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WALL STREET: CORTO CIRCUITO DEL NASDAQ

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Finale con brivido alla Borsa Usa. Il Dow Jones, positivo per l’intera giornata, ha chiuso male dietro le vendite che hanno colpito i titoli high tech. L’aggravarsi infatti della situazione del Nasdaq ha fatto si’ che anche il listino industriale si piegasse sotto il peso delle vendite che hanno affossato IBM (IBM – Nyse), Intel (INTC – Nyse) e
Microsoft (MSFT – Nyse),

Il Nasdaq ha chiuso a 1.716,34 (-3,34%)
Il Dow Jones a 9.834,68 (-1,07%)
L’S&P 500 a 1.080,96 (-1,55%)

Il Nasdaq in particolare ha risentito dell’allarme lanciato dalla societa’ di fibre ottiche Ciena (CIEN – Nasdaq) e del giudizio negativo che Banc of America ha espresso sul colosso dei chip Intel (INTC – Nasdaq). Brutte notizie anche dalla societa’ di infrastrutture per Internet Cisco Systems (CSCO – Nyse), contagiata’ dal virus “conti dubbi”.

Poco prima della meta’ seduta, il dato positivo relativo al Philadelphia Fed ha portato il Dow Jones a superare, anche se solo per pochi minuti, l’importante soglia psicologica dei 10.000 punti. Successivamente il listino ha ritracciato lievemente, per poi sprofondare poco prima della chiusura.

Sul fronte macroeconomico, confortante anche il dato sul Superindice Usa nel mese di gennaio, che tuttavia non ha dato un forte slancio ai mercati, in quanto oscurato in parte dal dato sui sussidi di disoccupazione settimanali, cresciuti di 10.000 unita’, a quota 383.000 dai precedenti 373.000 (dato invariato dopo revisione). Positivo, ma poco considerato dagli investitori, infine, il dato sul deficit della bilancia commerciale in dicembre.

Particolare attenzione tra gli investitori per Microsoft (MSFT – Nasdaq), in
calo dopo che un giudice federale ha ordinato al gruppo di svelare agli esperti informatici i segreti dei sistemi operativi Windows XP nelle versioni professionali e non.

Numerose le notizie che quest’oggi hanno contribuito a deprimere il settore tecnologico.

Sulla scia del giudizio negativo su Intel, hanno ceduto Texas Instruments (TXN – Nyse), STMicroelectronics (STM – Nyse) e Micron Technology (MU – Nyse).

Oltre a Ciena, anche la compagnia telefonica
BellSouth (BLS – Nyse) ha lanciato un allarme utili sui risultati del 2002.

Ciena e BellSouth hanno trascinato al ribasso il comparto telecomunicazioni, che ha assistito alle perdite di Qualcomm (QCOM – Nasdaq), JDS Uniphase (JDSU – Nasdaq), SBC Communications (SBC – Nyse) e Verizon (VZ – Nyse).

I timori sui conti dubbi si sono abbattuti poi sulla compagnia assicurativa
American International Group
(AIG – Nyse), colpendo anche il gigante energetico PG&E Corporation (PGC – Nyse), che ha scoperto soltanto oggi alcuni errori contabili presenti nei bilanci che risalgono al 1999. Tuttavia, rispetto alla prima meta’ delle contrattazioni, il titolo riesce a limare le perdite.

Prosegue il trend negativo del titolo della societa’ di software Computer Associates (CA – Nasdaq), indagata dall’FBI in merito ad alcune pratiche contabili.

Perde terreno il gigante media AOL Time Warner (AOL – Nyse), dopo la
notizia che Janus Capital, sta a poco a poco disinvestendo le azioni del gruppo.

E tutto il settore media – in particolare il comparto editoriale – e’ in rosso dopo la raffica di ‘downgrade’ da parte della banca d’affari Morgan Stanley . Queste le societa’ colpite: New York Times (NYT – Nyse), Tribune (TRB – Nyse), Washington Post (WPO – Nyse) e E.W. Scripps (SSP – Nyse).

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