WALL STREET CONTRASTATA, GE E BOFA IN TESTA AL DOW

7 Gennaio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Il listini azionari americani hanno chiuso contrastati. Se da un lato l’S&P 500 e’ riuscito a chiudere in rialzo per la quarta seduta consecutiva, favorito dalla prova migliore del previsto nell’ultimo mese dell’anno delle societa’ di vendite al dettaglio, sul Nasdaq hanno pesato i cali dei produttori di semiconduttori.

Il Dow Jones ha chiuso in rialzo dello 0.31% a quota 10606.86 punti, mentre il Nasdaq ha ceduto lo 0.05% attestandosi a 2300.05 punti. L’S&P 500 ha invece messo a segno un progresso dello 0.4% a quota 1141.68.

A compromettere la performance delle societa’ legate alle materie prime, oggi particolarmente deboli, e limitare al contempo i guadagni, e’ stato il rafforzamento del dollaro. Di tutt’altro tenore invece la seduta dei finanziari e in particolare di Bank of America che, favorita dalla promozione a Outperform da Neutral da parte di Credit Suisse, ha chiuso in testa al Dow Jones.

Tra le altre societa’ piu’ richieste figurano sul Dow General Electric (+5%) e sull’S&P Sears Holdings e Bed Bath & Beyond Inc, che dopo aver rivisto al rialzo l’outlook sugli utili sopra le stime degli analisti si sono rese protagoniste di balzi di circa il 7.5%.

Le vendite durante il periodo delle feste natalizie sono risultate superiori alle attese per la maggior parte delle societa’ americane, che hanno cosi’ registrato un’accelerazione in Borsa.

Per i tuoi investimenti, segui il feed in tempo reale di Wall Street Italia INSIDER. Se non sei abbonato, fallo subito: costa solo 0.77 euro al giorno, provalo ora!

Il benchmark settoriale, che misura l’andamento delle 30 principali societa’ di vendite al dettaglio che compongono lo Standard & Poor’s 500, ha guadagnato l’1% circa, nel giorno in cui le vendite complessive sono aumentate dell’1.8% in media.

Da parte sua Lennar accelera di oltre il 9%, guidando i rialzi tra i costruttori di case, dopo aver annunciato di aver chiuso il trimestre in utile per la prima volta dal 2007.

Nel frattempo l’indice CBOE, misura della volatilita’ e considerato il miglior barometro della paura dei mercati, e’ scivolato sotto quota 19 per la prima volta da agosto 2008.

Sul fronte macro, non si possono considerare soddisfacenti le cifre pubblicate dal Dipartimento del Lavoro sul numero di richieste di sussidio di disoccupazione, che nella settimana conclusasi il 2 gennaio sono cresciute, anche se lievemente e meno delle attese. Ad un giorno dalla pubblicazione delle cifre riguardanti il rapporto mensile sull’occupazione, gli investitori hanno preferito mantenere un approccio improntato alla cautela.

Dalle cifre che il governo rendera’ note domani, gli economisti prevedono un incremento del numero di posti di lavoro di 15000 unita’. Se le cifre dovessero venire confermate si tratterebbe del primo rialzo negli ultimi due anni.