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WALL STREET CONTRASTATA A DUE ORE DALLA CHIUSURA

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BORSA:NEW YORK POCO MOSSA, BENE DOW JONES MA PREVALE CAUTELA

Le blue chip della borsa di New York, a metà di una seduta volatile ed altalenante, ritrovano slancio e procedono con un lieve rialzo. Sul mercato molti tornano a comprare, cercando affari dopo le forti perdite della passata settimana che hanno reso molti titoli convenienti.

Ma prevale la prudenza, e gli investitori si concentrano sui titoli più solidi per evitare il rischio, con la conseguenza che a salire è solo il Dow Jones che indicizza i titoli ad alta capitalizzazione. Alle 18,30 italiane l’indice delle blue chip viaggia a quota 12.118,34, in rialzo dello 0,04%, dopo aver guadagnato oltre lo 0,50%. Cede invece lo Standard & Poor’s, -0,28% a 1.385,35, mentre il Nasdaq lascia sul terreno lo 0,42% a 2.358,16 punti. New York è partita in netto calo, con gli investitori condizionati dai forti cali sulle piazze asiatiche e poi (con meno intensità) europee.

Dopo circa un’ora dall’inizio degli scambi a Wall Street hanno finito per prevalere, seppure per breve tempo, gli acquisti, forti anche della fiducia accordata dai mercati alla borsa di New York, vista come un’oasi di sicurezza in momenti di instabilità. E a ridare slancio agli acquisti sembra abbiano contribuito anche le quotazioni del petrolio, con il Wti statunitense in ribasso al Nymex a poco più di 60 dollari al barile: una tendenza che, se confermata (non bisogna dimenticare che molti restano preoccupati per la tensione fra l’Iran e gli Usa sul programma nucleare di Teheran) potrebbe far bene ai bilanci aziendali di molte società appesantite dagli alti costi dei carburanti.

Ma a Wall Street sembrano prevalere le preoccupazioni per le prospettive economiche degli Usa, con l’indice Ism, che misura l’attività nel settore dei servizi, in calo a febbraio a quota 54,3 (da 59,0 precedente) contro attese per una discesa più moderata a 57,1.

Gli investitori, in particolare, stanno valutando con cautela le società del settore creditizio più esposte sul fronte dei mutui, a rischio d’insolvenza con possibili ripercussioni sull’intera economia, e le vendite pesano sull’indice S&P. Countrywide Financial, il leader dei muti ipotecari negli Usa, cede oltre due dollari a 35 dollari circa, mentre American Home Mortgage Investment lascia sul terreno 2,62 dollari a 23,55. Fremont General, numero tre dei mutui, scivola del 24% a 6,66 dollari.

Acquisti, invece, sulle blue chip leader dell’indice Dow Jones, come Ibm, che guadagna oltre un dollaro a 91,91 dollari, e Hewlett-Packard (+63 centesimi a 39,30). Acquisti anche su Merck, +0,70% a 44,50 dollari, mentre cedono diversi bancari come Jp Morgan (-1,18%).