WALL STREET CHIUDE IN ROSSO CON LE BANCHE

12 Gennaio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Chiusura in calo per i listini azionari americani, la prima nel nuovo anno per lo Standard & Poor’s 500. Il Dow Jones ha chiuso in ribasso dello 0.34% a 10627,26 punti, il Nasdaq dell’1.3% a 2282,31, mentre l’indice allargato ha ceduto lo 0.94% in area 1136,22 punti.

A tormentare gli investitori e’ stata la partenza in sordina della stagione delle trimestrali e le indicazioni arrivate dalla Cina, secondo cui Pechino avrebbe intenzione di imporre misure per raffreddare l’espansione rapida dell’economia nazionale.

Ai ribassi dell’azionario corrisponde un calo dei rendimenti del benchmark decennale del Tesoro. Un discorso a parte merita la situazione della Grecia, dove i bond sono crollati in seguito alla notizia diffusa dalla Commissione UE secondo cui i calcoli per misurare il maggior deficit tra i Paesi del blocco europeo non possono essere giudicati attendibili.

Tra i singoli settori la lettera si abbatte con una certa insistenza sui finanziari, colpiti dalla conferma delle voci secondo cui Obama avrebbe intenzione di tassare gli istituti per recuperare parte dei soldi investiti nel piano di salvataggio del settore. Bank of America, Citigroup e JP Morgan subiscono cali pari compresi tra il 2% e il 3%. L’indice settoriale XLF ha lasciato sul campo oltre l’1.5%.

Sui petroliferi si fa sentire il calo del 2% delle quotazioni del petrolio. Per il greggio, afflitto dalle previsioni per un inverno piu’ mite del previsto e dai timori circa un indebolimento della domanda proveniente dalla Cina, si tratta della seconda seduta di fila in rosso.

Sul Dow guidano i ribassi il gigante dell’alluminio Alcoa, che ieri pomeriggio a mercati chiusi ha dato il via alla stagione dei risultati con un utile aggiustato inferiore alle stime, e l’azienda petrolifera Chevron, che da parte sua ha anticipato risultati trimestrali di gran lunga inferiori a quelli dei tre mesi precedenti.

Male anche Electronic Arts, che ha abbassato le previsioni sul 2010, e KH Home, i cui titoli hanno imboccato la strada dei ribassi dolo la pubblicazione dei conti trimestrali, che hannovisto una flessione dei ricavi per il costruttore di case.

Di tutt’altro tenore la prova di Procter & Gamble, la cui seduta ha preso una piega positiva dopo che Bank of America/Merrill Lynch ha promosso le azioni a Buy.

In ambito macroeconomico, il deficit della bilancia commerciale si e’ allargato piu’ delle attese in novembre. Sui dati ha influito negativamente l’incremento delle importazioni, in particolare quelle di petrolio, che hanno oscurato la sesta crescita mensile consecutiva delle esportazioni.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico in calo le quotazioni del greggio. I futures con consegna febbraio cedono $1.79 attestandosi a quota $80.63 al barile. Sul valutario, l’euro si indebolisce a $1.4494 nei confronti del dollaro. In contrazione i prezzi dell’oro a $1128.90 l’oncia (-$21.80). Avanzano i prezzi dei Titoli di Stato, con il rendimento sul benchmark decennale che e’ sceso al 3.7320% dal 3.8220% di ieri.