WALL STREET: CHIUSURA IN NEGATIVO, DOW -2,39%

7 Settembre 2001, di Redazione Wall Street Italia

Wall Street chiude in rosso dopo l’inaspettato dato negativo sul tasso di disoccupazione.

Il Nasdaq e’ in calo del 31% dall’inizio dell’anno e del 67% dai massimi del marzo 2000. Il Dow Jones e’ in ribasso dell’11% dal gennaio 2001 e del 18% dai massimi registrati nel gennaio 2000. L’indice delle blue chip e’ minimi del marzo scorso.

Il Nasdaq ha chiuso a 1.687,68 (-1,05%)
Il Dow Jones a 9.605,85 (-2,39%)
L’S&P 500 a 1.085,78 (-1,86%%)

Questa mattina il VIX (VIX – CBOE), indice di volatilita’ sul mercato delle opzioni, ha segnato il livello piu’ alto dai primi di maggio a 33,59.

Il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti in agosto si e’ attestato al 4,9%, mentre il numero dei posti di lavoro persi nel settore non agricolo e’ stato di 113.000; lo ha comunicato questa mattina il dipartimento del Lavoro USA.

Si tratta del valore piu’ alto dal settembre 1997.

Un sondaggio condotto dall’agenzia di stampa Dow Jones insieme al canale televisivo finanziario CNBC tra gli economisti di Wall Street aveva previsto una crescita del dato al 4,7%. Gli economisti si attendevano anche 40.000 posti di lavoro persi.

Interessanti anche i dati rivisti di luglio. Mentre il tasso di disoccupazione e’ stato lasciato invariato al 4,5%, il numero di posti di lavoro e’ stato rivisto al rialzo: da -42.000 a +13.000.

Analisti ancora pessimisti sulle capacita’ di Intel (INTC – Nasdaq) di raggiungere gli obiettivi di bilancio per il terzo trimestre fiscale, nonostante giovedi’ sera la societa’ abbia sostanzialmente lasciato inalterate le proprie stime.

Il colosso dei chip ha confermato, infatti, che le vendite relative al terzo trimestre dell’anno si attesteranno appena al di sotto del punto medio del range precedentemente annunciato, compreso tra $6,2 miliardi e $6,8 miliardi.

Di poco al di sotto del range iniziale anche il margine operativo lordo, che si dovrebbe attestare al 47%.

Andy Bryant, responsabile finanziario di Intel, ha sottolineato che nei mesi di agosto e luglio la societa’ ha registrato performance al di sopra delle aspettative, anche se quello che termina in settembre rimane comunque “un trimestre critico”.

Ma gli analisti hanno prestato particolare attenzione all’intero comunicato, cercando di analizzare la vera situazione del gigante americano.

“Anche se Intel ha mantenuto le previsioni nel range prestabilito, continuiamo a credere che quel che rimane del terzo trimestre sia a rischio e che nel quarto la societa’ registrera’ una crescita piu’ piatta della norma, circa il 10% invece del 15%-19%”, ha commentato Charlie Glavin di Credit Suisse First Boston, che ha lasciato invariate le stime per il terzo trimestre a $6.27 miliardi di fatturato e 9 centesimi di utili, mantenendo comunque un rating ‘hold’ sul titolo, considerandolo sopravvalutato.

Lehman Brothers ha ridotto le stime sul prodotto interno lordo americano. In particolare, la banca d’affari prevede che il PIL cresca dell’1% nel terzo trimestre e del 2% nel quarto, contro il 2% e 3% previsto precedentemente.

Lehman, inoltre, ha detto di attendersi un taglio di 50 punti base nella riunione della Fed il prossimo 2 ottobre.

Anche Peter Hooper, capo economista presso Deutsche Banc Alex. Brown, ha previsto ulteriori tagli da parte della Fed, alla luce della debolezza dei dati sull’occupazione. Hooper stima un taglio di 50 punti base entro la riunione del prossimo 2 ottobre.

Infine, per JP Morgan Chase i dati relativi all’ occupazione rischiano di reprimere la fiducia dei consumatori e rendono probabile un taglio dei tassi di un quarto di punto prima del 2 ottobre.

Secondo un sondaggio condotto oggi da Dow Jones/CNBC su 24 primary dealer intervistati, ben 19 sono convinti che il 2 ottobre la Fed ridurra’ i tassi al 3,25% dall’attuale 3,50%.

Secondo il sondaggio, nella riunione successiva del 6 novembre, 12 dealer si aspettano un ulteriore e definitivo taglio di un quarto di punto.

Altri 8 investitori istituzionali intervistati prevedono una riduzione ancora piu’ forte, che portera’ i tassi al 2,75% entro la fine dell’anno.

Sui listini in generale, hanno mostrato una tendenza al rialzo i settori assicurativo, oro e semiconduttori.

In ribasso, invece, i settori bancario, brokeraggio, edilizio, intrattenimento, grande distribuzione, difesa, biotech e automobilistico.

VEDI QUALI SONO I TITOLI DI RILIEVO CHE HANNO MOSSO I MERCATI:



WALL STREET: I TITOLI CHIAVE DEL 7 SETTEMBRE