WALL STREET: DEBACLE DELL’HIGH TECH

14 Giugno 2001, di Redazione Wall Street Italia

Wall Street in andamento negativo dopo i contrastati dati economici, le cattive notizie giunte dal settore dell’high tech, e il pessimismo di General Electric (GE – Nyse) riguardo alla sua fusione con Honeywell (HON – Nyse).

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Dow Jones in difficolta’ dunque dopo che General Electric ha dichiarato di non essere ottimista sull’eventuale nullaosta da parte della Commissione europea alla sua fusione con Honeywell.

“Qualora la Commissione europea rigettasse la proposta definitiva presentata da General Electric, allora l’acquisizione di Honeywell International potrebbe naufragare”, ha
dichiarato a Wall Street Italia Louise Binns, responsabile ufficio stampa di GE.

Stando al portavoce della compagnia, il pacchetto di disinvestimenti inviato all’antiturst UE e’ definitivo, pertanto non verra’ seguito da controproposte.

Sul fronte economico l’indice dei prezzi alla produzione negli USA ha registrato una crescita dello 0,1% in maggio.

Il ‘core rate’, ovvero l’indice depurato dalle componenti piu’ volatili, quali il settore alimentare e quello energetico, e’ aumentato dello 0,2%.

Un sondaggio condotto dal canale televisivo CNBC insieme all’agenzia di stampa Dow Jones mostra che gli economisti intervistati si attendevano un rialzo dello 0,3% per l’indice e dello 0,2% per il ‘core rate’.

Il dato, attestatosi al di sotto delle stime di mercato, si deve principalmente al calo dei prezzi nel settore alimentare e automobilistico.

Buone notizie anche dal fronte dei sussidi settimanali di disoccupazione che, nella settimana terminata il 9 giugno, sono diminuiti a 428,000 dai precedenti 440,000. Gli analisti si attendevano un numero pari a 440,000.

A controbilanciare il tutto, pero’ sono intervenute le scorte di magazzino che nel mese di aprile sono rimaste invariate.

Il dato e’ rimasto inalterato rispetto a un declino dello 0,4% in marzo (dato rivisto da una precedente stima di un calo pari allo 0,3%).

Tra i settori, le scorte di magazzino del comparto grande distribuzione in aprile sono scese dello 0,2%.

Il settore industriale ha riportato un incremento dello 0,1%, mentre le scorte in quello commerciale hanno registrato una crescita dello 0,3% su base annuale, con una diminuzione delle vendite dello 0,6%.

Tornando sul versante aziendale, dopo le voci di questa mattina su un prossimo ‘profit warning’, STMicroelectronics (STM – Nyse) ha annunciato di aver rivisto in negativo le stime sul fatturato per il secondo trimestre dell’anno.

La societa’ italo-francese prevede di chiudere il trimestre con vendite comprese tra $1,55 miliardi e $1,60 miliardi.

Sembra essere sfumato il piano di Lucent Technologies (LU Nyse) di vendere due stabilimenti di produzione a Flextronics International (FLEX – Nasdaq) per un valore di $600-$900 milioni.

Difficile anche la situazione di Corning (GLW – Nyse) dopo che Steven Fox di Merrill Lynch ne ha tagliato il rating sul medio termine da “Accumulate” a “Neutral”.

Le cattive notizie terminano con un comunicato della Banca Centrale Europea che ha rivisto le sue previsioni sulla crescita economica del Vecchio Continente inquadrandola nella forchetta del 2.2% al 2.8% da quella precedente di 2.6%-3.6%.

Una ventata di ottimismo prova a darla Texas Instruments (TXN – Nyse) dopo aver detto di rispettare gli obiettivi previsti.

La societa’ non ha mutato le sue previsioni di un calo del 20% del fatturato nel secondo trimestre del 2001 andando di pari passo con le aspettative di 5 analisti interpellati da First Call/Thomson Financial secondo cui nella prossima trimestrale, la compagnia registrera’ ricavi per $2 miliardi (-2,1%).

Prudential Securities ha aumentato il rating di Microsoft (MSFT – Nasdaq) a
“Buy” confidando nell’aggiornamento dei prodotti e nell’insediamento in nuove fasce di mercato.

Per ultimo segnaliamo HJ Heinz (HNZ – Nyse), nota compagnia alimentare, che nel quarto trimestre dell’anno fiscale 2001 ha riportato utili per $0,53 per azione, un centesimo sotto i profitti registrati nello stesso periodo dello scorso anno.

La compagnia ha detto di attendersi per il primo trimestre dell’anno fiscale 2002 utili per compresi tra i $0.60 e i $0.62 per azione.

“La seconda parte dell’anno non sara’ decisamente migliore della prima” conclude amaramente Paul Wick di Seligman Communications and Information Fund. Ci sara’ un miglioramento ma non significativo”.

Sui listini in generale, stanno mostrando una tendenza al rialzo i settori oro, farmaceutico.

In ribasso, invece, i settori infrastrutture per le tlc, bancario, brokeraggio, edilizio, software, cartario, ferroviario, telecom.

Tra i principali titoli in movimento a Wall Street:

Nel settore industriale:

Honeywell (HON – Nyse) e’ sotto pressione dopo che General Electric (GE – Nyse) ha dichiarato di non essere ottimista sull’eventuale nullaosta da parte della Commissione europea alla sua fusione con Honeywell. HON sta lasciando sul campo oltre l’8%, GE guadagna quasi il 3%.
(Vedi GE: ultimo tentativo per un si’ dalla UE )
(Vedi Fusioni: GE “non ottimista su nullaosta UE)

Nel settore semiconduttori:

Il produttore italo-francese di semiconduttori STMicroelectronics (STM – Nyse) ha annunciato di aver rivisto in negativo le stime sul fatturato per il secondo trimestre dell’anno. STM sta cedendo il 2,75%.
(Vedi Utili: STM, profit warning su 2° trimestre )

Nel settore infrastrutture per le tlc:

E’ sfumato il piano di Lucent Technologies (LU Nyse) di vendere due stabilimenti di produzione a Flextronics International (FLEX – Nasdaq) per un valore di $600-$900 milioni. LU sta perdendo l’8%, FLEX piu’ del 3,25%.
(Vedi Lucent: fallito tentativo vendita impianti )

Corning (GLW – Nyse) e’ in calo del 5,5% dopo che Steven Fox di Merrill Lynch ne ha tagliato il rating sul medio termine da “Accumulate” a “Neutral”. (Vedi Preborsa: Corning -3,5% dopo downgrade Merrill )

Nel settore telecomunicazioni:

Il maggiore operatore giapponese di telefonia mobile, NTT DoCoMo, avrebbe pianificato la quotazione al New York Stock Exchange. La quotazione al Nyse contribuira’ a consolidare la presenza nel territorio statunitense della compagnia nipponica che attualmente possiede il 16% dell’operatore americano di telecomunicazioni AT&T.(T – Nyse). T sta lasciando sul campo l’1,75%.
(Vedi NNT Docomo in procinto di quotarsi al Nyse )