WALL STREET CHIUDE IN ROSSO SETTIMANA NERA

16 Marzo 2001, di Redazione Wall Street Italia

Al termine della giornata di contrattazioni sulle borse USA entrambi gli indici segnano perdite superiori al 2%. Il Dow Jones chiude sotto la soglia psicologica dei 9.900 punti, il Nasdaq sotto quella dei 1.900 punti.

Si e’ chiusa cosi’ una settimana molto travagliata per gli indici, entrambi in perdita di oltre il 7% rispetto allo scorso venerdi’.

L’indice delle Blue Chips americane mercoledi’ e’ sceso sotto la soglia psicologica dei 10.000 punti, facendo segnare a 9.973,47 il nuovo minimo di chiusura dall’ottobre 2000.

Ancora peggio e’ andata al Nasdaq, che durante la settimana ha perso quota 2.000, toccando il nuovo minimo dal novembre 1998.

Il Nasdaq ha chiuso a 1.890,91 (-2,57%), il Dow Jones ha chiuso a 9.823,41 (-2,07%), l’S&P 500 a 1.150,53 (-1,96%) e il Russell 2000 a 441,80 (-2,29%).

Il ribasso di oggi e’ partito dall’ennesimo rimbalzo negativo dei titoli tecnologici, appesantiti da una nuova raffica di ‘profit warning’.

Questa volta a rividere al ribasso le stime sono stati il gigante dei computer Compaq (CPQ – Nyse), la mega-software house Oracle (ORCL – Nasdaq) e la societa’ leader nel settore dei servizi di Information Technology Computer Scienses (CSC – Nyse).

Tra i titoli trascinati in basso dai ‘profit warning’ soprattutto due competitori di Oracle, i2 Technologies (ITWO – Nasdaq) (-2%) e Ariba (ARBA – Nasdaq) (-5%).

Molti analisti pero’ concordano nel rilevare che le notizie di Compaq, Oracle e Computer Sciences hanno avuto ripercussioni piu’ ampie del dovuto, essendo giunte in un quadro di incertezza e pessimismo.

Ad amplificare le perdite ha contribuito l’alto volume di scambi, dovuto al cosidetto ‘triple witching’, la scadenza contemporanea di futures, opzioni e opzioni sui futures.

Decisivo inoltre l’atteggiamento di molti investitori, incerti sia sulle prospettive dell’economia USA, sia sulle prossime mosse della Federal Reserve Bank in materia di tassi d’interesse dopo la diffusione in mattinata di quattro dati macroeconomici.

Se la produzione industriale e’ risultata in continuo calo e i prezzi alla produzione hanno dato chiari segnali di raffreddamento, la costruzione di nuove case e il ‘Michigan sentiment’ hanno dimostrato che la fiducia degli americani e’ ancora solida.

Tutti i dati sono riferiti al mese di febbraio, tranne quello del ‘Michigan sentiment’, relativo alla prima meta’ di marzo.

Un’economia debole farebbe supporre un intervento aggressivo sui tassi, mentre una fiducia dei consumatori in buona salute farebbe pensare ad una maggiore prudenza da parte dela Fed.

La maggior parte degli analisti di mercato si attende un taglio di 0,50 punti dei tassi d’interesse, ma sono in molti a puntare su un taglio di 0,75 punti, data la debacle’ settimanale dei mercati borsistici.

Art Hogan, chief market strategist per Jefferies & Co., ritiene che “un taglio di mezzo punto percentuale e’ un consenso credibile. Sfortunatamente negli ultimi 5 o 6 giorni di contrattazioni tumultuose ci siamo detti a vicenda che per la Fed ha importanza quello che succede ai titoli azionari, mentre non e’ vero”.

Secondo Linda Jay, trader sul floor del Nyse per RPM Specialist, “oggi e’ stato un giorno di alti e bassi, dato che tutti erano preoccupati circa le mosse della Fed. La maggior parte dei trader e degli investitori non vogliono arrivare al week end che precede il meeting del FOMC con posizioni larghe aperte”.

Il Federal Open Market Committee e’ l’organo della Fed che decide in materia di politica monetaria, in programma per martedi’ prossimo.

Di fronte a queste incertezze molti piccoli investitori hanno preferito ritirarsi dal mercato e aspettare il ritorno del bel tempo in campo economico.

Come ha rilevato oggi Joe Liro, equity startegist per Stone & McCarthy Research Associates, “il fatto che non si riesca ad avere altro che patetici rimbalzi nonostante il grosso quantitativo di ipervenduto, ci dice che non c’e’ proprio nulla che riesca ad attirare i compratori”.

Liro aggiunge che “molti titoli high tech probabilmente non risaliranno cosi’ velocemente come ci attendavamo, specialmente se l’Europa e l’Asia cominciano ad entrare in crisi”.

Sui listini in generale hanno mostrato una tendenza al rialzo il settore petrolifero, cartario, chimico, bevande, tabacco, alberghiero, controllo dell’inquinamento.

In calo invece il settore infrastrutture per le comunicazioni, assistenza medica, grande disrtibuzione abbigliamento, semiconduttori, biotecnologico, ferroviario, oro.

Tra i titoli che oggi hanno strappato rialzi d’eccezione sulle borse americane:

1) Delcath Systems (DCTHU – Nasdaq) – +27,27%;
2) Ivax Diagnostics (IVD – Amex) – +23,67%;
3) Triple S Plastics (TSSS – Nasdaq) – +22,35%;
4) Online Resources & Comm (ORCC – Nasdaq) – +19,40%;
5) ILX Resorts (ILX – Amez) – +18,37%.

I ribassi si sono invece particolarmente accaniti contro:

1) Nuance Communications (NUAN – Nasdaq) – -45,77%;
2) SpeechWorks (SPWX – Nasdaq) – -41,62%;
3) Computer Sciences (CSC – Nyse) – -39,37%;
4) Diacrin (DCRN – Nasdaq) – -36,00%;
5) Supergen (SUPGZ – Nyse) – -33,33%.

Tra i principali titoli in movimento quest’oggi a Wall Street:

Nel settore del software:

Il titolo Oracle (ORCL – Nasdaq) ha perso oltre il 4,5%, dopo aver chiuso la seduta di ieri in calo di oltre l’8%. La societa’ di software ha presentato nella serata di ieri utili per il primo trimestre in linea con le aspettative. Solo all’inizio del mese, Oracle aveva ridotto le proprie stime sugli utili.
(Vedi Utili: Oracle in linea con le attese)

Il titolo Adobe Systems (ADBE – Nasdaq) ha chiuso in rialzo del 14,5%. La societa’ di software ha chiuso il primo trimestre con utili pari a 33 centesimi per azione, ben al di sopra dei 28 centesimi stimati dagli analisti di Wall Street. La softwarehouse ha inoltre annunciato un programma di riacquisto di 5 milioni di azioni.

Il titolo Computer Science Corporation (CSC – Nyse), ha chiuso con una flessione del 39,5%, dopo che la societa’ californiana ha annunciato un profit warning per il suo quarto trimestre fiscale e un piano di licenziamenti per circa 700-900 unita’. CSC prevede di chiudere il trimestre con un utile per azione compreso tra 35 e 37 centesimi per azione, contro un’aspettativa degli analisti pari a 92 centesimi per azione.

Nel settore dei personal computer:

Il titolo Compaq Computer (CPQ – Nasdaq) ha chiuso in ribasso di quasi il 3%. Nella tarda serata di ieri la societa’ ha lanciato un profit warning. La societa’, uno dei primi produttori di personal computer al mondo, prevede adesso di chiudere i primi tre mesi del 2001 con un utile compreso tra 12 e 14 centesimi per azione. Gli analisti di Wall Street si attendevano un utile pari a 18 centesimi per azione.
(Vedi Utili: Compaq, ‘profit warning’ su 1° trim.)