WALL STREET CRESCE TRAINATA DAI TECNOLOGICI

4 Dicembre 2003, di Redazione Wall Street Italia

Penultima seduta della settimana sotto il segno positivo per la Borsa di New York. Superata la parziale debolezza di mercoledi’, Wall Street torna a macinare rialzi sospinta dalle buone performance dei titoli tecnologici e dalla decisione del presidente Bush di eliminare i dazi sulle importazioni di acciaio straniero imposte nel marzo del 2002.

Subito ripagata dall’Unione Europea – che ha ritirato le sanzioni all’indirizzo degli Stati Uniti – la mossa della Casa Bianca ha avuto effetti benefici, in particolare sul finire di giornata, verso tutti i listini, con il Dow Jones in guadagno dello 0,58% a 9.930,82 punti, lo S&P 500 lo 0,47% a 1.069,71 punti e il Nasdaq lo 0,44% a 1.968,80 punti.

La scelta commerciale adottata dal governo di Washington ha avuto il merito di tranquillizzare gli investitori, nonostante l’aumento delle richieste settimanali dei sussidi di disoccupazione le quali sono risultate, inaspettatamente, in progresso di undicimila unità. Benché al di sotto della soglia psicologica delle 400.000 unità, il numero ha sporcato l’attesa per il dato sulla disoccupazione a novembre in uscita, domani, dalle sale del Dipartimento del Lavoro.

Al termine delle contrattazioni – su cui sembrano avere pesato meno dei giorni scorsi i timori per un possibile aumento del costo del danaro a breve – bene si sono comportati i titoli tecnologici trascinati da Qualcomm. L’azienda, attiva nel settore dei servizi alla telefonia cellulare, è avanzata di circa undici punti percentuali, mentre Intel è progredita intorno al mezzo punto percentuale e Cisco Systems intorno ai tre punti percentuali dopo che Merrill Lynch ha aumentato la sua valutazione sul titolo.

Buone nuove, ancora, da Yahoo! avanzato di circa un punto e mezzo percentuali grazie alle indicazioni sul titolo espresse Soundwiew Technology. Debole, nel settore dell’ abbigliamento, Abercrombie & Fitch in calo intorno ai nove punti percentuali a causa di una valutazione poco brillante di Merrill Lynch, mentre nel comparto della distribuzione commerciale male è andata a Best Buy, scesa intorno ai cinque punti e mezzo percentuali dopo aver comunicato un utile trimestrale inferiore alle stime.