Wall Street chiude in ribasso dopo il nulla di fatto Fed

13 Dicembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Wall Street in calo per il secondo giorno di fila, dopo che dalla Federal Reserve non arrivano segnali di nuovi stimoli per aiutare l’economia Usa a contrastare gli effetti negativi derivanti dalla crisi del debito in Europa.

In chiusura l’indice S&P500 cede 10,74 punti (-0,87%) a 1.225,73, il Nasdaq 32,99 (-1,26%) a 2.579,27, mentre il Dow 66,45 punti (-0,55%) a 11.954,94 punti.

La Fed parla di turbolenza nei mercati finanziari, che pone a rischio la crescita economica globale. Riconosce che l’economia Usa sta reggendo piuttosto bene ma che il mercato immobiliare e del lavoro rimangono ancora in una fase negativa.

La banca centrale Usa tiene dunque aperte le porte per ulteriori stimoli monetari il prossimo anno, proprio come fatto nel precedente meeting.

Ma secondo il 64% degli analisti interpellati da Bloomberg ci sara’ un cambiamento nella strategia di politica monetaria entro gennaio del 2012.

Le commodity riescono a rimbalzare, ma i rialzi si dimezzano dopo l’avvertimento lanciato da Fitch a tre paesi dell’Est europeo e dopo le parole proncunciate da Angela Merkel.

Il cancelliere tedesco si rifiuta di alzare i limiti ai fondi di finanziamento del meccanismo di salvataggio ESM, secondo quanto riferito a Reuters da fonti interne alla coalizione di governo della Germania. Intanto l’agenzia di rating Fitch ha avvisato che potrebbe ridurre il giudizio sul credito di tre paesi dell’Est: Lituania, Repubblica Ceca e Bulgaria.

Dall’Europa arrivano dei segnali di inversione di rotta sotto il profilo politico e fiscale, ma vengono giudicati ancora insufficienti per contrastare la crisi del debito che ormai ha contagiato l’area core dell’Eurozona.

Gli investitori preferiscono rimanere cauti, considerando anche le parole delle agenzie di rating che, dopo aver minacciato della possibilità di downgrade nell’eurozona la scorsa settimana, hanno di recente avvertito di non aver apprezzato (ai fini del merito di credito) quanto concordato nell’ultimo summit.

Intanto sugli altri mercati i prezzi del petrolio sono schizzati al rialzo, dopo che l’Iran ha annunciato la chiusura alle petroliere dello stretto di Hormuz, dove passa un quinto del greggio prodotto in tutto il mondo.

Htc, il quarto più grande produttore di smartphone al mondo, annuncia di aver fatto causa all’unità di Taiwan di Citigroup, con l’accusa di aver pubblicato false informazioni che hanno portato il titolo in calo.

Dal fronte economico degli Stati Uniti, i dati sulle vendite al dettaglio hanno deluso le attese. Il rialzo dello 0,2% e’ inferiore al +0,6% previsto ed e’ l’incremento piu’ contenuto degli ultimi cinque mese.

Sul fronte valutario, l’euro perde velocemente terreno, e sfonda al ribasso anche la soglia a quota $1,31, scendendo a quota $1,3029. La moneta unica cede anche contro il franco svizzero a CHF 1,2324, mentre contro lo yen a JPY 101,64.

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio registrano un rialzo (erano arrivati a salire fino a +3%) a $100,14 al barile, mentre le quotazioni dell’oro arretrano a $1.663,10 l’oncia.

Quanto ai Treasuries, i rendimenti sono in crescita si 2,3 punti base al 1,965%.