WALL STREET: DELUSIONE DALL’IMMOBILIARE, LISTINI GIU’

26 Marzo 2007, di Redazione Wall Street Italia

A meta’ seduta i listini azionari americani trattano in territorio negativo sulla scia del deludente dato sul comparto immobiliare. Il Dow Jones arretra dello 0.66% a 12399, l’S&P500 dello 0.54% a 1428, il Nasdaq segna un ribasso dello 0.51% a 2436. A mettere pressione ai listini e’ anche il rialzo del greggio, risalito sopra i $63 al barile sulle rinnovate tensioni geopolitiche.

In seguito al forte rialzo della scorsa settimana, innescato dall’apertura della Banca Centrale Americana per un possible taglio ai tassi d’interesse, sui listini sono tornate a prevalere le vendite, oltre che per le logiche prese di beneficio, anche a causa di un allarmante dato sulle vendite di case nuove, scivolato ai peggiori livelli di sette anni.

Nel mese di febbraio la compravendita di case nuove ha registrato un calo del 3.9%, in controtendenza con le attese degli analisti, dopo essere gia’ crollata nel mese precedente di oltre il 15%. Ad incrementare i timori di un’ulteriore rallentamento e’ anche l’elevato livello di invenduto, schizzato ai massimi livelli degli ultimi 16 anni.

A poco sembra essere servito dunque il dato positivo comunicato alla fine della scorsa settimana, relativo alle vendite di case esistenti , che aveva temporaneamente affievolito le paure di un brusco rallentamento del comparto (maggiormente indebolito dalla crisi dei mutui ipotecari), che possa gravare sull’andamento dell’economia in generale.

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Parte delle vendite giornaliere e’ dovuta anche all’impennata dei prezzi energetici spinti dal possibile blocco delle esportazioni di greggio da parte di Teheran verso l’Occidente. I futures sul petrolio con consegna maggio sono in progresso di 65 centesimi a $62.93.

Sul fronte societario, riflettori puntati sul comparto finanziario. Il colosso bancario Citigroup ([[C]]) dovrebbe aver completato un piano di ristrutturazione interna che prevede il taglio di 15 mila posti di lavoro.

Nel comparto hi-tech, buone notizie per il colosso informatico Dell ([[DELL]]) che ha ricevuto un upgrade in mattinata da parte degli analisti di Goldman Sachs ([[GS]]).

Tra le notizie di M&A in evidenza la possibile proposta di Saudi Basic Industries, la piu’ grossa societa’ chimica al mondo per capitalizzazione del mercato, mirata ad acquisire la divisione “plastica” della conglomerata industriale General Electric ([[GE]]).

Il gigante degli pneumatici Goodyear Tire & Rubber ([[GT]]) ha annunciato la vendita dell’unita’ dei prodotti tecnologici alla societa’ di private equity Carlyle Group per un corrispettivo di $1.475 miliardi.

Sul valutario l’euro e’ in progresso sul dollaro a quota 1.3340. L’oro e’ in rialzo: i contratti sul metallo prezioso avanzano di $5.10 a $662.40 l’oncia. In recupero i titoli di Stato Usa: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 4.5770%.

BORSA: NEW YORK; INDICI GIU’ CON MERCATO IMMOBILIARE

Borsa statunitense negativa, penalizzata dal dato relativo alla caduta delle compravendite di nuove abitazioni a febbraio, -3,9%, in contrasto con le previsioni degli analisti. La situazione critica del mercato immobiliare continua così a destare più di un’ apprensione fra gli operatori di Borsa, in quanto potenzialmente destabilizzante per l’ economia nel suo complesso. Al tempo stesso, peraltro, il dato odierno prelude ad un possibile taglio del costo del denaro da parte della Federal Reserve, una prospettiva in via di principio ovviamente destinata a riscuotere il consenso del mercato azionario.

Fra i singoli titoli e comparti, spicca il ribasso delle azioni delle aziende costruttrici, con Lennar che perde 1,04 dollari, a 44,54 dollari, mentre Centex scivola di 1,31 dollari (a 45,23) e Pulte Homes di 63 cents, a 26,93 dollari. Va male anche il segmento dei prestiti ipotecari, già investito dalla recente crisi che ha interessato in particolare il credito cosiddetto ‘subprime’, cioé quello concesso alla clientela più a rischio. Fremont General perde 32 cents, a 8,32 dollari, mentre Countrywide lascia sul terreno 83 centesimi, a 36 dollari. Fra i titoli della grande distribuzione, Wal-Mart è in ribasso di 54 cents, a 47,37 dollari, mentre Home Depot scivola di 42 cents, a 37,8 dollari. Lowés da parte sua arretra di 41 centesimi, a 31,96 dollari.

L’ intero comparto risente negativamente del rialzo del prezzo del petrolio, tornato sopra i 63 dollari a New York, che ha un impatto negativo sui consumi. Fra i tecnologici, positiva Dell, +49 cents a 23,32 dollari. Sul conto del colosso dei PC ha influito positivamente la decisione di Goldman Sachs di alzare la valutazione al livello di ‘buy’, cioé comprare. Fra i maggiori rialzi, quello di Biosite, azienda che opera nei test diagnostici e che balza del 51,0% a 83,7 dollari in quanto oggetto di acquisizione da parte di Beckman Coulter (apparecchiature di laboratorio) per 1,55 miliardi di dollari, al prezzo di 85 dollari per azione.

Fra i farmaceutici, Schering-Plough guadagna 50 cents a 25,12 dollari, come conseguenza dei possibili sviluppi di una collaborazione con Merck relativamente ad un prodotto che metterebbe assieme i benefici derivanti da due farmaci di punta dei due gruppi, cioé lo Zetia ed il Lipitor, per il trattamento del colesterolo. A sua volta Merck cede 57 cents, a 43,88 dollari.

Attorno alle 18.35 ora italiana l’ indice Dow Jones perde lo 0,51% a 12.417,08 punti, il Nasdaq composite lo 0,34% a 2.440,64 e lo S&P 500 lo 0,39% a 1.430,56.