Wall Street: continua la fase di rialzi grazie agli utili dei titoli tech

19 Luglio 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – I rialzi proseguono dopo l’ultima serie di dati macro pubblicata a contrattazioni avviate. I listini azionari americani danno dunque una bella prova di tenuta, grazie al contributo dei risultati societari convincenti, in particolare nel settore tecnologico.

In chiusura lo S&P500 sale +3,73 punti (+0,27%) a 1.376,51, il Dow +34,66 punti (+0,27%) a 12.943,36 punti. Molto meglio il Nasdaq che fa segnare +23,30 punti (+0,79%) a 2.965,9 punti.

A livello di singole performance Qualcomm fa +4,26% dopo i conti, in forte progresso anche Ebay (+8,63%) e IBM (+3,77%). Morgan Stanley cede -5,29% dopo aver riportato utili per azione pari a $0,28, 4 centesimi in meno delle stime.

Nel complesso buoni i risultati giunti dal fronte degli utili societari negli Stati Uniti, che mettono in secondo piano i timori legati al rallentamento economico globale, alimentati anche dalle difficolta’ della Spagna di rifinanziarsi sul mercato primario. I tassi a dieci anni sui bond iberici sono tornati a salire sopra la soglia di pericolo del 7%, oltre la quale Grecia, Irlanda e Portogallo erano state costrette a chiedere aiuti esterni.

Dopo l’esito dell’asta a breve e medio termine di debito spagnolo e in attesa di conoscere se il parlamento tedesco dara’ la sua approvazione al piano di aiuti alle banche spagnole, l’euro si indebolisce a sotto $1,2244.

Il si appare scontato, ma sara’ un bel test politico per Agnela Merkel. L’opposizione composta da Verdi e Socialisti ha gia’ dato il suo ok al piano, ma i problemi per la Cancelliera rischiano di venire dai partiti di centro destra della sua coalizione di governo, dove le voci ‘euro scettiche’ sono in aumento.

Delle 75 società nell’indice allargato S&P500, che ad oggi hanno comunicato i risultati d’esercizio nel secondo trimestre, il 71% ha superato le attese degli analisti, l’11% ha pubblicato profitti in linea e il 17% ha fatto peggio delle previsioni. E’ meglio della media storica che dal 1994 e’ rispettivamente pari al 62%, 17% e 20%. Il fatturato delle societa’ e’ tuttavia calato in media del 4,3%.

Occhio anche ai dati macro, dopo le rilevazioni incoraggianti giunte ieri dal mercato immobiliare le vendite di case esistenti deludono, registrando un calo del 5,4%. Le richieste di sussidio di disoccupazione sono salite piu’ del previsto nell’ultima settimana, ma la media a quattro settimana, giudicata la misura piu’ precisa dell’andamento dei livelli occupazionali, e’ scesa di 1.500 unita’.

Restando in ambito economico, alle 16 sono stati diffusi anche i dati sul superindice, calato dello 0,3% in giugno, piu’ del previsto e sull’indice dell’attività manifatturiera di Philadelphia, la cui fase di contrazione e’ a sorpresa risultata superiore al mese precedente.

Il miglioramento delle prospettive per la stagione degli utili Usa in mattinata aveva portato in rialzo l’azionario asiatico e le Borse Europee. Milano positiva accelera dopo la pubblicazione dei risultati dell’asta spagnola e l’allentamento della tensione sui BTP.

Sul fronte delle notizie societarie, EBay in forte rialzo dopo aver annunciato un aumento del fatturato +23% a $3,4 miliardi nel secondo trimestre, oltre i $3,36 attesi dagli analisti. Utili per $0,56 per azione.

Su anche IBM, che ha rivisto al rialzo le stime sugli utili da $15,00 a $15,10 per azione nel 2012. Non va dimenticato che a mercati chiusi riporteranno i conti colossi dell’universo hi-tech come Google, Microsoft e AMD.

Morgan Stanley annuncia invece un calo degli utili -50% nel secondo trimestre, a $591 milioni, rispetto a $1,19 miliardi dello stesso periodo lo scorso anno, a causa delle perdite legate al trading su azioni e obbligazioni.

In ambito valutario, l’euro a $1,2279, scendendo sotto quota $1,23, che aveva superato qualche ora fa. Dollaro/yen a JPY 78,56, euro/yen a JPY 96,48.

Per terminare la panoramica sui mercati, riguardo alle commodities, i futures sul petrolio a quota $92,66 al barile, mentre le quotazioni dell’oro a $1.580,40 l’oncia. Quanto ai Treasury, la tendenza si inverte, con i rendimenti a 10 anni che dopo un avvio in progresso ora scambiano all’1,508%.