Wall Street: chiusura piatta, in recupero dopo i cali iniziali

4 Gennaio 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Seduta piatta per Wall Street che recupera dopo i cali iniziali. Gli investitori rimangono delusi dagli ultimi dati sugli ordinativi all’industria, da dove si sperava potessero giungere segnali di ripresa dell’economia statunitense. Vengono tuttavia incoraggiati dalle vendite d’auto e al dettaglio.

In chiusura il Nasdaq cede 0,36 punti (-0,01%) a 2.648,36, l’S&P500 avanza di 0,24 punti (+0,02%) a 1.277,3, mentre il Dow Jones sale di 21,04 punti (+0,17%) a 12.418,42.

In rialzo le principali commodities, con l’indice S&P GSCI che guadagna lo 0,5% grazie al balzo degli energetici.

In apprezzamento il dollaro americano, contro 13 delle principali 16 valute di riferimento. L’euro continua a perdere terreno. In calo la correlazione a 50 giorni tra la moneta unica e l’indice Usa S&P500, raggiunge 0,22, i minimi da metà settembre.

Il paniere delle blue chip scende dal top di luglio toccato ieri: a influire negativamente e’ l’aumento di capitale a prezzo scontato di Unicredit, evento che mette sotto pressione anche le altre banche. Si teme che gli istituti di credito europei debbano raccogliere nuovo capitale. L’euro si indebolisce e il rame subisce un deprezzamento.

Sul fronte macro i dati sugli ordini all’industria di novembre sono risultati inferiori alle stime.

Il primo appuntamento del 2012 con l’emissione di bond in Europa ha deluso: l’asta della Germania non ha entusiasmato, anche se la domanda di €5,14 miliardi ha superato i €5 miliardi che Berlino si proponeva di raccogliere. Nuovo intervento della Bundesbank, la banca centrale tedesca, che ha piazzato direttamente solo €4 miliardi di Bund, trattenendo €1 miliardo che collocherà successivamente e progressivamente sul mercato secondario.

Tra i titoli societari, in calo Chevron, dopo che la società petrolifera ha perso l’appello in Ecuador contro un caso di perdita di greggio. Confermata la condanna inflitta: Chevron dovra’ pagare i danni per aver inquinato la foresta amazzonica ecuadoriana.

Eastman Kodak Co, intanto, potrebbe essere cacciata dal New York Stock Exchange in caso non riesca entro i prossimi 6 mesi a portare in rialzo il prezzo del titolo.

Exxon Mobil sarebbe in trattative per vendere gran parte del suo 50% in TonenGeneral Sekiyu KK più altri asset in Giappone, un accordo del valore di circa $5 miliardi.

Nel valutario, l’euro si indebolisce nei confronti del dollaro, e al momento scende a quota $1,2942; nei confronti del franco svizzero la moneta unica sale a CHF 1,2184, mentre contro lo yen si trova a JPY 99,27.

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio sono a quota $103,22 al barile, mentre le quotazioni dell’oro si attestano a $1.612,70 l’oncia.