Wall Street: chiusura a -3% suggerisce spirale negativa

22 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Prosegue in pesante ribasso la seduta per l’azionario americano, che viene travolto dal selloff generale visto anche nelle altre piazze finanziarie mondiale. Lo spauracchio numero uno si chiama recessione, dopo la delusione per i dati macro in Cina ed Europa e dopo le previsioni negative della Fed sull’economia americana.

In chiusura l’indice S&P500 cede 37,2 punti (-3,19%) a 1.129,56, il Dow lascia sul campo 391,01 punti (-3,51%) a 10.733,83, mentre il Nasdaq 82,52 (-3,25%) a 2.455,67. E’ la quarta seduta negativa consecutiva e ora si prospetta la peggiore settimana in oltre due anni e mezzo. Tra i settori si fanno particolarmente accentuati i cali dei big del bancario, su cui grava la decisione di Moody’s di abbassare il rating sul debito per i principali istituti.

All’indomani dell’annuncio della Fed, la seduta si prospetta molto nera, sulla scia anche del pessimo andamento dell’azionario europeo. Non hanno un particolare impatto gli ultimi dati sul mercato del lavoro Usa.

Da segnalare che la vigilia Wall Street ha sofferto la perdita piu’ pesante in un mese. I rendimenti dei titoli a dieci anni raggiungono l’1,718%, un record negativo, indice dell’incremento dell’avversione al rischio.

I numeri sull’attivita’ manifatturiera in Cina ed Europa hanno contribuito a peggiorare uno scenario gia’ reso fosco dall’annuncio della Fed di un nuovo programma da $400 miliardi. L’obiettivo e’ riequilibrare il proprio bilancio vendendo titoli a medio-breve termine e acquistando Treasuries a lunga scadenza. I mercati se lo aspettavano e non hanno accolto con favore le parole proferite dal numero uno dell’istituto.

Ben Bernanke ha parlato di “rischi significativi di ribasso” per la congiuntura. Arriva poi anche l’alert di George Soros, secondo cui gli Stati Uniti sarebbero già in recessione. L’investitore miliardario ha parlato anche dell’Europa, affermando che due o tre piccole economie europee potrebbero anche cadere in default.

Il direttore generale del FMI, Christine Lagarde, ha avvisato che “La lentezza nelle riforme del sistema finanziario sta creando incertezza negli investitori”. Intervenuta a Washington, dove stanno per aprirsi i lavori del G20 finanziario, Lagarde ha precisato che e’ fondamentale “che le banche siano ricapitalizzate in modo appropriato” e servono “misure solide e ben ancorate per rimettere in sesto i conti pubblici nei paesi sviluppati”.

Altro market mover della giornata, la decisione di Moody’s di rivedere al ribasso i rating sul debito di Bank of America, Wells Fargo e Citigroup.

In calendario oggi prevedeva alcuni dati economici importanti tra cui le richieste dei sussidi, che hanno fatto il punto della situazione sul mercato del lavoro in attesa di conoscere il report mensile occupazionale, in calendario domani. Le domande di indennita’ sono calate di 9.000 unita’ la settimana scorsa, facendo tuttavia peggio delle previsioni. La media mobile a un mese e’ invece salita.

La forte avversione al rischio è confermata sul mercato valutario dall’euro, che sfonda al ribasso quota $1,35 e chiude a $1,3460. La moneta unica è piatta contro il franco svizzero a CHF 1,2223 e scende contro lo yen a JPY 102,68.

I futures sul petrolio perdono parecchio terreno e si attestano a $80,51, mentre le quotazioni dell’oro a $1.741,7. Il rame perde e raggiunge $3,488.