WALL STREET CONTRASTATA AL GIRO DI BOA

28 Agosto 2009, di Redazione Wall Street Italia

I principali indici americani si avvicinano al traguardo di meta’ seduta incerti tra denaro e lettera, con gli investitori che preferiscono vendere le azioni delle aziende i cui utili sono almeno in linea con la media generale del mercato, mentre comprano a piene mani i titoli tecnologici, dopo che Dell e Intel hanno rivisto al rialzo le stime sul fatturato.

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Ad appesantire il mercato sono sopratutto i colossi Wal-Mart Stores, AT&T e McDonald’s, che cedono almeno lo 0.5% dopo che il governo ha annunciato le cifre relative al reddito personale, rimasto invariato in luglio. Di tutt’altro tenore la prova di Dell e Intel, il maggiore produttore di semiconduttori, che fanno un balzo di oltre quattro punti percentuali sulle speculazioni di una ripresa della domanda. In denaro anche Citigroup, forte di un progresso del 3.5%.

“La gente sta prendendo in considerazione l’idea di passare dalla fase difensiva a quella offensiva”, osserva Lawrence Creatura, money manager di Federated Clover Investment Advisors. “La tattica offensiva suggerisce di vendere i titoli sicuri, le societa’ piu’ importanti e le large-cap in generale”.

A meno di grosse sorprese, i listini dovrebbero comunque chiudere in positivo per la sesta volta su sette settimane. Le notizie riguardanti la situazione macroeconomica e in particolare dei consumi sono state accolte con una certa indifferenza dagli investitori, concentrati invece sulla serie di risultati trimestrali convincenti, che hanno permesso ai listini di estendere i rialzi accumulati nella seconda parte della seduta di ieri.

I conti societari migliori del previsto di Dell, Marvell Technologies e Tiffany hanno attirato nuovi investitori interessati ad acquistare titoli azionari meno difensivi, in una seduta comunque caratterizzata da volumi particolarmente sottili.

La lettura definitiva della fiducia dei consumatori, preparata dall’Universita’ del Michigan, e’ stata superiore alle attese in agosto, anche se denota un calo rispetto al mese precedente. Le spese al consumo sono cresciute dello 0.2% a luglio, in linea con le previsioni. Gli americani hanno approfittato del programma di incentivi “cash- for-clunkers” per comprare nuove auto in luglio, tuttavia gli analisti dubitano che i consumi saranno sufficienti a portare il Paese fuori dalla recessione.

Da qualche seduta i listini stanno cercando un motivo per estendere i progressi visti di recente, con le cifre macro positive che sono gia’ prezzate in un mercato che ha fatto un balzo di circa il 55% da inizio marzo.

La maggior parte degli economisti prevede che la recessione Usa possa finire entro la fine del terzo trimestre e i dati macro in agenda oggi, reddito personale e spese al consumo di luglio, non hanno offerto che timidi segnali in questa direzione.

Notizie positive sono giunte invece in ambito di conti societari, con Dell e Tiffany che hanno battuto le attese sugli utili. Corrono anche Marvell Technologies e la francese L’Oreal, che pure hanno presentato conti superiori alle previsioni.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico il greggio scambia in progresso per la seconda seduta di fila. I futures con consegna settembre guadagnano $0.63 0 a $73.12 al barile. Sul valutario, l’euro si rafforza nei confronti del dollaro a quota $1.4352. Avanza l’oro a $957.60 l’oncia (+$10.30). Girano in positivo i prezzi dei Titoli di Stato Usa: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 3.4400% dal 3.4620% di ieri.