Wall Street chiude in rialzo su scia Europa, S&P rovina la festa

5 Dicembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Wall Street ha chiuso la giornata di contrattazioni in rialzo ma limando i guadagni a fine giornata dopo la diffusione di una news che preannuncia la possibile perdita della tripla A da parte dei migliori paesi europei, compresi Germania e Francia.

Dopo esere salito 167 punti, il Dow Jones Industrial Average (DJIA) ha dimezzato il rialzo chiudendo alla fine in crescita di i 78 punti (+0.65%) con 22 delle 30 blue chips in positivo. Lo S&P 500 (SPX) ha chiuso a +1.03%, con i finanziari in testa. E il Nasdaq Composite ha messo segno un guadagno di +1.10%.

Bloomberg ha scritto che Germania e Francia potrebbero perdere il rating AAA, tutto dipendera’ da come andra’ a finire il summit dell’Unione Europea venerdi’ 9 dicembre. “La volatilita’ non va via dal mercato, ancora dobbiamo avere un piano chiaro e definitivo per l’Europa”, ha detto Marc Pado, U.S. market strategist di Cantor Fitzgerald, a New York.

Il Vecchio Continente continua a confermarsi principale market mover della sessione dell’azionario americano, che snobba apparentemente i due dati arrivati dal fronte economico: precisamente, L’Ism servizi, che si è attestato al minimo in quasi due anni, e gli ordinativi alle fabbriche, che sono scesi a ottobre dello 0,4%, in linea con le attese.

Passate le 17 ora italiana, lo S&P 500 sale di 19,44 punti (+1,56%) a quota 1.263,72 punti, mentre il Dow Jones sale dell’1,25%, a quota 12.170,33 punti. In crescita anche lo S&P 500, che avanza di 41,11 punti (+1,56%), a 2.668,04.

L’attenzione degli operatori è incentrata sulla volontà mostrata dall’Europa e dall’Italia in particolare di superare lo scoglio dei debiti. Riflettori puntati dunque sulla manovra di Mario Monti e sull’accordo raggiunto nel primo pomeriggio europeo da Francia e Germania, in previsione del cruciale summit del Consiglio europeo, che si svolgerà il 9 dicembre. In realtà Sarkozy si è piegato al volere della cancelliera tedesca Angela Merkel, dicendo no agli eurobond: la notizia confortante tuttavia è che entrambi i leader hanno dichiarato di volere un nuovo trattato.

Intanto a Wall Street, così come in tutte le piazze europee, volano i finanziari: Bank of America +4%, JPM +4,39%, Morgan Stanley +4,5%, Goldman Sachs +3,4%. L’allentarsi delle tensioni sul mercato dei titoli di stato europei – verso cui le banche americane sono esposte – porta gli investitori a riposizionarsi ovunque sui bancari.

“c’è molto ottimismo sulla possibilità che l’Europa agirà finalmente insieme e che il summit darà i suoi frutti – afferma Oliver Pursche, direttore generale presso Gary Goldberg Financial Services a Suffern, New York, intervistato da Reuters – C’è molta pressione sui leader, affinchè annuncino notizie che possano essere soddisfacenti, ma è anche vero che i mercati vogliono puntare verso l’alto, dunque ci vorrà più di un lieve ritardo nelle misure per provocare una nuova inversione significativa dei mercati”.

Sul fronte valutario, euro in rialzo nei confronti del dollaro a quota $1,3471 (+0,60%), mentre contro il franco svizzero sale a CHF 1,2367 (+0,24%). La moneta unica nei confronti dello yen si attesta a JPY 104,81 (+0,38%).

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio sono a quota $102 al barile (+1,03%). Giù invece le quotazioni dell’oro (-0,27%), a $1.746,60 l’oncia.