Wall Street: doccia fredda dalla Fed. Ad agosto paura ai massimi dal 2001

31 Agosto 2010, di Redazione Wall Street Italia

Delusa dalle minute della Fed, Wall Street chiude in rosso la seduta e archivia agosto con pesanti ribassi, il peggior ottavo mese dell’anno dal 2001. Il verbale della banca centrale non fa che alimentare la paura che la ripresa dell’economia sia in pericolo.

Il Dow, sceso sotto quota 10000 in seduta, recupera il livello sul finale. L’indice dei trenta titoli a maggiore capitalizzazione ha chiuso sui livelli di ieri a 10012.19 (+0.02%). Il Nasdaq ha perso lo 0.34% a 2112.79 punti, mentre l’S&P 500 ha ceduto lo 0.04% in area 1048. Su mese ribassi dal 4 al 6% per i listini americani.

Vanificati i rialzi della mattinata, alimentati dalla lettura migliore del previsto dei prezzi delle case di giugno e dai dati su attivita’ manifatturiera e fiducia dei consumatori.

All’interno del paniere delle blue chip, Cisco, Boeing e Intel accusano particolarmente il colpo. JP Morgan e AT&T si distinguono invece in positivo.

L’indice VIX, misura della paura che aleggia nei mercati, ha guadagnato il 14,5% a 26,90 in agosto, registrando il rialzo mensile maggiore dal 2001.

Tra i settori, le compagnie aeree hanno effettuato un buon progresso dopo che la fiducia dei consumatori ha visto un inaspettato rialzo in agosto. I bancari hanno invece bruciato i guadagni dopo la pubblicazione delle minute della Fed.

Ricapitolando, la giornata macro, oltre alla gia’ citata fiducia dei consumatori, e’ stata caratterizzata dai seguenti dati:
• indice S&P/Case Shiller, in miglioramente ma solo grazie agli incentivi fiscali;
Chicago PMI, calato piu’ delle previsioni, segno di un peggioramento del settore manifatturiero nell’area metropolitana di Chicago.

Sul fronte societario, continua il fermento da fusioni e acquisizioni. Rally nel pre-mercato per il retailer di lusso Saks, entrato nel mirino di un consorzio di private equity pronto a sborsare $1.7 miliardi ($11 per azione) in contanti. Il colosso delle macchine movimento terra Deere ha venduto per $900 milioni la sua divisione di energie rinnovabili a Exelon. Dell potrebbe rinunciare all’acquisto di 3PAR dandola vinta a HP.

Sugli altri mercati nel comparto energetico, i futures sui prezzi del greggio con consegna ottobre hanno chiuso in calo del 3.7% a quota $71.92. Il petrolio ha perso l’8.2% in agosto. Il derivato con scadenza settembre dell’oro segna +0.67% a $1247.50.

Sul valutario bilancio positivo del dollaro sull’euro su mese. Oggi pero l’euro ha guadagnato terreno a quota $1.2680. Ma e’ lo yen a stupire: in agosto aumento del 20% contro la moneta unica e del 10% contro il biglietto verde. I Treasury salgono di prezzo e vedono i rendimenti sul decennale al 2.4770%, in flessione di 6.8 punti base.