Wall Street debole in avvio, occhi sulla Grecia e sulla Fed

10 Giugno 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Partenza in rosso per Wall Street che si appresta a chiudere in negativo la settimana: sarebbe la sesta consecutiva in ribasso, un record dal 2008 a oggi. Il Dow cede lo 0,06%, fanno peggio Nasdaq e S&P 500 (-0,33% e -0,42%), mentre si teme una fase di stallo nella gestione degli aiuti alla Grecia.

I nuovi dati sui prezzi alle importazioni hanno mostrato un nuovo aumento, a sorpresa, anche se il minore del 2011. Ma a catalizzare il mercato sono le informazioni provenienti da Europa e Asia. Il surplus commerciale cinese ha deluso, spiazzando il mercato. Dopo le notizie di una stretta sui tassi annunciata in Corea del Sud ora c’e’ il sospetto che anche la Cina alzera’ ancora una volta il costo del denaro.

I dati piu’ deboli delle attese in Cina hanno alimentato i timori circa la crescita economica globale. Il surplus commerciale cinese a maggio si e’ ampliato a $13,05 miliardi dagli $11,4 miliardi di aprile, ma e’ stato ben inferiore rispetto alle attese degli economisti, poste a $18,6 miliardi.

In giornata focus sui nuovi sviluppi della crisi del debito greco (una soluzione in questo senso sara’ indispensabile perche’ i rialzisti possano tornare a prendere il comando delle contrattazioni) e sull’intervento dei membri Fed come William Dudley. Il presidente della Fed di New York ha detto che l’istituto e’ diventato piu’ cauto sull’outlook economico e che invece non e’ preoccupato per l’inflazione, visto che le pressioni sui prezzi si stanno allentando. L’euro si indebolisce nel frattempo e i bond greci e portoghesi perdono terreno.

Intanto in Europa dura lo spazio di un giorno il tentativo di riscatto dei listini azionari. Se il mercato non dovesse registrare un rialzo di oltre 2 punti percentuali la serie negativa di settimane in rosso si allungherebbe a sei: per gli Stati Uniti questo vorrebbe dire la peggiore striscia dal 2008.

Sicuramente il rialzo dei tassi di interesse e gli ultimi dati macro pubblicati non contribuiscono a sollevare il sentiment degli investitori, che ieri hanno permesso a Wall Street di interrompere la serie di sei sedute negative consecutive.

Sugli altri mercati, i contratti del greggio con consegna luglio sono in ribasso dello 0,91% a $101 il barile. A pesare sono i rumor circa l’intenzione dell’Arabia Saudita di aumentare i livelli di produzione a 10 milioni di barile al giorno.

I contratti con scadenza luglio sull’oro arretrano marginalmente (-0,09%) $1.541,3 l’oncia. Sul valutario l’euro e’ in contrazione nei confronti del dollaro (-0,24%) a $1,4475. Quanto ai Treasury, prezzi ancora in rialzo con il rendimento sul decennale che si attesta a quota 2,96%, in flessione di 3,1 punti base.