Wall Street chiude in calo. Il discorso di Bernanke delude

8 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Wall Street chiude in calo. Dal discorso tanto atteso del chairman della Fed, Ben Bernanke, non arrivano segnali chiari su come l’istituto intenda stimolare la ripresa della più grande economia al mondo.

L’indice S&P 500 cede 12,72 punti (-1,06%), a quota 1.185,9. Nasdaq più moderato, perde 19,8 punti (-0,78%), a 2.529,14. Dow Jones in ribasso di 119,05 punti (-1,04%), a quota 11.295,81.

“La Federal Reserve farà tutto il possibile per ripristinare alti tassi di crescita e di occupazione, in un contesto di stabilità dei prezzi”, ha detto Bernanke, non dando dunque indicazione precisa su quali strumenti intenda utilizzare.

Gli investitori guardano da un lato alle richieste iniziali dei sussidi di disoccupazione, che hanno confermato la continua debolezza del mercato del lavoro Usa. Dall’altro lato, buone indicazioni sono arrivate invece dal deficit commerciale, che è sceso più delle attese e al ritmo più veloce dal 2009.

Di base nessuno vuole rischiare, in una giornata come quella di oggi: d’altronde stasera il presidente americano Barack Obama presenterà al Congresso il suo piano per l’economia, che dovrebbe aggirarsi sui $300 miliardi.

Alcuni analisti avevano messo in guardia dall’avere aspettative troppo alte prima del meeting del Fomc, che si svolgerà per due giorni a partire dal prossimo 20 settembre. Tuttavia, in un momento come questo, è anche vero che i mercati soppesano ogni parola che viene pronunciata. In più, secondo alcune indiscrezioni, Ben Bernanke e colleghi sarebbero pronti ad agire, con un piano ben preciso.

Sul fronte dei titoli vede protagonisti i titoli tecnologici, in particolare Cisco (+3,08%), che ha beneficiato di un upgrade sul rating da “hold” a “buy” da Sandeep Shyamsukha, analista di Auriga. A salire anche Juniper Networks (+2,09%). L’incertezza di fondo è spiegata con l’andamento dei Treasury a dieci anni, che vedono i rendimenti ancora scendere, rimanendo comunque sopra la soglia del 2%.

Sul fronte valutario, dopo il discorso di Trichet e i dati americani, l’euro è arrivato sotto $1,39 nei confronti del dollaro. Contro il biglietto verde a $1,3880, perdendo anche contro lo yen, a 107,63. La moneta unica rimane in rialzo nei confronti del franco svizzero, a CHF 1,2150.

Sul fronte delle commodities, i futures sul petrolio sono in calo a quota $89,05 il barile, mentre le quotazioni dell’oro tornano a salire, attestandosi a quota $1.857,50 l’oncia.