WALL STREET CONTRASTATA, IL NASDAQ BRUCIA I GUADAGNI

29 Marzo 2007, di Redazione Wall Street Italia

Dopo l’apertura caratterizzata da solidi guadagni, i listini hanno ceduto terreno ed a meta’ seduta sono contrastati. Il Dow Jones avanza dello 0.27% a 12333, l’S&P500 dello 0.22% a 1420, il tecnologico Nasdaq cede lo 0.30% a 2409.

A spingere gli indici in avvio erano stati principalmente gli ultimi aggiornamenti economici. Nel quarto trimestre il Pil degli Usa ha registrato un rialzo del 2.5%, superiore alle attese degli analisti (+2.2). Le pressioni inflazionistiche, inoltre, non hanno mostrato alcun segnale di ripresa (l’indice dei prezzi al consumo e’ stato addirittura rivisto al ribasso dello 0.1%). Positive anche le notizie giunte dal comparto del lavoro. La scorsa settimana le nuove richieste di sussidio da parte dei disoccupati sono scese di 10 mila unita’, in controtendenza con le attese degli analisti, ai minimi livelli di oltre due mesi.

Nella giornata di ieri, le dichiarazioni del capo della Fed, Ben Bernanke, sull’ancora elevato livello di inflazione, avevano dato la stura alle vendite deludendo gran parte degli investitori che speravano in un vicino taglio ai tassi d’interesse. Dopo le vendite che hanno colpito Wall Street (tre sedute consecutive in rosso per il Dow Jones) negli ultimi giorni, i listini si sono posizionati anche per un rimbalzo tecnico data la chiara condizione di ipervenduto nel brevissimo termine.

A costituire un elemento di preoccupazione per i mercati sono gli elevate prezzi energetici. Negli ultimi minuti i futures con consegna maggio sono schizzati ad un massimo intraday di $65.50 in corrispondenza alla diffusione della notizia della morte di uno dei candidati alle elezioni presidenziali in Nigeria (Paese tra i maggiori esportatori di oro nero).

La situazione incerta tra Iran e le potenze occidentali continua a mantenere inoltre un certo nervosismo sui mercati. La cattura dei 15 marinai britannici e le ulteriori sanzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite nei confronti di Teheran sollevano non poche preoccupazioni sulla possibile sospensione delle esportazioni di petrolio.

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Sul fronte societario, focus sul comparto finanziario con Citigroup ([[C]]). La banca d’affari sembra intenzionata a raddoppiare le proprie operazioni in Cina entro la fine dell’anno.

Nel comparto hi-tech, RF Micro Devices ([[RFMD]]), societa’ produttrice di chip analogici studiati per la telefonia mobile, ha confermato le stime sui risultati del quarto trimestre, ma ha ammonito che una diminuzione del volume di ordinativi da parte di importanti clienti potrebbe influire sui risultati del prossimo trimestre. Il titolo cede oltre 9 punti percentuali.

Ha ceduto interamente i guadagni anche la rivale Altera ([[ALTR]]) dopo essere salito in avvio grazie all’annuncio di un nuovo piano di riacquisto di azioni proprie e il pagamento di un dividendo di 4 centesimi per azione.

Sugli altri mercati, sul valutario l’euro e’ in lieve rialzo nei confronti del dollaro a quota 1.3344. L’oro e’ in ribasso: i contratti sul metallo prezioso arretrano di $10 a $662.90 l’oncia. In leggero calo i titoli di Stato Usa: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ salito al 4.63%.

BORSA: WALL STREET OTTIMISTA SU ECONOMIA USA, BENE JP MORGAN/ANSA

Torna l’ottimismo a Wall Street, con il Dow Jones e lo Standard & Poor’s in positivo dopo i dati, migliori delle attese, sul prodotto interno lordo statunitense e sull’andamento della disoccupazione. Fra le azioni in rialzo si segnalano Jp Morgan (+1,2% a 48,57 dollari) e Citigroup (+56 centesimi a 51,52 dollari), grazie alle quali il sotto-indice dei bancari è il migliore all’interno dello S&P 500. L’amministratore delegato di Citigroup, Charles Prince, ha fatto sapere che la banca intende raddoppiare le filiali in Cina quest’anno raggiungendo quota 30.

Alle 18 italiane circa il Dow Jones guadagna lo 0,26% a 12.331,84 punti, mentre lo Standard & Poor’s 500 mette a segno un rialzo dello 0,21% a 1.420,16 punti. Negativo, invece, il Nasdaq, -0,12% a 2.414,30 punti.

Corrono anche i titoli della grande distribuzione, con Family Dollar in rialzo di oltre un dollaro a quota 29,37. La catena di discount ha rialzato a 1,69 dollari l’utile per azione previsto per il 2007, meglio degli 1,64 dollari previsti dagli analisti. Wal-Mart guadagna 22 centesimi a 46,86, mentre la catena di discount Target Group avanza di 21 centesimi a 60,16 dollari. Tono positivo anche per il settore delle materie prime, con Freeport-McMoran, il numero due mondiale del rame, che guadagna 1,60 dollari a 65,81 dopo il miglioramento della raccomandazione sulle azioni della società da parte di Jp Morgan.

Lone Star Technologies, che produce condotte per il gas e il petrolio, è balzata di 17,81 dollari a quota 66,26 dopo l’annuncio di un’offerta da 2,1 miliardi di dollari da parte di U.S. Steel, il leader della siderurgia statunitense. In deciso calo, invece, UnitedHealth Group: la società leader delle assicurazioni sanitarie cede il 3,8% a 52,68 dollari, attestandosi come secondo peggior titolo dell’indice S&P, dopo il peggioramento della raccomandazione sulle azioni, a ‘neutral’ dal precedente ‘buy’, da parte di Ubs.

Nonostante il rialzo del petrolio, che viaggia poco al di sotto dei 65 dollari al barile a New York, è sul fronte macroeconomico che Wall Street ha trovato ispirazione per il rimbalzo di oggi. Negli Stati Uniti il prodotto nazionale lordo é cresciuto nel quarto trimestre 2006 del 2,5%, più del 2,2% della stima precedente, che gli economisti si aspettavano venisse confermata.

Ma è soprattutto il dato sulla disoccupazione che gli operatori hanno trovato incoraggiante, specie per le prospettive dei consumi, Le richieste settimanali di sussidi sono scese di 10.000 unità a quota 308.000, meglio delle stime degli analisti che si attendevano un rialzo a 320.000 unità.