WALL STREET CHIUDE SUI MINIMI, SELL SU ENERGIA

12 Novembre 2009, di Redazione Wall Street Italia

Gli indici azionari americani hanno chiuso la seduta di borsa in prossimita’ dei minimi giornalieri, appesantiti dal ritracciamento del comparto dell’energia, risultato tra i peggiori settori dopo che le scorte di petrolio hanno confermato un calo della domanda per prodotti energetici. Il Dow Jones ha ceduto lo 0.91% a 10197, l’S&P500 l’1.03% a 1087, il Nasdaq e’ arretrato dello 0.83% a 2149. Il recupero del dollaro ha inoltre annullato l’interesse per le materie prime e le notizie incoraggianti giunte dai fronti macro e societario non sono state sufficienti a limitare le perdite.

Il calo del petrolio (-3% a $76.94 al barile), risultante dall’incremento delle scorte settimanali, ha cosi’ avuto l’effetto di trascinare al ribasso tutti i titoli energetici, oscurando il calo delle richieste di sussidio da parte dei senza lavoro americani, scese ai minimi di gennaio. I due colossi Chevron ed Exxon Mobil hanno perso piu’ dell‘1.5%. A passare in secondo piano sono state anche le notizie provenienti dal settore hi-tech.

La societa’ di semiconduttori AMD ha guadagnato il 21%, dopo aver ricevuto dall’acerrima rivale Intel un pagamento da $1.25 miliardi per la risoluzione di alcuni contenziosi legali. L’azienda ha anche annunciato che il prossimo anno gli utili della divisione chiave specializzata nel design di chip cresceranno nuovamente. Sempre nel settore delle tecnologie, in rally 3Com, avanzata di oltre il 31%, dopo che Hewlett-Packard ha messo sul piatto $2.7 miliardi in contanti per aggiudicarsi la produttrice di apparecchiature di Rete.

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In ambito di conti trimestrali, le cifre del colosso delle vendite al dettaglio Wal-Mart e della produttrice di semiconduttori Applied Materials sono state superiori alle attese e le due societa’ hanno emesso una guidance superiore alla stima precedente. Tuttavia le previsioni del gigante retail per la stagione delle festivita’ non hanno soddisfatto a pieno gli operatori, preoccupati dal fatto che le famiglie americane, ancora alle prese con l’elevato tasso di disoccupazione e il continuo deprezzamento degli immobili, tenderanno a contenere le spese nell’ultima parte dell’anno.

Dopo che i profitti aziendali sono scivolati per una serie record di nove trimestri consecutivi, sinora l’80% delle societa’ componenti il paniere allargato ha riportato utili superiori alle stime degli analisti per il periodo compreso tra luglio e settembre. Si tratta della percentuale piu’ alta dal 1993.

Frank Ingrana, portfolio manager di Hennessy Funds, ha affermato che l’azionario ha bisogno di una pausa dopo i guadagni dell’ultima settimana. Il Dow Jones e l’S&P500 hanno chiuso ai massimi di 13 mesi lo scorso mercoledi’. “I volumi scambiati sono piuttosto contenuti, sembra che il mecato stia puntando ad una fase di consolidamento”.

Sugli altri mercati, sul valutario, in netta flessione l’euro nei confronti del dollaro. Nella tarda serata di giovedi’ a New York il cambio tra le due valute e’ pari a 1.4841. In ribasso l’oro: i futures con scadenza dicembre sono arretrati di $8.00 a quota $1106.50 l’oncia. In progresso i Titoli di Stato Usa: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 3.4460% dal 3.4740%.