WALL STREET: CHIUSURA FIACCA, DOMINA CAUTELA

18 Settembre 2001, di Redazione Wall Street Italia

I mercati USA chiudono tutti in deciso ribasso una seduta caratterizzata da volatilita’ e modesti volumi di scambio, giustificabili con la cautela degli investitori e in parte con l’assenza dalle contrattazioni di molti trader per le feste ebraiche del Rosh Hashanah.

La seduta, che era iniziata sotto il segno dell’ottimismo dopo i forti ribassi di lunedi’, ha cambiato direzione solo nell’ultima ora di contrattazioni trascinata in negativo dalle pessime perfomance del Nasdaq.

Verificare chiusure ufficiali indici in prima pagina.

“Gli investitori, sia piccoli che grandi, non vogliono rischiare e continuano a mantenersi cauti – ha detto Peter Gottlieb, portfolio manager presso First Albany Asset Management – Nessuno ancora vuole prevedere quale sara’ la reazione dei mercati ad un possibile attacco USA”.

Molte delle vendite – sottolineano gli analisti – provengono dagli investitori istituzionali ed in particolare dai fondi d’investimento, visto che fra i gestori la preoccupazione principale sembra essere mantenere una certa soglia di liquidita’.

A reagire inversamente al mercato e’ stato oggi il settore delle linee aeree, protagonista di un massiccio tonfo nella seduta di lunedi’. Il comparto beneficia della decisione del governo Bush di approvare alcune misure straordinarie per il sostentamento delle compagnie aeree, molte delle quali si trovano ora in condizioni di instabilita’ finanziaria.

Sul mercato, unica pecora nera del settore e’ stata Continental che, dopo aver annunciato la settimana scorsa il prossimo licenziamento di 12.000 persone, sembra ora essere vicina alla bancarotta.

Sul Dow Jones ha pesato in particolare la performance negativa del colosso finanziario American Express che, nella tarda serata di lunedi’, ha lanciato un ‘profit warning’ sul terzo trimestre sostenendo che l’impatto dell’attentato alle torri gemelle influira’ negativamente su utili e fatturato.

Robert Napoli di ABN Amro sottolinea infatti come un terzo delle spese sulle carte di credito di American Express sia per voli aerei, mentre circa il 10% del fatturato totale derivi proprio dal settore del trasporto aereo, uno dei piu’ influenzati dagli attacchi terroristici.

Secondo Barton Biggs, chief global strategist di Morgan Stanley, “e’ ancora troppo presto per fare speculazioni su quale sara’ la direzione che i mercati intraprenderanno nel lungo termine”.

Nonostante le performance degli utlimi due giorni di contrattazioni, per ora Biggs rimane ottimista sul settore high tech e consiglia di mantenere le proprie posizioni aspettandosi una ripresa nel vicino futuro.

L’analista aggiunge poi che gli attentati negli Stati Uniti – accaduti proprio una settimana fa – “non hanno cambiato il panorama di lungo periodo per l’economia mondiale e quella americana in particolare”.

E sull’economia americana rimane cauto Richard Berner, chief economist di Morgan Stanley Dean Witter. L’economista ritiene che l’economia USA possa “risentire del probabile shock in tre aree: le spese delle famiglie americane, la fiducia nel settore business e l’andamento del commercio con l’estero”.

Berner aggiunge poi che la tensione potrebbe aumentare e portare ad un aumento ulteriore del prezzo del greggio, ma anche di quello di altre fonti energetiche come i gas naturali.

“Per ora il mercato azionario ha gia’ assorbito una quantita’ massiccia di notizie negative – ha detto l’economista – Non ci resta che attendere gli indicatori macroeconomici dei prossimi giorni.”

E proprio domani, mercoledi’, verranno diffusi i dati sul deficit della bilancia commerciale USA, mentre giovedi’ avremo i dati sulle nuove case, sui sussidi di disoccupazione e sull’attivita’ economica calcolata dalla Federal Reserve Bank di Filadelfia.

“Tragico dirlo – ha concluso Berner – una ripresa si potra’ vedere dopo un attacco deciso degli USA”.

Su questo argomento e’ intervenuto nel pomeriggio il segretario alla Difesa Donald Rumsfeld, che fa sapere che “l’azione degli Stati Uniti non sara’ di breve durata, ma lunga e laboriosa”.

“Abbiamo due scelte di fronte a noi, cambiare il modo in cui viviamo o cambiare quello in cui vivono i gruppi terroristici – ha detto Rumsfeld – La prima scelta e’ inaccettabile, mentre per la seconda abbiamo l’appoggio di molti altri paesi”.