio giudizio su diciannove istituti di credito giapponesi, in seguito alle crescenti preoccupazioni per l’impatto che stanno avendo i ribassi della borsa di Tokio sui bilanci delle banche.

Notizie poco rassicuranti per il settore sono giunte anche dall’Europa, dove Goldman Sachs ha espresso i propri dubbi circa lo stato di salute del settore bancario del vecchio continente, dicendosi cauta sulla crescita degli utili nel 2001.

A preoccupare di piu’ gli investitori e’ stata comunque la situazione giapponese, dove i colossi del credito americani ed europei sono particolarmente esposti.

Tony Crescenzi, chief bond market strategist per Miller Tabak & Co, ha sottolineato come “la crescita dei problemi giapponesi ha aumentato i rischi sistematici che il sistema finanziario mondiale corre”.

Crescenzi vede il rischio che i cambiamenti nella stesura dei bilanci e la caduta dei rispettivi titoli azionari possano rendere insolventi molte banche nipponiche, e che cio’ provochi la vendita massiccia delle azioni di societa’ estere in mano a questi istituti bancari.

Il riaffacciarsi dello spettro di una nuova crisi, dopo il crack dell’autunno 1998, ha dunque fatto scattare un campanello d’allarme, anche se secondo molti analisti la reazione dei mercati USA e’ stata esagerata.

Il Dow Jones Banks Index ha perso quasi il 4,5%, trascinato dalle due blue chip bancarie, JP Morgan Chase (JPM – Nyse) e Citigroup (C – Nyse), in ribasso entrambe di circa il 7%.

Al di la’ delle preoccupazioni sulla situazione del sistema bancario giapponese e dell’ennesimo ‘profit warning’, questa volta da parte del colosso della ristorazione McDonald’s, sembra pesare la convinzione che i mercati non abbiano ancora raggiunto un fondo su cui iniziare un rialzo di lungo termine.

Barry Hyman, chief market strategist per Weatherly Securities, commenta che “quello che e’ successo sui mercati e’ dettato dall’emotivita’, dato che tutte le notizie uscite oggi erano gia’ note o ampiamente attese”.

Il massimo a cui puntano gli investitori in questo periodo sono piccoli guadagni sulle quote di ipervenduto, come e’ successo nella seduta di martedi’ e a meta’ mattinata di quella odierna.

Christine Callies, chief U.S. investment strategist per Merrill Lynch, in una nota alla clientela diffusa oggi ha fatto sapere di “notare molti ingredienti chiave che indicano un clima di vendita nei prossimi giorni”.

L’unica cosa che sembra possa far scoccare la scintilla sui mercati e’ una riduzione dei tassi d’interesse da parte della Fed.

Al riguardo, i futures sui Fed Fund indicano che con il 66% di probabilita’ la Federal Reserve Bank tagliera’ i tassi di 0,75 punti in coincidenza con la prossima riunione del Federal Open Market Committee (FOMC), in programma per martedi’ 20 marzo.

La banca d’affari Merrill Lynch, in un rapporto alla clientela, giudica questa previsione possibile al 50%, e prevede che se l’aspettativa verra delusa, una nuova ondata di vendite si abbattera’ sui mercati azionari.

Alcuni analisti hanno pero’ interpretato l’alta volatilita’ di oggi sul Dow Jones come un segno della formazione di un debole fondo, non sufficiente comunque a dare il via a un trend rialzista stabile.

Sui listini in generale hanno mostrato una tendenza al rialzo il settore della grande distribuzione, editoriale, bevande analcoliche, difesa, media radiotelevisivi, assistenza medica.

In calo invece il settore delle casse di risparmio, bancario, brokeraggio, telefonico, ferroviario.

Tra i titoli che oggi hanno strappato rialzi d’eccezione sulle borse americane:

1. Stearns & Lehman (SLHN – Nasdaq) + 34,69%;
2. Autologic Information International (AIII – Nasdaq) +27,78%;
3. Repligen Corporation (RGEN – Nasdaq) +23,68%;
4. Modem Media (MMPT – Nasdaq) + 22,92%;

5. Commonwealth Biotechnologies (CBTE – Nasdaq) + 22,22%.

I ribassi si sono invece particolarmente accaniti contro:

1. Metro International SA (MTROB – Nasdaq) -57,89;
2. Duratek (DRTK – Nasdaq) -52,68%;
3. iAsiaWorks (IAWK – Nasdaq) -33,33%;
4. o2wireless Solutions (OTWO – Nasdaq) -30,56%;
5. Avistar Comm. (AVSR – Nasdaq) -34,29%.

Tra i principali titoli in movimento quest’oggi a Wall Street:

Nel settore Internet:

Il titolo Yahoo (YHOO – Nasdaq) ha chiuso in ribasso di quasi il 4,5%. Il primo portale Internet al mondo ha fatto sapere che Anil Singh, responsabile vendite e marketing, abbandonera’ la societa’ in maggio.

Il titolo CMGI (CMGI – Nasdaq) ha perso quasi il 14,5%, dopo che la societa’ ha annunciato nella tarda serata di martedi’ di aver chiuso il suo secondo trimestre fiscale con una perdita netta superiore alle aspettative. CMGI, che controlla l’80% del motore di ricerca Altavista, ha chiuso il trimestre novembre 2000 – gennaio 2001 con una perdita netta pari a $7,86 per azione, superiore alla perdita di 74 centesimi per azione dello stesso periodo dello scorso anno fiscale.

Nel settore delle infrastrutture per le telecomunicazioni:

Il titolo Lucent Technologies (LU – Nyse) ha chiuso in ribasso di oltre l’ 1,5%. La societa’ ha reso noto di avere allo studio diversi piani per la propria divisione attiva nel campo delle reti a fibre ottiche. Tra le prospettive al vaglio del management di Lucent ci sono la realizzazione di una joint-venture, ma anche la vendita dell’intero ramo dell’azienda.

Nel settore dei personal computer:

Il titolo Compaq Computer Corp. (CPQ – Nyse) e’ in rialzo di oltre l’ 1%, nonostante gli analisti di Wall Street abbiano rivisto al ribasso le proprie stime di crescita sulla societa’ per il primo trimestre. Secondo un sondaggio condotto da First Call/Thomson Financial il mercato si aspetta che Compaq chiuda il trimestre in corso con un utile per azione pari a 17 centesimi, contro una stima precedente di 20 centesimi per azione.

Nel settore alimentare

Il titolo McDonald’s Corp. (MCD – Nyse) ha chiuso in ribasso di quasi il 2%. Questa mattina la societa’ ha annunciato di non essere in grado di raggiungere le stime sugli utili per azione relativi all’intero anno 2001, a cusa dei problemi registrati principalmente in Europa. La piu’ grande catena di ristoranti al mondo prevede infatti utili per azione di 4-5 centesimi inferiori a quanto precedentemente anticipato, ossia $1,46 per azione.
(Vedi Utili: McDonald’s lancia ‘profit warning’)